
A differenza di quanto accaduto nei più recenti appuntamenti infrasettimanali, la conferenza stampa pre-partita di mister Maurizio Jacobacci ha avuto luogo prima della seduta di rifinitura
Il calendario del Lugano propone per il tardo pomeriggio di domani (calcio d’avvio alle ore 18:15 sul terreno amico di Cornaredo) il recupero della 16a giornata con il Servette. Quando mancano poco più di ventiquattro ore alla sfida, il condottiero bianconero è pronto come di consueto a fornire la sua anteprima. Ecco, dunque, le sue sensazioni «a freddo» della vigilia.
Il momento attuale – «Non faremo turnover, ci si allena giocando. Abbiamo centrali che giocano perché non abbiamo doppioni. In altri ruoli, invece, possiamo avere anche tre opzioni. Il turnover lo faremo quando saremo salvi. Io non sono amico del turnover, domani andrà in campo la formazione migliore. Ultimamente, ho eseguito troppi cambi e mi è stato chiesto il motivo».
Il Servette – «Con lo Young Boys sono stati capaci di fare quattro punti, con lo Zurigo sei. Hanno Grejohn Kyei, Alex Schalk e Miroslav Stevanović, tutti elementi di assoluto valore. E poi, non dimentichiamoci di Katriot Imeri e Timothé Cognat. È una squadra molto affiatata, contro cui dovremo mostrare il nostro miglior volto per riuscire a vincere».
I singoli – «Noam Baumann deve rimanere sereno e non farsi influenzare da ciò che accade attorno a lui. Asumah Abubakar, invece, è stato un po’ isolato, anche se nella nostra tattica doveva essere supportato da due elementi come Sandi Lovrić e Roman Macek. Il primo ha fatto qualcosa di più, mentre il secondo tornava troppo sulla linea dei centrocampisti».
La manovra – «Dobbiamo saper costruire da dietro, senza palle lunghe, ma con rapidità e dinamicità per cercare di mettere in difficoltà gli avversari con i nostri trequartisti».
Le percezioni attuali – «Io non ho mai guardato in alto, perché voglio allontanarmi il più in fretta possibile dalla zona-calda. La partita con i granata è importantissima. Vincendo, torneremo a fare punti. In fondo, è ciò che vogliamo, sia nei novanta minuti di domani che per quelli successivi. Inoltre, vorrebbe dire lasciare gli uomini di Alain Geiger a sei punti».
La responsabilità – «Mi auguro che i giocatori sappiano valutare la loro prestazione. Sul rigore Fabio Daprelà sa che avrebbe potuto temporeggiare. Sul secondo, invece, Olivier Custodio era in una posizione ideale con la difesa che però era troppo bassa e automaticamente loro sono partiti velocemente verso la nostra area. La lettura della situazione di gioco da parte loro è stata chiara. Spero che in futuro Ákos Kecskés guardi alle sue spalle per non farsi trovare scoperto. Sono aspetti importanti che permettono di anticipare i movimenti».
