FC Winterthur vs Servette FC, domenica 28 aprile 2024" src="https://chalcio.walter3.myhostpoint.ch/wp-content/uploads/2024/04/20240428_163147_0000-600x400.jpg" alt="FC Winterthur vs Servette FC, domenica 28 aprile 2024" width="600" height="400" /> Non è bastato l’incitamento iniziale della tribuna opposta alla principale della Schützenwiese, che ha invitato i biancorossi ad approfittare dell’opportunità di raggiungere in finale il Lugano
Il pomeriggio seguente l’approdo del Lugano all’atto conclusivo dell’edizione 2023-2024 di Helvetia Coppa Svizzera, Winterthur e Servette si sono giocati il secondo biglietto per il match di domenica 2 giugno al Wankdorf di Berna
Sotto un cielo plumbeo, il duello tra la quinta e la terza forza attuale del massimo campionato di Credit Suisse Super League fatica parecchio a infiammarsi. Gli zurighesi appaiono più brillanti dal punto di vista fisico di un avversario granata visibilmente «provato» dalle numerose apparizioni sin qui accumulate in stagione (con quella odierna, gli uomini di René Weiler raggiungono quota 52 partite!).
Eccezion fatta per le emozioni suscitate dall’imponente coreografia offerta dai sostenitori di casa prima del fischio d’avvio del lucernese Lukas Fähndrich, l’incontro risulta scialbo e privo di emozioni lungo tutta la frazione di partenza. Lo zero a zero di metà gara è la logica conseguenza di quanto osservato all’interno del rettangolo verde di una Schützenwiese tutta esaurita per l’occasione (8’400 spettatori).
Al rientro dagli spogliatoi, entrambe le formazioni provano a crearsi qualcosa di più in zona offensiva (meno di quello mostrato in precedenza era praticamente impossibile). La percentuale di riuscita risulta però pari a zero, tanti sono i tentativi che inquadrano lo specchio delle due porte. Questo capita sino all’ottantottesimo. Quando la maggior parte della gente pensava già ai tempi supplementari, un’azione sull’asse Miroslav Stevanović-Steve Rouiller-Keigo Tsunemoto porta Timothé Cognat ad anticipare Granit Lekaj e a superare un sorpreso e incolpevole Marvin Keller.
Dopo tre minuti di recupero (che diventano quattro e mezzo), la frustrazione su sponda tigurina è palpabile, mentre la gioia granata per aver raggiunto la finale del torneo a eliminazione diretta è, ovviamente, immensa.
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