Il 99% del calcio mondiale è fermo. A parte qualche rarissima eccezione, il pallone è riposto lì, nei vari spogliatoi delle società, professionistiche e non
La lotta alla pandemia di Coronavirus sta continuando sul fronte più importante, ossia quello sanitario. Prima o poi, il sistema dovrà tornare a «viaggiare».
A questo proposito, il numero uno della UEFA, l’avvocato sloveno Aleksander Čeferin, ha rilasciato un’intervista al quotidiano italiano La Repubblica, in cui ha dichiarato quanto segue:
«L’obiettivo è finire i campionati, anche a porte chiuse e in estate. L’importante è ripartire entro giugno. Gli eroi non sono più i giocatori, bensì i medici e gli infermieri. Il profitto usiamolo anche per la salute. In questo momento drammatico la cosa più importante è la salute, dobbiamo uscire da questa crisi. Certo, il calcio interrotto simboleggia che l’Europa e il mondo si sono fermati».
Al momento, i rettangoli verdi vengono utilizzati da Bielorussia (Europa), Burundi (Africa) e Nicaragua (Americhe), nonché nell’emisfero settentrionale del Vecchio Continente, dove si stanno disputando alcune amichevoli di preparazione alla nuova stagione.
(nella foto: Aleksander Čeferin, numero uno della UEFA – © Ansa/open.online)

