Super League, round-up 27ª giornata: lo Young Boys è a un passo dal titolo, la paura affligge il Sion, il Basilea cola a picco

Tra la serata del Sabato Santo, il pomeriggio di Pasqua e quello del Lunedì dell’Angelo le dieci formazioni militanti in Raiffeisen Super League si sono impegnate disputando la 27a giornata della loro annata agonistica

La vicinanza delle squadre che occupano i ranghi immediatamente seguenti alla prima, perennemente occupata dai futuri campioni nazionali dello Young Boys, non permette ad alcun gruppo di professionisti di dormire sonni tranquilli. Uno scivolone potrebbe permettere a chi ne approfitterà di issarsi nelle posizioni nobili dell’élite del pallone rossocrociato. Di seguito, i resoconti delle cinque sfide andate in onda nei tre giorni del primo weekend lungo del mese di aprile.

Losanna-Lucerna 2-1 – i vodesi confermano di essere una delle squadre più in forma di RSL. E lo fanno con una prova convincente, che culmina con una meritata vittoria, seppur di misura, con i protetti di Fabio Celestini. La rete che apre le marcature è di quelle da incorniciare. Al 31′, Lucas Da Cunha riceve palla da Noah Loosli, la controlla, effettua un passo verso il centro e, dai venticinque metri, fa partire un mancino imprendibile per Marius Müller che si infila a mezza altezza nell’angolino più lontano. Nove minuti più tardi, lo stesso numero 10 firma la personale doppietta, appoggiando da distanza ravvicinata un assist del giapponese Toichi Suzuki, autore di un’ottima incursione nei sedici metri. La reazione ospite nella ripresa porta solamente al dimezzamento dello score di Ibrahima Ndiaye al 71′. L’esterno offensivo spizza impercettibilmente il cross dell’austriaco Louis Schaub, ingannando Mory Diaw, il quale può tuttavia festeggiare un successo, il decimo della stagione, assieme ai suoi compagni di squadra.

San Gallo-Zurigo 1-1 – una prima frazione complessivamente di scarso livello si infiamma nei recuperi. Un intervento sconsiderato di Lawrence Ati Zigi, che colpisce con i pugni la testa di Assan Ceesay, viene giustamente punito con il calcio di rigore a favore dei tigurini. Sul dischetto si presenta Benjamin Kololli, che al terzo minuto di recupero sblocca la contesa, trovando la via della rete per il quinto sigillo personale. Nell’occasione, l’estremo difensore biancoverde è fortunato a uscire dalla spiacevole situazione esclusivamente con un cartellino giallo. Nella ripresa, dopo un tentativo da posizione defilata di Miro Muheim ribattuto in corner da Yanick Brecher al 58′, i padroni di casa si avvicinano al punto del pareggio, colpendo un palo pieno con una conclusione dai venti metri di Víctor Ruiz. Queste occasioni sono l’anteprima di quanto accade a un quarto d’ora dal termine. Dapprima, Lawrence Ati Zigi si rifà con gli interessi intervenendo in maniera spettacolare e decisiva su un destro a giro di Benjamin Kololli (75′), e poi, sul lato opposto del campo, Kwadwo Duah trova lo spiraglio per gonfiare la rete tigurina e definire lo score di uno a uno (76′) che, in fondo, non accontenta nessuna delle due contendenti. L’ultimo momento forte della gara è l’espulsione per doppia ammonizione comminata a Ousmane Doumbia all’81’.

Servette-Lugano 1-1 – l’intensa sfida dello Stade de Genève è terminata con la divisione della posta in palio. Alla rete del vantaggio ospite, firmata da Olivier Custodio al 66′, ha risposto Miroslav Stevanović all’85’. CLICCA QUI per il report completo del match proposto dai sottocenerini.

Sion-Young Boys 0-3 – il quarto titolo consecutivo si avvicina sempre più per gli uomini guidati da Gerardo Seoane. Nel catino del Tourbillon, i bernesi dominano la contesa, rischiano di capitolare una sola volta (fortunato David von Ballmoos sul destro a botta sicura in contropiede di Musa Araz al 50′) e decidono di conquistare i tre punti nel finale. La rete d’apertura è stata siglata all’86’ da Jean-Pierre Nsame, salito a quota 14 sigilli personali, con un sinistro sotto la traversa che non ha lasciato scampo a Timothy Fayulu. La sicurezza della posta piena è poi giunta nei recuperi, con un calcio di rigore concesso per un intervento scorretto di Sandro Theler sull’autore del punto iniziale e trasformato con freddezza da Marvin Spielmann (91′) e in seguito con un rapido contropiede orchestrato sull’asse Jean-Pierre Nsame-Nicolas Moumi Ngamaleu, con quest’ultimo che si ritrova sul destro un semplice diagonale da riporre in fondo alla porta (92′).

Basilea-Vaduz 1-2 – nel plumbeo pomeriggio renano del Lunedì dell’Angelo, i rossoblù vanno incontro a una sconfitta meritata che più amara non si può. La prima frazione, in cui la formazione di Ciriaco Sforza gioca alle «belle statuine», viene chiusa in vantaggio dai principini, in rete grazie a un colpo di testa al 37′ di Joël Schmied, colpevolmente libero di colpire di testa sulla linea dell’area piccola dei cinque metri su un calcio d’angolo di Milan Gajić. All’undicesimo della ripresa, un pasticcio della difesa ospite regala il pareggio. L’errore iniziale è la mancata marcatura su Aldo Kalulu al limite dell’area. Quest’ultimo serve in verticale Raoul Petretta, che dal canto suo appoggia al centro per l’accorrente Valentin Stocker, il quale ha la fortuna di trovare sulla sua traiettoria Denis Simani, che spedisce il pallone in fondo alla propria porta per il più classico degli autogol. Da quel momento via, il possesso palla risulta nettamente favorevole ai locali per buona parte della ripresa. La pericolosità non è però altrettanto. Dall’altro lato del campo, invece, grazie all’entrata di uno spigliato Tunahan Çiçek, l’FCV mette in ambasce la retroguardia avversaria. Lo stesso numero 11 costringe Heinz Lindner a due interventi decisivi al 74′ (respinta in calcio d’angolo dopo un dribbling estremamente semplice su un distratto Jasper van der Werff) e al 92′ (semi-rovesciata dai quattordici metri deviata in corner). Proprio da questo tiro dalla bandierina nasce la rete che manda in estasi il gruppo principino. Il mancino dello specialista Milan Gajić trova la testa di Yannick Schmid, il quale salta più in alto di tutti facendo gioire gli ospiti all’ultimo respiro (93′).

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