Terza Lega 2: i Biaschesi si ritirano, il perchè, il presente e il futuro della società

Centro Sportivo al Vallone - © biasca.ch

Centro Sportivo al Vallone – © biasca.ch

Dopo aver appreso del ritiro dal campionato, abbiamo contattato la nuova dirigenza per capire cosa fosse accaduto. Il comitato ci ha ricostruito le ultime settimane e illustrato un progetto che, rinunciando per ora alla squadra degli attivi, concentrerà risorse e attenzioni sul settore giovanile.

BIASCA – I Biaschesi non prenderanno parte al prossimo campionato di Terza Lega Gruppo 2. Una decisione sofferta, maturata soltanto dopo aver cercato diverse soluzioni per costruire una squadra numericamente e tecnicamente in grado di affrontare la stagione.

Le difficoltà erano emerse già nel finale del campionato 2025/2026, segnato da alcune sconfitte pesanti e da un progressivo indebolimento del gruppo. Terminata la stagione, il presidente Vinko Curic aveva espresso la volontà di lasciare il proprio incarico.

Un nuovo comitato nato soltanto il 9 luglio

In una situazione già complicata, Emanuele Polli si è messo a disposizione per formare un nuovo comitato e provare a riorganizzare la società. Il gruppo dirigente è però nato soltanto il 9 luglio, con pochissimo tempo per ricostruire la rosa e preparare il nuovo campionato.

L’obiettivo era ripartire da una parte importante della squadra precedente, aggiungendo nuovi elementi e creando attorno al gruppo un’organizzazione più solida. Il comitato ha lavorato sul materiale, sulla gestione dei giocatori e sulle regole interne, cercando di mettere ogni cosa al proprio posto.

Alcuni calciatori che inizialmente avevano dato la propria disponibilità hanno però cambiato idea e si sono tirati indietro. Lo zoccolo duro sul quale doveva poggiare la ripartenza si è così progressivamente ridotto.

La nuova dirigenza si è ritrovata, di fatto, con una rosa composta soprattutto dai ragazzi degli Allievi A.

La scelta di non bruciare i ragazzi

La possibilità di affrontare la Terza Lega con un gruppo molto giovane è stata valutata seriamente. Gli Allievi hanno partecipato a diversi allenamenti, durante i quali lo staff ne ha osservato qualità, atteggiamento e capacità di sostenere il confronto con il calcio degli attivi.

La valutazione ha però portato a una conclusione chiara: chiedere a questi ragazzi di disputare un intero campionato di Terza Lega avrebbe significato anticipare troppo i tempi.

La società ha quindi scelto di non bruciarli e di permettere loro di proseguire nel campionato Allievi A1, al quale i Biaschesi sono regolarmente iscritti. Una decisione presa per proteggerne la crescita, non per rinunciare a puntare su di loro.

Il tentativo di collaborazione con il Riviera

Per completare la rosa era stata approfondita anche una possibile collaborazione con il Riviera. L’idea prevedeva che alcuni giocatori non convocati dalla formazione di Seconda Lega potessero trovare spazio con i Biaschesi.

Sarebbe stata una soluzione utile per entrambe le società: il Riviera avrebbe potuto garantire minuti ad alcuni elementi, mentre i Biaschesi avrebbero avuto la possibilità di completare l’organico.

Il progetto non si è però potuto concretizzare a causa di alcune regole che non permettono ad una squadra di Seconda Lega collaborare come attivi con un’altra società. Venuta meno anche questa strada, il comitato ha dovuto prendere atto che non esistevano più le condizioni per affrontare seriamente il campionato.

Una storia importante che merita continuità

La rinuncia pesa ancora di più considerando il passato dei Biaschesi. Fondata nel 1941, la società ha attraversato periodi importanti della storia del calcio ticinese, arrivando negli anni Duemila in Prima Lega, allora terzo livello nazionale, e disputando anche le fasi finali per tentare la promozione in Challenge League.

In Coppa Svizzera ha affrontato avversarie prestigiose come Lucerna, San Gallo e Grasshopper. Dal settore giovanile sono inoltre passati giocatori come Lucio Bizzini, arrivato al Servette e alla Nazionale svizzera, e Antonio Marchesano, protagonista per anni nel calcio professionistico.

Il ritiro dalla Terza Lega interrompe momentaneamente la presenza della società nel calcio degli attivi, ma non cancella una storia che a Biasca ha radici profonde e che il nuovo comitato vuole continuare a portare avanti.

Il settore giovanile diventa la priorità

Le energie saranno ora concentrate sugli Allievi A e sull’intero vivaio. La dirigenza sta preparando anche una collaborazione con un rinomato ente locale, specializzato in Ticino nella preparazione atletica e nella prevenzione degli infortuni.

Si tratta di un servizio aggiuntivo pensato per seguire i ragazzi in modo più completo, migliorando la qualità del lavoro fisico e prestando maggiore attenzione alla prevenzione, al recupero e alla crescita atletica.

La rinuncia alla Terza Lega permetterà quindi alla società di convogliare più risorse verso il settore giovanile, cercando di creare un ambiente nel quale i ragazzi possano allenarsi e svilupparsi nelle condizioni migliori.

Un centro di formazione per le Tre Valli

Anche la partnership con il Lugano rientra in questa visione. L’obiettivo è fare di Biasca un centro di formazione del calcio giovanile per tutta la regione delle Tre Valli.

La collaborazione non prevede un passaggio di giocatori da una società all’altra, ma riguarderà soprattutto il lavoro formativo, la condivisione delle competenze e l’utilizzo delle strutture.

Alcune squadre o gruppi potranno allenarsi sui campi di Biasca, mentre in altre occasioni i ragazzi e gli staff dei Biaschesi potranno svolgere attività a Lugano. Uno scambio di esperienze e spazi pensato per ampliare le opportunità offerte ai giovani.

Il progetto di un torneo internazionale

Il nuovo comitato sta inoltre lavorando alla possibilità di organizzare un torneo internazionale a Biasca, coinvolgendo società di livello e formazioni provenienti anche da fuori regione.

Il progetto è ancora in fase di sviluppo, ma l’intenzione è quella di portare al Centro sportivo Al Vallone un appuntamento capace di offrire ai ragazzi un’esperienza importante e, nello stesso tempo, valorizzare la società e il territorio.

Una rinuncia dolorosa, non una resa

Il ritiro dal campionato rappresenta un passo indietro sul piano sportivo, ma non equivale all’abbandono del progetto. Insistere a ogni costo avrebbe significato affidare la Terza Lega quasi interamente a ragazzi ancora in formazione, esponendoli a difficoltà che avrebbero potuto danneggiarne il percorso.

I Biaschesi hanno preferito guardare in faccia la realtà e prendere una decisione responsabile. Per il momento si ferma la squadra degli attivi, mentre il lavoro riparte dai giovani, dalla collaborazione con il Lugano, dalla preparazione atletica e da nuovi progetti per il territorio.

Ora serviranno tempo, pazienza e continuità. Il comitato nato il 9 luglio vuole costruire basi solide affinché, in futuro, una nuova squadra degli attivi possa tornare a rappresentare Biasca e una storia iniziata nel 1941 possa continuare.

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