FC Lugano Femminile, mister Bordogna: «Esperienza fantastica, grazie alle ragazze mi sono innamorato del calcio femminile»

scritto da Claudio Paronitti

L’avventura del Football Club Lugano Femminile in AXA Women’s Super League è agli sgoccioli. Verso le 16:00 di domenica, ossia quando terminerà la sfida con il San Gallo in quel dell’Espenmoos, le bianconere daranno definitivamente l’addio al professionismo, come ufficializzato dalla dirigenza qualche giorno or sono

Per capire meglio come si stanno affrontando le ultime ore prima dell’«abbassamento della serranda», abbiamo avuto il piacere di contattare il condottiero delle ragazze luganesi, mister Simone Bordogna, il quale ci ha concesso un’intervista che vi proponiamo di seguito.

***

Mister, lei è arrivato a campionato in corso con l’obiettivo di far crescere ancora di più le ragazze e cercare di ottenere la salvezza. Ora che anche questa speranza è svanita per decisione della società di non proseguire il campionato dopo la stagione regolare, come si vivono i giorni che vi separano dalla chiusura delle ostilità?

«Sicuramente non sono giorni facili. Sembra un po’ come quando a scuola ti dicono che sei bocciato senza darti la possibilità di fare gli esami finali. Mi dispiace tanto per le ragazze soprattutto sotto il profilo umano. Hanno sempre dato tutto in campo e hanno a cuore questi colori e questo gruppo!».

Come giudica le tempistiche con cui sono state comunicate alle ragazze le scelte della società?

«Credo che se si è arrivati a questo punto è perché la società ha fatto il possibile per salvare il salvabile. Fa male perché, nonostante i risultati non fossero dalla nostra parte, stavamo crescendo in campo e diventando un gruppo vero fuori da esso. Queste ragazze meritavano di giocarsela fino alla fine per l’attaccamento che hanno dimostrato alla maglia bianconera!».

Il movimento femminile è attrattivo ovunque. Qui a Lugano sembra invece che sia solamente un «fastidio» (soprattutto dopo la splendida cavalcata degli ultimi anni, culminata con la storica partecipazione alla Champions League contro il Manchester City) e che, nonostante le dichiarazioni di circostanza, ora ci si sia tolti un «peso». Qual è il suo punto di vista a proposito?

«Non credo che il movimento femminile sia un “fastidio”, anzi… Però è vero che in Ticino ci muoviamo tardi rispetto al resto della Svizzera. Se pensiamo allo stadio, solo tra qualche anno riusciremo a goderci un impianto come quelli di Losanna o Lucerna, per non citare Berna o Basilea. Sportivamente parlando, sono dell’idea che sia giusto fare un passo indietro e costruire un progetto con delle basi e delle fondamenta solide».

Senza creare alcun tipo di polemica, ma volendo fare un passo nel passato, e sapendo magari a cosa andava incontro con tutte le dinamiche annesse, rifarebbe la scelta di prendere in mano la squadra?

«Assolutamente sì! Io sono fiero e orgoglioso di questo gruppo e di esserne l’allenatore. Ho comunque avuto la fortuna di confrontarmi con tecnici che hanno molta più esperienza di me e di crescere come allenatore anche grazie a Giuliano Melosi e al resto dello staff che mi hanno sempre insegnato qualcosa. E poi queste ragazze mi hanno fatto innamorare del calcio femminile. È un’esperienza fantastica che porterò sempre nel cuore».

Le volenterose ragazze, che si sono sempre battute con tutte le loro forze, non meritavano una chiusura del genere. Ora, per loro, si spera, si aprirà un portone che le porterà probabilmente altrove. Quanto rammarico c’è per questo?

«La classifica dice che abbiamo 2 punti e siamo ultimi in classifica. Dentro, ci sono però tante cose in quei due punti! E penso agli allenamenti sotto la pioggia o la neve, le trasferte chilometriche, il tempo tolto alla famiglia o agli amici… Queste ragazze sono fantastiche e ci hanno sempre messo il cuore, meritavano sicuramente un finale migliore! Io mi auguro che le ticinesi sposino il progetto Lugano e che qualche straniera che ha dimostrato di avere a cuore il Club rimanga a dare una mano per costruire qualcosa di importante! Di importante e di duraturo, perché credo che queste ragazze abbiamo dimostrato di amare Lugano e di amare questi colori!».

Leggi anche questi...