Non c’è molta originalità nel considerare il Wohlen una potenziale candidata alla retrocessione. Magari insieme al Chiasso. Perchè no, tenendo in considerazione che il Rapperswil è più di una incognita. Tenendo presente infine che il Winterthur parte per la prima volta dopo tante stagioni con il chiaro intento di evitare la sofferenza dell’anno scorso. E’ per questo motivo che Winterthur-Wohlen avrebbe potuto dare subito delle indicazioni interessanti. Il match della Schutzenwiese non è stato avaro di risposte.
Si discuteva tra appassionati prima del match su quanto avrebbe inciso nella stagione degli argoviesi il recupero a tempo pieno di Igor Tadic (Foto archivio CHalcio) che negli ultimi due anni ha sofferto di tutto e di più. Il 31enne torello di Steinhausen ha lasciato il segno nella prima partita segnando il goal del vantaggio e servendo a Kuzmanovic il pallone del definitivo 3-1. Kristian Kuzmanovic: eterna promessa, carattere difficile, piantagrane arruolato, sembra aver ritrovato a Wohlen l’ambiente ideale dal quale ripartire dopo aver scontato le pene del caso.
Il 29enne olandese di Rotterdam non segnava in Challenge League dalla stagione 2013/2014: la classica vendetta dell’ex, in uno stadio che per lui e per il padre Boro ha rappresentato più di una chiesa per un cattolico. Se aggiungiamo che la seconda rete è stata messa a segno da Sandro Foschini – un altro ex leone, un altro alla soglia dei 30 – il quadro sull’importanza della vittoria del Wohlen è completato.
Di ritorno in Challenge League dopo oltre sei anni, il bosniaco Ranko Jacovljevic si è tolto immediatamente un bel pensiero considerando l’incognita dell’iniziare una stagione senza l’infortunato Janko Pacar e con la necessità di dover rimpiazzare il portiere congolese Joel Kiassumbua, partito la scorsa settimana per sistemarsi alle spalle di David Da Costa a Lugano. La settimana dei pensieri si è conclusa dunque come meglio non avrebbe potuto.
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