
La penultima seduta della settimana è andata agli archivi da qualche minuto e mister Maurizio Jacobacci, come capita ogni venerdì, entra in sala stampa per presentare la prossima sfida che attende lui e i suoi protetti
L’avversario che si staglia all’orizzonte è la capolista Young Boys, che scenderà a Cornaredo per giocarsi i tre punti nel pomeriggio di domenica. La gara prenderà avvio alle ore 16:00 e varrà per la 20a giornata del campionato di Raiffeisen Super League. Queste sono le sensazioni dell’antivigilia del tecnico bianconero.
Lo Young Boys – «È una partita dove non abbiamo nulla da perdere. Abbiamo la chance di giocare tranquilli, cercando di ripetere l’ottima gara disputata di recente contro di loro. Per credere all’impresa servirà mettere del nostro, proponendo novanta minuti ottimali con ripartenze veloci. Come sappiamo, potrebbero portare in campo due squadre di medesimo valore. Otto undicesimi del loro line-up credo che sia già fatto. Sono tutti giocatori di primissimo livello. Noi dobbiamo pensare a dove poterli mettere in difficoltà».
I numerosi pareggi – «A me non piace perdere, mai. Noi entriamo sempre in campo per vincere, come capitato anche a Lucerna. La conferma è il tiro al primo minuto di Jonathan Sabbatini. Dopo il nostro vantaggio loro hanno dovuto accelerare di più, ma prima del rigore non ci sono stati affatto superiori. Noi vogliamo migliorare sui passaggi filtranti su centrocampisti e attaccanti. Sappiamo di avere dei margini di progressione. La qualità nel gruppo non manca. Il traguardo è entrare in campo per vincere, in qualsiasi occasione. Giochiamo tre volte in casa e vogliamo riavviare la striscia. A noi dispiace che alcuni pareggi avrebbero potuto tramutarsi in vittorie. D’altro canto, diverse divisioni della posta potevano chiudersi a favore dei nostri avversari. Oggi come oggi, per il campionato che abbiamo fatto sinora, avremmo dovuto avere 30 punti».
L’orgoglio – «È uno stimolo per aver disputato un ottimo girone d’andata. Non possiamo però fermarci qui. Dobbiamo proporre un ritorno simile. L’auspicio è ripetere la storia, che dice che il Lugano ha sempre migliorato il suo bottino nella seconda parte di stagione. Quest’anno ognuno può vincere contro chiunque. Tolto lo Young Boys, dal secondo all’ultimo posto le partite sono molto tirate. Tutti hanno qualità, dal Lucerna allo Zurigo per arrivare fino al Vaduz».
I miglioramenti – «Noi cerchiamo di proporre sempre qualcosa. Oggi abbiamo iniziato a prepararci tatticamente in vista di domenica. Abbiamo provato a capire come vogliamo posizionarci per avere delle possibilità di avvicinarci ancor di più nella zona nevralgica del campo».
Il reparto offensivo – «Chi gioca attorno ad Abubakar deve saper duettare con lui, ma anche con i centrocampisti. Asumah è un elemento che varia molto e che spalle alla porta sa farsi valere. Pure negli spazi è importante, proprio come accaduto nell’azione del rigore a Lucerna. Chi sta al suo fianco deve farsi valere per avere, magari, superiorità numerica nella mediana».
La longevità sulla panchina – «Io non mi sono mai posto questa domanda. Con il Presidente sono sempre in contatto. Quando parliamo assieme non ci chiniamo sul contratto. Sinceramente, a me va bene così. Io voglio concentrarmi sul campionato, partita dopo partita. La rosa che ho a disposizione ha acquisito la sua identità. Se il gruppo non è una squadra non conquista punti importanti come quello a Lucerna. Nell’immediato, per me conta avere una certa regolarità. Non è adesso che io penso al nuovo contratto. Le discussioni si faranno in futuro, verso il mese di aprile, perché occorre pianificare anche la stagione ventura».
