Lugano-Basilea, le pagelle: il centrocampo è assente

scritto da Claudio Paronitti

Dopo sei sconfitte filate è complicato dare dei giudizi positivi a dei giocatori che hanno perso la fiducia e che non riescono a ribaltare uno svantaggio per tradurlo in risultato positivo

Joël Kiassumbua – – subisce un gol su cui non può nulla. Non viene chiamato in causa costantemente, ma risponde presente le poche volte in cui viene sollecitato;

Steve Rouiller – – altra prestazione sottotono per il vallesano, giustamente sostituito nel corso della ripresa;

(64′ Jetmir Krasniqi – – sostituisce Rouiller, ma il risultato è paragonabile a quello del numero 22);

Vladimir Golemic – 3,5 – il meno peggio della difesa al pari di Amuzie. Non gioca al fianco di Sulmoni e ne risente, eccome;

Fabio Daprelà – – da centrale è un po’ indaffarato. Riesce, in parte, a reggere l’urto basilese, in quanto i renani non sfondano come al solito;

Stanley Amuzie – – che abbia voglia di sfondare è fuori dubbio. Ciò che gli manca è un po’ di tecnica, ma la corsa e il senso della posizione (oggi) sono dalla sua. È uno dei pochi a provarci con costanza;

Mario Piccinocchi – – non ha i tempi per ragionare. I compagni, in questo senso, non lo aiutano. Gli manca un elemento a fianco “alla Antoine Rey”;

Cristian Ledesma – 2,5 – non vorremmo inferire, ma il tramonto dell’italo-argentino sembra all’orizzonte;

(46′ Marc Janko – 3,5 – entra il “Cobra” e, con l’uomo in più, i bianconeri spingono. Riceve pochi palloni, come al solito, tentando la fortuna senza trovarla);

Jonathan Sabbatini – – l’unico tiro pericoloso verso la porta è suo. Troppo poco per uno dei più esperti della rosa;

Domen Crnigoj – – rispetto all’ala tutta corsa e grinta di Losanna, quest’oggi lo sloveno si dimentica delle sue caratteristiche;

Alexander Gerndt – – se Suchy non lo avesse abbattuto, magari sarebbe andato direttamente in porta e avrebbe segnato. Si squaglia come la neve al sole;

(77′ Carlo Manicone – – come a Losanna si divora il gol del pareggio. È già il secondo errore filato. Due chance che avrebbero potuto cambiare in positivo la sua carriera);

Carlinhos Junior – 3,5 – è innamorato del pallone come tutti i brasiliani. Fa tantissimo movimento, arrivando poco lucido quando serve;

Pierluigi Tami – – è inutile nascondersi dietro a parole del tipo “facciamo gioco” o “siamo superiori agli avversari”. Sei sconfitte consecutive costituiscono un record stagionale. Giusto dargli ancora fiducia?

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