Il giorno dopo essere stato ufficializzato in qualità di nuovo attaccante del Lugano, Rangelo Janga è stato presentato nella rinnovata sala stampa dello Stadio di Cornaredo

Il 27enne bomber proviene dai kazaki dell’Astana in prestito sino a fine stagione con diritto di riscatto a favore dei bianconeri, che possono acquisirlo definitivamente entro il prossimo 30 giugno.

Il centravanti, in possesso del doppio passaporto olandese e di Curação, ha espresso le sue prime sensazioni da neo-elemento del roster sottocenerino. Eccole di seguito.

La trattativa – «Quando mi sono svegliato ho ricevuto un messaggio dal mio agente, che mi diceva che il Lugano era interessato a me. Domenica mi trovavo in Turchia per il secondo ritiro con l’Astana e, una volta constatato il coinvolgimento dei ticinesi, ho preso il primo volo per Milano e mi sono precipitato qui».

La Raiffeisen Super League – «Conosco le società del campionato, è una lega in sviluppo. Lugano è una buona squadra e voglio aiutarla a conseguire più successi possibili. I bianconeri sono la migliore opzione per me. Sono un professionista e ho lavorato molto duramente durante i campi di allenamento con l’Astana e non è un problema essere pronto fisicamente».

L’approccio – «Credo che nel calcio ci sia sempre pressione, specialmente in grandi club come il Lugano. Ma se lavorerò duramente, come nelle mie ferme intenzioni, tutto arriverà di conseguenza. Non prometto nulla, ma cercherò di segnare il più possibile per aiutare il gruppo a vincere».

I primi contatti – «Ho parlato con il mister dieci minuti prima della conferenza stampa. Abbiamo discusso solamente su alcuni aspetti della vita, senza intrattenerci sulla tecnica o la tattica. Questo arriverà più tardi».

Le esperienze – «Patrick Kluivert? È stato un grande allenatore e coach di Curação. Mi ha aiutato sul lavoro nell’area di rigore. Ho sempre ascoltato le sue parole con molta attenzione. Quando ero giovane, il mio idolo era Thierry Henry. A oggi, però, ci sono tanti attaccanti bravi e non ne ho nessuno preferito».

Il carattere – «Sono una persona tranquilla, non mi piace parlare molto. In campo voglio migliorare la mia qualità e lavorare per la squadra».

La figura chiave per la buona riuscita della trattativa è stata Marco Padalino, il quale ha infine raccontato il tipo di calciatore che è andato a scovare: «È un giocatore che ricercavamo da diversi mesi, perché sa fare reparto da solo. Sa attaccare la porta e abbiamo trovato queste caratteristiche in Rangelo. Contro la Costa Rica, ha segnato all’incrocio dopo 50 metri di scatto. Ce l’ha nelle sue corde».

Il direttore generale del club Michele Campana ha spiegato che il suo arrivo è dipeso dalla volontà dell’Astana di voler acquistare un nuovo attaccante. Pertanto, era in fase molto avanzata una trattativa con un sodalizio del campionato cinese, ma il coronavirus ha bloccato il suo approdo nel Paese più popoloso al Mondo.