Terza Lega 1: Ceresio, tutta la verità di mister Ahmeti: «Dentro di me tanti momenti indimenticabili»

scritto da Roberto Colombo
Mister Bekim Ahmeti che ha lasciato la sua panchina del Ceresio ad Alfredo Pedrini, ex tecnico di Lema e Villa Luganese

L’ex allenatore biancorosso: «Tutti insieme abbiamo fatto qualcosa di indimenticabile. C’era un patto, ma è stato spezzato. Al Ceresio manca un po’ di esperienza e un bomber di razza. Spero che qualche società contatti subito Tagliati per offrigli una panchina, è davvero bravissimo».

BARBENGO – A inizio settimana, dopo l’ultima giornata del girone di andata del Gruppo 1 di Terza lega, in casa Ceresio c’è stata una piccola rivoluzione con le dimissioni, a distanza di poche ore, dei due allenatori della prima squadra: prima quelle di Bekim Ahmeti poi quelle di Tiziano Tagliati. Abbiamo chiesto a mister Ahmeti di spiegarci meglio i motivi della sua decisione e al tempo stesso di raccontarci cosa nel suo Ceresio è andato male e cosa bene nella prima metà della stagione. Il Ceresio nel girone di ritorno sarà allenato da Alfredo Pedrini, ex Lema e Villa Luganese.    

CHALCIO – Mister partiamo dalla fine, le tue dimissioni. Come hai già detto è stata una decisione sofferta, ma anche senza rancore: perché però sei arrivato a tanto? Non sarebbe stato bello provare a salvare il Ceresio dopo averlo portato in Terza lega?

Bekim Ahmeti: «Come ho già detto è stata una mia scelta personale: certamente molto difficile, ma fatta anche per il bene dei ragazzi, ai quali ho spiegato le mie (diverse) ragioni. Una però è stata quella che mi ha spinto a tanto, diciamo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma non la dirò. Credo infatti che sia corretto che certe cose rimangano tra me e coloro con cui abbiamo fatto qualcosa di indimenticabile e incancellabile, ovvero riportare il Ceresio dopo 15 anni in Terza Lega. Posso solo dire che non c’era più la possibilità di continuare a lavorare con quella serenità necessaria per riuscire a portare la squadra alla salvezza. Sia ben chiaro però: non ho lasciato e mai lo farei perché eravamo in una posizione di classifica difficile. Avevamo un patto tra staff, giocatori e dirigenti: qualcosa che non doveva cambiare qualunque cosa fosse successa. Niente avrebbe dovuto rompere gli equilibri e il progetto iniziato insieme: invece purtroppo non è stato così. Detto tutto questo, e tornando all’oggi, credo che il Ceresio possa tranquillamente salvarsi. Per farlo però c’è bisogno di un cambio di mentalità e di attitudine durante gli allenamenti settimanali, e forse anche gente nuova che porti un po’ di esperienza».

CHALCIO – Che squadra lasci al tuo successore, Alfredo Pedrini?

Bekim Ahmeti: «Lascio una squadra molto giovane (età media 23/24 anni), con enormi margini di miglioramento e tanta qualità individuale in diversi ruoli. Fisicamente invece eravamo un po’ indietro per una categoria come la Terza, e lo confermano anche le tantissime assenze avute per infortunio in molte partite del girone di andata. Se il gruppo dovesse continuare a rimanere unito tutto è possibile. Credo però anche che la rosa dovrebbe essere integrata con 2/3 giocatori di esperienza nella fase difensiva, ma soprattutto un vero attaccante di ruolo. Un bomber di razza che sappia buttarla dentro quando serve. Purtroppo però so anche che giocatori con queste caratteristiche sono difficili da convincere a venire a giocare per il Ceresio».

CHALCIO – Insieme a te ha lasciato anche Tiziano Tagliati, molto più di un tuo braccio destro nella tua avventura al Ceresio: secondo te la società ha sbagliato con lui? Non sarebbe stato meglio permettergli (con il ruolo di primo allenatore) di continuare ad allenare?

Bekim Ahmeti: «Tiziano Tagliati, per quello che ha fatto per il Ceresio in più di 15 anni, sempre al servizio di questa società, doveva già essere primo allenatore di questa squadra da molto tempo, ben prima che si creasse tutta questa situazione. Non conosco e non posso immaginare i progetti della società, ma non vedo proprio perché Tagliati debba essere ritenuto sempre (e solo) un vice allenatore. Detto questo, probabilmente la sua scelta di dimettersi è stata anche giusta, perché io e lui insieme nelle ultime due stagioni abbiamo fatto qualcosa di importante nella gestione della squadra, e per lui non credo sarebbe stato giusto tornare a fare il secondo. Tiziano resterà sempre nel mio cuore. Gli auguro ogni bene per il resto della sua vita. Spero davvero che qualche squadra della zona lo contatti immediatamente per offrirgli la possibilità di continuare ad allenare, perché lui è uno che può dare tanto ai ragazzi».

CHALCIO – Invece tu mister, adesso cosa farai? Non ti mancherà il calcio? A te non piacerebbe trovare subito un’altra squadra o, confessa, ce l’hai già?

Bekim Ahmeti: «No no, io non ho nessuna squadra. Adesso tornerò a casa prima, e mia moglie sarà più contenta (risata). Lascio in eredita al Ceresio due figli: Blerton, che non solo è il capitano ma anche l’artefice della costruzione di questa squadra, che ringrazio per quello che ha fatto per farci vivere delle emozioni indescrivibili per un anno e mezzo; e Bleron (attaccante). Il calcio non mi mancherà, perché tutte le volte che potrò andrò a vedere i miei ragazzi giocare, portandoli nel mio cuore per sempre. Come ho detto, per il momento non penso a nessun’altra squadra e non ho nessuna offerta concreta da valutare. Vedremo in futuro se deciderò di rimettermi in gioco. Infine, vorrei ringraziare anche voi di chalcio.com e tutti i vostri collaboratori per averci seguito e dato la possibilità di condividere la storia del Ceresio sul vostro sito e nei social, per averci dedicato spazio e fatica tutte le volte che avete potuto».

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