Mondiali Qatar 2022, round-up di giovedì 1° dicembre: Belgio «tradito» da Romelu Lukaku, pura sensazione Giappone

scritto da Claudio Paronitti

L’inizio dell’ultimo mese dell’anno solare è coinciso con la disputa della terza e ultima tornata di gare per quanto riguarda i Gruppi E e F

Il pomeriggio europeo (la prima serata qatariota) regala un sorprendente primo posto nel girone al Marocco, che supera il Canada con una prova di forza. Contemporaneamente, il pareggio a occhiali tra Croazia e Belgio elimina i Diavoli Rossi, «traditi» da Romelu Lukaku, il quale si divora almeno tre reti che avrebbero ribaltato la situazione. Nei match della serata capita di tutto e di più e alla fine a compiere una vera sensazione è il Giappone, che s’impone in rimonta sulla Spagna, passando il turno come prima ed eliminando di fatto una deludente Germania, la quale batte la Costa Rica, ma saluta con merito il Qatar per via di una differenza-reti nettamente inferiore agli iberici.

Ecco, di seguito, il giornaliero round-up di quanto osservato all’interno dei vari rettangoli di gioco nella giornata di giovedì 1° dicembre 2022.

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Canada vs Marocco 1-2 (1-2) – [4′ Hakim Ziyech 0-1, 23′ Youssef En-Nesyri 0-2, 40′ Nayef Aguerd 1-2 (autorete)]

Sul terreno dell’Al Thumama Stadium di Doha, davanti a 43’102 spettatori, i Leoni dell’Atlante approcciano la sfida da «dentro o fuori» nella maniera migliore possibile. I Canucks, già eliminati dal torneo, scendono in campo senza troppi pensieri, lasciando parecchio spazio di manovra ai nordafricani. È però un clamoroso errore del portiere canadese Milan Borjan ad accendere la gara. L’esperto #18 serve inavvertitamente Hakim Ziyech, che ringrazia per il gentil dono per portare avanti la sua squadra. A metà del periodo, Youssef En-Nesyri controlla perfettamente l’assist di Achraf Hakimi e raddoppia in grande stile. Con il duello sotto controllo, Nayef Aguerd decide sfortunatamente di riaccenderlo deviando in fondo alla propria gabbia il cross dalla sinistra di Sam Adekugbe. L’ultima emozione del primo tempo è la rete annullata per fuorigioco a un ispirato En-Nesyri al terzo dei cinque minuti di recupero. Nella ripresa, gli uomini guidati da Walid Regragui danno fondo a tutte le loro forze per portare a casa un successo di vitale importanza. Gli unici rischi che corrono i nordafricani giungono al settantaduesimo con una doppia chance consecutiva. Dapprima Atiba Hutchinson colpisce la traversa con un colpo di testa e in seguito Alistair Johnston spedisce la sfera oltre l’asta. Partito con poche probabilità di superare il turno, il Marocco ottiene il pass per gli ottavi di finale addirittura da prima del girone.

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Croazia vs Belgio 0-0 – [—]

Il duello dell’Ahmad Bin Ali Stadium di Ar-Rayyan, proposto con 43’984 anime sulle tribune, decisivo per entrambe le formazioni, inizia con un lancio in profondità di Luka Modrić dopo appena sette secondi (!) per Ivan Perišić, che si accentra e calcia a lato di poco a mezza altezza. Un’ottima occasione capita poi all’undicesimo sul destro di Yannick Carrasco, il cui tentativo da distanza ravvicinata a seguito di un’azione corale dei Diavoli Rossi viene murato in calcio d’angolo. Quattro giri di lancetta più tardi, l’arbitro Anthony Taylor concede un giusto calcio di rigore alla Vatreni per un pestone dello stesso esterno offensivo belga su Andrej Kramarić. La gioia per il penalty è di breve durata, perché il VAR interviene immediatamente per segnalare un fuorigioco millimetrico in partenza (?) di Dejan Lovren, che va in contrasto con l’avversario di turno, annullando la decisione iniziale del fischietto inglese. Il resto della frazione risulta, come prevedibile, «chiusa» e senza reali opportunità per sbloccare un punteggio ancorato su quello di partenza. Il debole colpo di testa del neo-entrato Romelu Lukaku (48′) coincide con la prima palla che inquadra lo specchio della porta in assoluto. Sul fronte opposto, lo stesso si registra con un destro decisamente più pericoloso di Mateo Kovačić, che costringe Thibaut Courtois alla deviazione in corner. La pressione della Vatreni aumenta e nel breve volgere di un minuto Marcelo Brozonvić e Luka Modrić si rendono protagonisti di due conclusioni respinge con un po’ di difficoltà dal numero uno avversario. Esattamente all’ora di gioco, dal nulla, Kevin De Bruyne inventa un assist in profondità per Carrasco, murato dal recupero prodigioso di Josip Juranović. Sulla respinta, Lukaku si divora letteralmente il vantaggio colpendo in pieno il montante. Centoventi secondi più tardi, l’attaccante dell’Inter si ripete, spedendo il pallone sopra la traversa a porta sguarnita a seguito di un’uscita «a farfalle» di Dominik Livaković. L’eventuale gol sarebbe comunque stato annullato, in quanto il cross di De Bruyne era partito oltre la linea di fondo. Al tramonto del match, una discesa pazzesca di Jérémy Doku, che elimina cinque avversari in serie, manda al cross Thorgan Hazard per Lukaku, che diventa la tragica figura della sua nazione, cercando un improbabile colpo con il petto, graziando l’ennesima uscita mal calcolata di Livaković. La precisa chiusura di Joško Gvardiol al novantatreesimo è il segnale dell’eliminazione, oggettivamente meritata, dei Diavoli Rossi.

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Costa Rica vs Germania 2-4 (0-1) – [10′ Serge Gnabry 0-1, 58′ Yeltsin Tejeda 1-1, 70′ Celso Borges 2-1, 73′ Kai Havertz 2-2, 85′ Kai Havertz 2-3, 89′ Niclas Füllkrug 2-4]

In quel di Al Khor, l’Al Bayt Stadium è il teatro della gara in cui le due selezioni si giocano il passaggio del turno. Per l’occasione, la FIFA decide di consegnare le chiavi dell’arbitraggio a una donna, la francese Stéphanie Frappart, che può avvalersi del sostegno in qualità di assistenti della brasiliana Neuza Ines Back e della messicana Karen Díaz Medina. Le prime fasi mostrano una Mannschaft lanciata all’attacco, che testa i riflessi di Keylor Navas dopo un paio di giri di lancetta con un destro a giro dal limite di Jamal Musiala. I 67’054 spettatori presenti assistono a un letterale dominio degli uomini di Hansi Flick, i quali schiacciano nella loro metà campo i Ticos, che come accaduto contro la Spagna, faticano assai a uscire dal guscio. Ne consegue il logico vantaggio di Serge Gnabry, che incrocia perfettamente di testa un cross altrettanto preciso di David Raum. In seguito, i tedeschi controllano a loro piacimento il corso della sfida, dimenticandosi di prestare attenzione nella retroguardia. Al quarantaduesimo, Antonio Rüdiger manca un semplice appoggio verso Manuel Neuer consentendo a Keysher Fuller di calciare nello specchio. La sfera viene deviata con un grande riflesso dal portiere del Bayern Monaco, che evita il peggio ai suoi. Nel primo terzo della ripresa, dopo aver udito del ribaltamento del Giappone, i centroamericani approfittano del momento di sbandamento degli avversari per rimettere la contesa in parità grazie al tap-in vincente di Yeltsin Tejeda. Puniti nell’orgoglio, i teutonici ripartono all’offensiva e colpiscono la base interna del montante con Musiala al sessantunesimo, impattando quello esterno un minuto più tardi con Antonio Rüdiger. Esattamente a metà della frazione, il talento 19enne del Bayern gioca nuovamente con la sfortuna, spedendo sul palo pieno un interessante destro a giro. A venti giri d’orologio dalla conclusione, ecco quel che nessuno si attende. Un calcio di punizione laterale manda in visibilio i costaricensi, perché Celso Borges ribalta la situazione. La gioia dura però solo tre minuti, il tempo necessario a Kai Havertz a superare Navas da due passi per il due a due. Le emozioni non hanno fine e Niclas Füllkrug ha sul destro la palla del tris, ma la fallisce miseramente, trovando l’opposizione con la fronte di Navas al settantacinquesimo. I sogni di gloria dei Ticos si spengono dieci minuti dopo con il tocco sotto di Havertz sul cross di Gnabry. Il poker firmato da Niclas Füllkrug manda i titoli di coda a un duello ricco in tutte le sue sfaccettature, specialmente nella ripresa.

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Giappone vs Spagna 2-1 (0-1) – [12′ Álvaro Morata 0-1, 48′ Ritsu Dōan 1-1, 51′ Ao Tanaka 2-1]

Al Khalifa International Stadium di Ar-Rayyan, con una presenza sugli spalti pari a 44’851, la Furia Roja apre lo score alla prima occasione. Álvaro Morata effettua il cosiddetto «terzo tempo» sul cross dalla destra di César Azpilicueta, superando da distanza ravvicinata e senza alcun tipo di problema Shūichi Gonda. Trovato il rapido gol, gli uomini di Luis Enrique propongono il consueto «giro-palla» asfissiante (al duplice fischio del sudafricano Victor Gomes la percentuale a loro favore è dell’83%!), non lasciando ai Blue Samurai alcuna vera opportunità di replica. La passività della selezione europea viene punita in avvio di ripresa dopo un’uscita dalla difesa per nulla perfetta. Anzi. La sfera è così recuperata da Ritsu Dōan, che prova una conclusione tutto sommato innocua e centrale, sulla quale Unai Simón fa una figura barbina, di quelle che al Mondiale non dovrebbero vedersi. Non trascorrono che centottanta secondi e i nipponici, proprio come accaduto all’esordio con la Germania, ribaltano la contesa. Questa volta, ad andare a segno è Ao Tanaka, a cui viene convalidato il gol dopo un lungo controllo al VAR, che conferma che il pallone rimane all’interno del rettangolo verde. I lunghissimi quaranta e passa minuti restanti vengono vissuti con il cuore in gola dagli asiatici, che possono infine gioire quando il cronometro marca il novantasettesimo per una vera e propria sensazione.

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La classifica finale del Gruppo E – 1. Giappone, 6 punti (4-3) /// 2. Spagna, 4 punti (9-3) /// 3. Germania, 4 punti (6-5) /// 4. Costa Rica, 3 punti (3-11)

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La classifica finale del Gruppo F – 1. Marocco, 7 punti (4-1) /// 2. Croazia, 5 punti (4-1) /// 3. Belgio, 4 punti (1-2) /// 4. Canada, 0 punti (2-7)

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Gli accoppiamenti degli ottavi di finale – Giappone (E1) vs Croazia (F2) /// Marocco (F1) vs Spagna (E2)

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