Terza Lega 1: Ligornetto, il ds Saladini “Non siamo obbligati a vincere. Per me Ceresio, Basso Ceresio, Monteceneri…”

scritto da Roberto Colombo

Il direttore sportivo giallonero: «Non siamo obbligati a vincere. Capito questo la squadra è andata meglio. Il nostro primo obiettivo è che la società resti sana, infatti, diversamente da quello che sento dire, abbiamo ridotto il budget rispetto agli anni passati. Seconda lega? Abbiamo l’80% di riuscirci”

LIGORNETTO – Intervista al direttore sportivo del Ligornetto Marcello Saladini. I gialloneri, che la scorsa estate avevano rivoluzionato la squadra cambiando molti giocatori e affidandosi a nuovo allenatore (Claudio Pilia), hanno chiuso il girone di andata del gruppo 1 di Terza lega al secondo posto a tre lunghezze dalla capolista Basso Ceresio.

CHALCIO – Ciao Marcello. Direi un buon girone di andata perché siete secondi a soli tre punti dal primo posto, ma forse le aspettative erano altre, cioè fare ancora meglio, sbaglio?

Marcello Saladini: «Forse le aspettative di chi non vive il Ligornetto in prima persona erano altre, e anche non del tutto reali, ma la squadra è molto giovane e i cambiamenti fatti quest’estate sono stati davvero tanti, quindi siamo in linea con il programma. È però vero che in alcune partite abbiamo buttato via punti. Per il gioco espresso probabilmente qualche punto in più in classifica poteva starci. Tanti nostri giocatori erano alla loro prima esperienza con il calcio svizzero e hanno pagato un po’ di inesperienza rispetto a questa realtà. Ma abbiamo imparato dai nostri errori e vogliamo fare un girone di ritorno importante».

CHALCIO – Ti metto davanti a un bivio. Parliamo naturalmente di gruppo 1 di Terza lega. Due ipotesi, poi tu mi dici cosa ne pensi. Prima opzione: il livello si è alzato e quindi che tu vada a giocare contro la prima o contro l’ultima in classifica sono comunque guai. Oppure, seconda opzione, l’esatto contrario: il livello si è abbassato, tutto è imprevedibile perché spesso dipende più dagli errori che dai meriti. Non ci sono più squadre che spiccano per qualità (come invece succedeva in passato). Tu come hai visto questo girone?

Marcello Saladini: «Parlando con alcuni giocatori che questa categoria l’hanno già fatta in passato è venuto fuori che forse il livello si è un po’ abbassato. Ma è troppo difficile generalizzare. Io credo invece che alcune squadre abbiamo alzato il loro livello, e tra queste metterei senza problemi il Ceresio, il Basso Ceresio, il Monteceneri, e anche noi del Ligornetto. Dall’altra parte devo però anche ammettere che quest’anno ho visto anche diversi errori puramente tecnici che solitamente non si vedo a certi livelli. Questo è un campionato rognoso, difficile, equilibrato. Diciamo forse che sin qui l’aspetto agonistico ha inciso maggiormente rispetto a quello puramente tecnico».

CHALCIO – Vi devo dare atto di una cosa: siete diventati più buoni (forse troppo). Con appena 25 punti penalità in classifica fair play siete la seconda miglior squadra. Nelle stagioni passate invece il Ligornetto era sempre (o quasi) sul podio dei cattivi: stagione 2021/22 terzi peggiori, stagione 2020/21 terzi peggiori, stagione 2018/19 – quella della promozione dalla Quarta alla Terza lega – quinti peggiori. È forse qui che vanno ricercati i punti “persi”?

Marcello Saladini: «Credo che sia solo un caso. Io nelle passate stagioni non c’ero e non mi permetterei mai di giudicare. Noi quest’anno abbiamo preso tanti giocatori di ottimo livello, abituati a giocare a calcio. Sapendo che la classifica fair play potrebbe essere determinante, a inizio anno abbiamo chiesto ai giocatori di non prendere cartelli buttati: c’è un momento per prenderli, altri in cui sono gratuiti e dannosi. Il fair play è importante. Non credo che la squadra sia diventata troppo buona, e che questo aspetto sia stato pagato in termini di punti in classifica. Per avere più punti forse avremmo dovuto essere più “cattivi” sotto porta. In ogni gara abbiamo infatti sempre creato almeno 5/6 nitide palle gol, e alcune volte non le abbiamo concretizzate».

CHALCIO – Squadra nuova, mister nuovo, e anche tu sei nuovo al Ligornetto: so che non è facile ma vorrei un voto a mister Pilia e poi anche un voto a te stesso, al tuo lavoro da direttore sportivo?

Marcello Saladini: «A mister Pilia darei un 7,5 perché è stato molto bravo. Non è stato facile per lui, che è un allenatore molto vicino al professionismo, calarsi in questa nuova realtà. Ma è stato bravo a farlo. Da e pretende molto dai ragazzi, e questo all’inizio forse ha un po’ spiazzato i giocatori abituati a lavorare in un altro modo. Claudio è un grande conoscitore di calcio, anche proprio a livello tattico, quindi ci è voluto un po’ prima che fosse capito. È stato bravo lui e sono stati bravi i ragazzi: le due parti si sono venute incontro con grande intelligenza. Per quanto riguarda invece il voto a me stesso? È proprio la domanda del caxxo (risata, ndr), difficilissima…Prima do la spiegazione, poi mi do il voto. Credo sia stata creata una buonissima squadra, ma è normale che degli errori li abbia commessi anch’io. Quest’inverno cambieremo ancora qualcosina, ma non vogliamo stravolgere il gruppo che è cresciuto in questi mesi e che nell’ultimo periodo ha trovato la giusta sintonia. Mi darei quindi un sette (risata, ndr). Comunque, volevo aggiungere che sono felicissimo di aver scelto Ligornetto. Non potevo fare scelta migliore. Sono arrivato in una società seria e dove c’è tanta passione. Dove la volontà è fare le cose per bene. È davvero molto bello essere qui».

CHALCIO – Quante chance ha il Ligornetto di salire in Seconda lega? Perché è così importate e cosa potrebbe significare? È una cosa sostenibile oppure non dovesse essere raggiunto questo traguardo c’è il rischio di un patatrac?

Marcello Saladini: «Lo dico onestamente: abbiamo un 80% di possibilità di andare in Seconda lega. Vogliamo questo risultato. Anzi, sarebbe meglio dire che a me piacerebbe tantissimo se succedesse. In società non c’è tutta quest’ansia per la promozione. Quando sono stato chiamato il presidente mi ha detto che il primo obiettivo era rifondare la squadra per avere un futuro, e che la Seconda lega doveva essere una conseguenza. Non doveva arrivare per forza subito. La prima cosa era, ed è, che la società resti sana. Diversamente da quello che sento in giro, il Ligornetto quest’anno ha ridotto il suo budget rispetto alle stagioni passate: molti giocatori sono venuti a giocare con noi perché conoscevano e si fidano dell’allenatore, altri invece per l’amicizia che li lega a me. La pressione di chi dice che il Ligornetto deve per forza andare in Seconda lega è una cosa esterna. Certo a tutti fa piacere vincere, e vogliamo farlo anche noi. Ma in modo tranquillo. Questa cosa i nostri ragazzi all’inizio non l’avevano capita, vivevano il campionato con troppa pressione. Adesso non è così, e le cose vanno meglio».


LA CLASSIFICA (TERZA LEGA 1)

Basso Ceresio 28 pt (13), Ligornetto 25 (13), Breganzona 25 (13), Cademario 23 (13), Ceresio 23 (13), Monteceneri 22 (13), Coldrerio 22 (13), Comano 21 (13), Vacallo 17 (13), Stabio 12 (13), Insubrica 11 (13), Boglia Cadro 10 (13), Maroggia 9 (13), Semine 8 (13)


REGOLAMENTO: PROMOZIONI / RETROCESSIONI

CASO 1 Nessuna squadra ticinese retrocessa dalla Seconda interregionale:

  • Promozione in Seconda lega delle due vincitrici dei due gruppi.
  • Promozione in Seconda lega della squadra vincente dopo spareggio su campo neutro tra le seconde classificate dei due gruppi. Non ci sarà spareggio tra le seconde classificate nel caso in cui la vincente della Seconda lega non ottenga la promozione in Seconda interregionale.
  • Quattro retrocessioni in Quarta lega: ultima e penultima squadra classificata dei due gruppi.

CASO 2 Una squadra ticinese retrocessa dalla Seconda interregionale:

  • Promozione in Seconda lega delle due vincitrici dei due gruppi.
  • Quattro retrocessioni in Quarta lega: ultima e penultima squadra classificata dei due gruppi.

CASO 3 Due squadre ticinesi retrocesse dalla Seconda interregionale:

  • Promozione in Seconda lega delle due vincitrici dei due gruppi.
  • Quattro retrocessioni in Quarta lega: ultima e penultima squadra classificata dei due gruppi.

 

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