Super League, il Lugano viene dominato dal Basilea e ringrazia Babić e Belhadj per la conquista dei tre punti

Con argomenti offensivi molto limitati, il Lugano ha badato per lo più a difendere nella trasferta di Basilea. Alla conclusione della sfida della 5a giornata di Credit Suisse Super League, tale tattica ha pagato, con un bottino raggranellato pari a tre punti, che (obiettivamente) premia oltremodo una squadra che ha rinunciato quasi da subito a giocare e che non si è mai realmente mostrata pericolosa dalle parti di Hitz, se non al 91′, quando Babić ha regalato la posta piena ai ticinesi, e al 94′ con il destro angolato di Belhadj

Le prime conclusioni della gara – che fanno seguito a un assurdo cartellino giallo sventolato ad Arigoni per una lapalissiana simulazione di Ltaief – sono a opera di Celar (girata centrale e facile preda di Hitz) e di Diouf (mancino decisamente più insidioso, ma a lato). A cavallo del quarto d’ora, i renani provano a prendere in mano la situazione, controllando il possesso della sfera e avanzando di diversi metri verso l’attacco. A conferma di ciò, al diciassettesimo l’interessante punizione di Amdouni costringe Saipi al tuffo decisivo per evitare il peggio. I brividi che corrono lungo la schiena dei ticinesi proseguono al ventiduesimo, quando Valenzuela respinge con il petto una conclusione potente di Ndoye al termine di un’insistita azione offensiva rossoblù. Come capitato contro l’Hapoel Be’er Sheva, anche in questa occasione i sottocenerini vengono messi in difficoltà quando gli avversari – molto attivi, più solidi e presenti sul piano fisico – alzano il ritmo. Il successivo tentativo arriva a ridosso della mezz’ora, con una punizione di Zeqiri che si spegne abbondantemente a lato sotto la Muttenzkurve.

Se i rischi non provengono dagli avversari, perché non crearseli da soli? È così che al trentesimo Saipi interviene maldestramente come un giocatore di pallavolo concedendo un piatto destro a Ndoye, murato da Bislimi. Il giallo rifilato a Xhaka (eccessivo come quello in avvio di gara ad Arigoni) è il momento successivo da annotare. Segue un mancino a giro di Valenzuela lontano dai pali. È il classico «fuoco di paglia» offensivo, perché di lì a poco sono ancora i locali ad andare a un passo dall’aprire le marcature con una deviazione di Zeqiri che sfiora il montante sul passaggio orizzontale di Ndoye. Alla pausa di metà partita si arriva con il risultato vergine degli istanti iniziali, con i bianconeri che possono riteneresi assolutamente più soddisfatti rispetto ai rossoblù, che obiettivamente avrebbero meritato di tornare negli spogliatoi con una rete di vantaggio.

I padroni di casa danno avvio alla seconda frazione nella medesima maniera in cui avevano terminato, ossia all’offensiva, che dopo qualche secondo porta Amdouni al mancino deviato in calcio d’angolo. La presenza luganese nella tre quarti avversaria è praticamente inesistente e, eccezion fatta per un tiro di Mahou al cinquantasettesimo, gli uomini guidati da Frei rimangono costantemente insediati nella metà campo bianconera, faticando però a trovare la chiave di volta per sbloccare il punteggio. All’ora di gioco, dopo un errore in impostazione di capitan Sabbatini – perennemente sotto pressione come il collega di reparto Doumbia (molto sottotono la sua performance) -, Ltaief colpisce il montante con un beffardo diagonale. Lo stesso gesto lo effettua Burger al sessantaseiesimo, con Saipi costretto a distendersi per negare la gioia all’olandese.

Poco più tardi, Belhadj interviene sulla caviglia di Katterbach. Incredibilmente, Dudić lascia correre (così come da il VAR) per un fallo che, fosse stato considerato in maniera opportuna, avrebbe senza ombra di dubbio rischiato di togliere il centrocampista tunisino dalla gara a causa della sua pericolosità. La manovra dei padroni di casa si fa sempre più pressante e un destro del neo-entrato Frei, a lato di un paio di metri. Il mancino dalla distanza di Diouf, deviato dalla testa di Sabbatini, fa sussultare il pubblico, con la sfera che termina solamente… sulla traversa. Che traballa anche all’ottantaduesimo, quando Males la colpisce con un morbido sinistro dal limite. Non si può dire che la dea bendata sia colorata di rosso e blu. Essa si trasforma invece di bianconero, perché al notantunesimo il neo-entrato Babić iscrive in maniera assai incredibile il gol della vittoria con un rapido contropiede. Il raddoppio giunge con una nuova ripartenza al 94′ grazie a Belhadj.

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Credit Suisse Super League 2022-2023, 5a giornata – St. Jakob-Park, 19’888 spettatori

  FC Basel 1893 0-2 (0-0) FC Lugano
Reti — /// 90′ +1′ Boris Babić 0-1, 90′ +4′ Mohamed Belhadj 0-2
Ammoniti 32′ Taulant Xhaka /// 4′ Allan Arigoni, 42′ Fabio Daprelà, 87′ Milton Valenzuela, 90′ +2′ Amir Saipi
Espulsi — /// —

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FC Basel 1893 (4-2-3-1) FC Lugano (4-3-3)
Marwin Hitz Amir Saipi
Sergio López – Kasim Adams – Andy Pelmard – Noah Katterbach Allan Arigoni – Fabio Daprelà – Reto Ziegler – Milton Valenzuela
Taulant Xhaka (63′ Fabian Frei) – Andy Diouf (85′ Ádám Szalai) Uran Bislimi (60′ Mohamed Belhadj) – Ousmane Doumbia – Jonathan Sabbatini
Dan Ndoye (63′ Liam Millar) – Zeki Amdouni (81′ Darian Males) – Sayfallah Ltaief Hicham Mahou – Žan Celar (71′ Maren Haile-Selassie) – Mattia Bottani (83′ Boris Babić)
Andi Zeqiri (63′ Wouter Burger)  

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arbitro Alessandro Dudić
assistente 1 Vital Jobin
assistente 2 Guillaume Maire
quarto ufficiale Johannes von Mandach
VAR Alain Bieri
AVAR Anojen  Kanagasingam

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