
L’allenatore degli Azzurri si presenta: “Amo il collettivo, credo nelle società ben organizzate e non nei singoli giocatori. Dal Sant’Antonino me ne sono andato a testa alta. Non cerco rivincite, solo il bene della mia squadra”
BELLINZONA – Intervista a Vincenzo Gennarino, dallo scorso ottobre allenatore degli Azzurri (Terza lega, gruppo 2), con i quali però non ha ancora disputato neanche una partita ufficiale a causa della seconda ondata di coronavirus e conseguente sospensione (sino a data ancora da destinarsi) dei campionati regionali. Gennarino, che aveva iniziato la stagione alla guida del Sant’Antonino (da cui è stato esonerato all’8ª giornata), ha ereditato la panchina degli Azzurri da Simon Balazic.
CHALCIO: Ciao mister, guardando la classifica e vedendo gli Azzurri al penultimo posto con una sola vittoria (e sette sconfitte) in 8 partite, mi viene da chiederti: chi te lo ha fatto fare di infilarti in questo ginepraio?
Vincenzo Gennarino (Azzurri): «A me le situazioni difficili mi hanno sempre stimolato. Mi fanno andare al campo di allenamento (quando si potrà) con tanto entusiasmo, perché sai che dovrai dare il 300% per raggiungere i tuoi obiettivi. Ma ti posso garantire che quando poi riesci a raggiungerli è davvero molto gratificante. Alleno da appena sei anni e ho iniziato con gli Allievi E, e ogni anno piano piano sono salito di categoria senza mai essere “raccomandato” da nessuno, anche perché non conosco molta gente. Sono molto orgoglioso di essermi guadagnato tutto con il lavoro sul campo e nello spogliatoio. Sono certo che anche questa esperienza agli Azzurri, che potrebbe sembrare non semplice, in realtà sarà comunque positiva perché mi permetterà di crescere ancora. Sono molto ambizioso: vorrei arrivare il prima possibile a confrontarmi in una Seconda Lega. Centrare una salvezza è come vincere un campionato. Mi ripeto, sono molto motivato e strasicuro che raggiungeremo il nostro obbiettivo».
CHALCIO: Hai iniziato la stagione al Sant’Antonino che sono nel vostro stesso girone. Con loro per te non è andata: sarà una sfida particolare? Con quale spirito li affronterai?
Vincenzo Gennarino: «Al Sant’Antonino ho lasciato un gruppo fantastico che, nonostante le difficoltà, mi ha sempre dato il massimo fino al mio ultimo giorno di allenamento. Ancora oggi credo che le nostre strade si siano separate troppo presto, ma questo è il calcio. Sono andato via a testa alta: in classifica con la squadra salva e nello spogliatoio con i giocatori dalla mia parte. Quando (e se) li affronteremo sarà molto elettrizzante, per tanti motivi, ma soprattutto per i 3 punti da conquistare per raggiungere il prima possibile il nostro obiettivo. Onestamente però, più che vincere la partita contro il Sant’Antonino, mi interessa cercare di più metterli alle nostre spalle, perché forse significherebbe essere un po’ più vicini alla salvezza».
CHALCIO: Per il mercato invernale puoi chiedere in regalo al tuo presidente un giocatore: chi e perché?
Vincenzo Gennarino: «Non scelgo nessuno, perché un singolo giocatore da solo non farà mai la differenza. Credo molto nel gruppo e nel lavoro sul campo, amo il collettivo e la crescita di tutti i ragazzi. È molto più importante una società ben organizzata che un grande (singolo) giocatore».
CHALCIO: Cosa significherebbe per gli Azzurri scivolare in Quarta lega?
Vincenzo Gennarino: «Credo che sarebbe un brutto colpo. Ho conosciuto il presidente Domenico (Garieri, ndr) ed è una persona squisita, che mette anima e cuore per la società. Vuole assolutamente salvare la categoria, e tutti i giocatori con cui ho parlato vogliono lo stesso: risalire la classifica il prima possibile. Sono sicuro che con questa voglia, unita alle mie motivazioni e alla mia passione per il lavoro, ce la faremo sicuramente. Sono molto fiducioso: giocatori e presidente mi hanno trasmesso tanto ottimismo».
CHALCIO: La tua ricetta calcistica per evitare che questo accada (scivolare in Quarta)?
Vincenzo Gennarino: «Molto semplice e te lo dico in 5 parole: lavoro, dedizione, affiatamento, gruppo e umiltà (molta)».
CHALCIO: Tu invece mister che giocatore eri? Il tuo ricordo più bello in campo?
Vincenzo Gennarino: «Ero un buonissimo attaccante, non molto tecnico, ma devastante dentro l’area di rigore. Purtroppo ho dovuto smettere di giocare troppo presto (18 anni). Il ricordo più bello è stato l’esordio con gol in Eccellenza, giocavo nell’Uzzanese, una squadra toscana della provincia di Pistoia: il sabato avevo fatto doppietta con gli Allievi e la domenica gol decisivo in Eccellenza. Ero stato convocato in prima squadra perché si era infortunato l’attaccante titolare. Gli ultimi 10 minuti il mister mi fece entrare, perdevamo 1-0, feci l’assist per l’1-1 e poi gol al ‘90 per il definitivo 2-1: il boato per il gol segnato e gli occhi lucidi di mio padre me li ricordo ancora come se fosse successo ieri».
CHALCIO: Chiudiamo con un sorriso e un fioretto. Quest’anno mister Curic dei Biaschesi, prima della partita di campionato contro il Locarno, aveva promesso ai suoi ragazzi che se avessero vinto al Lido avrebbe fatto il bagno nel lago. Ha vinto e lo ha fatto (il bagno). Tocca a te “In caso di salvezza degli Azzurri prometto di…”
Vincenzo Gennarino: «Un bagno nel lago no, ma se dovessimo salvarci offrirò la cena a tutta la squadra e alzeremo il gomito insieme (risata)».
LA CLASSIFICA – TERZA LEGA (GRUPPO 2)
Solduno 24 pt (9), Ravecchia 19 (8), Losone 18 (8), Gordola 17 (8), Riarena 16 (9), Semine 16 (9), Tenero Contra 14 (8), Moesa 12 (9), Verscio 10 (8), Pro Daro 9 (9), Sant’Antonino 5 (9), Blenio 4 (9), Azzurri 3 (8), Monte Carasso 2 (9).
