FC Sion vs FC Lugano, sabato 27 aprile 2024" src="https://chalcio.walter3.myhostpoint.ch/wp-content/uploads/2024/04/20240427_211125_0000-600x400.jpg" alt="FC Sion vs FC Lugano, sabato 27 aprile 2024" width="600" height="400" /> Il sogno di alzare al cielo un nuovo trofeo è vivo: il Lugano torna ancora in finale a Berna
Per la terza edizione consecutiva, all’atto conclusivo di Helvetia Coppa Svizzera ci sarà il Lugano, autore di una prova da squadra di categoria superiore contro un Sion che, onestamente, merita di ritrovarsi a giostrare nell’élite a partire dalla prossima estate
A tale conferma vi è l’avvio all’«arma bianca» proposto dai vallesani. Come ci si attendeva, la formazione guidata da Didier Tholot ha approcciato il duello con una carica «dinamitarda» alla «massima potenza», mettendo in chiara ambasce una difesa bianconera che dal canto suo ha dato il via alla sfida rimanendo forse un po’ sorpresa dall’atteggiamento assai gagliardo degli avversari, capaci nei turni precedenti di eliminare formazioni del calibro di Grasshopper e, soprattutto, Young Boys. L’intensità offerta dai biancorossi ha visto in un Amir Saipi formato «muro» portante. Il portiere dei ticinesi ha utilizzato a più riprese tutti i suoi 194 centimetri per negare ai padroni di casa la gioia del gol.
Con una sicurezza del genere tra i pali, anche i compagni di squadra ne giovano. Appena toltisi di dosso la pesante incombenza del vantaggio – con la sensazionale conclusione mancina dal limite di Yanis Cimignani al tramonto della prima frazione -, i protetti di mister Mattia Croci-Torti si sono visti concedere un calcio di rigore inesistente che con l’ausilio del VAR (per regolamento dell’ASF, negli stadi di categoria inferiore alla prima serie non è possibile l’utilizzo…) non sarebbe stato assegnato. Spezziamo però una lancia, non nei confronti di Urs Schnyder (non al primo errore di questo genere nella sua carriera), ma verso Ousmane Doumbia, assai furbo a mettere il piede davanti di qualche millimetro a quello di Cristian Souza. Ciò non toglie, come detto, che è stato un penalty assurdo. Poco conta per un Lugano che torna al Wankdorf di Berna per il terzo anno consecutivo. Ora, i bianconeri attendono dal divano la vincitrice della gara di oggi pomeriggio tra Winterthur e Servette.
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