
Il difensore bianconero: «Contro Ravecchia e Locarno abbiamo dimostrato di esserci, ma in altre partite non siamo stati all’altezza. Qualche rinforzo dal mercato non sarebbe male, ma possiamo salvarci anche da soli».
MONTE CARASSO – Quattro chiacchere con Raffaele Morisoli, difensore e capitano del Monte Carasso (Terza lega, gruppo 2) con cui abbiamo parlato nei giorni scorsi e di cui, in questo articolo, riportiamo in sintesi alcuni pensieri. La scheda: classe 1999, ventidue anni compiuti lo scorso ottobre, Morisoli ha sempre e soltanto giocato nel Monte Carasso con cui ha iniziato a tirare i primi calci a un pallone nel 2003 sino ad arrivare all’esordio in prima squadra nel 2015, quando era ancora un allievo. Tra il 2017 e il 2019 Morisoli si è alternato tra gli Allievi A e la Terza lega, per poi diventare nelle ultime tre stagioni un punto fermo solo della prima squadra, di cui da quest’anno è anche il capitano.
LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA
«Nella prima parte del campionato – ci ha raccontato Morisoli – non siamo andati come speravamo. La classifica parla chiaro. Tuttavia, chi ha giocato a calcio sa che una squadra non va giudicata unicamente dai risultati ottenuti sul campo. Nel girone di andata ci sono stati anche per noi momenti positivi, che credo debbano essere valorizzati. Ad esempio contro Ravecchia e Locarno, al di là del risultato finale (abbiamo perso), la squadra ha dimostrato di avere carattere e di sapere affrontare nel modo giusto formazioni sulla carta superiori. L’altra faccia della medaglia, purtroppo altrettanto importante, mostra però che in altre partite, in cui avremmo dovuto portare a casa un risultato positivo, non siamo stati all’altezza».
NOMI NO, I MIEI AMICI ME LO RINFACCEREBBERO A VITA
«Chi vedrei bene al Monte Carasso? Mmm, domanda difficile da rispondere. Credo che nel calcio regionale ci siano molti buoni giocatori che potrebbero darci una mano e rinforzare la nostra rosa. Con molti di loro ho anche avuto la fortuna e il piacere di giocare insieme in passato, così come lo faccio ancora oggi. Ma non me la sento di nominare qualcuno in particolare, i miei amici me lo rinfaccerebbero a vita (risata). Inoltre credo che sia compito della società e dell’allenatore decidere in che modo migliorare la squadra per il ritorno. Io devo pensare solo a dare il massimo e cercare di fare in modo che anche i miei compagni facciano lo stesso, chiunque essi siano».
SALVEZZA POSSIBILE, MA…
«Il mio obiettivo personale è sempre lo stesso: migliorare e imparare più che posso per togliermi qualche bella soddisfazione con questo splendido sport. Invece, come giocatore del Monte Carasso, ancora oggi resto assolutamente convinto che lavorando nel modo giusto possiamo salvarci, possiamo evitare la retrocessione. Dobbiamo però essere consapevoli che per raggiungere la salvezza ci servirà un enorme sacrificio da parte di tutti. E i primi che dovranno spingere al massimo saremo noi giocatori, perché siamo noi che scendiamo in campo ogni weekend. Ammetto che qualche rinforzo dal mercato ci farebbe comodo, ma ripeto, resto fiducioso nella società, nell’allenatore e nei miei compagni, convinto fino alla fine che si possa fare bene. Forza Monte Carasso!»
LA CLASSIFICA (TERZA LEGA, GRUPPO 2)
Melide 31 pt (13), Giubiasco 29 (13), Ligornetto 27 (13), Monteceneri 23 (13), Comano 23 (13), Vacallo 22 (13), Insubrica 19 (13), Riva 18 (13), Maroggia 17 (13), Boglia Cadro 15 (13), Cademario 14 (13), Breganzona 12 (13), Ceresio 9 (13), Rancate 0 (13).
