
Il turno infrasettimanale che anticipa l’evento dell’anno viene portato a termine con un pareggio dal Lugano allo Stade de Genève. A rendere agrodolce la serata sono stati un (solito) indeciso Cibelli e i penalty locali trasformati da Bedia (52′) e Oberlin (90′ +1′), che hanno risposto al rigore di Celar (10′) e al destro sotto l’asta di Lovrić (63′)
I primi istanti della sfida nella città di Calvino prendono avvio in maniera equilibrata. Poi, con la prima azione offensiva bianconera, proposta sull’asse Amoura (che recupera con la sua incredibile rapidità un pallone che, per altri, sarebbe andato perso) -Bottani. Quest’ultimo si impossessa della sfera, rientra verso il centro e fa partire un sinistro che viene deviato dal braccio di Vouilloz. Inizialmente, e in modo clamoroso, Cibelli non mostra alcun segnale, decretando il calcio d’angolo. Poi, richiamato all’auricolare dal VAR Bieri, torna ovviamente sui suoi passi e, dopo aver visionato le immagini, concede un solare penalty ai ticinesi. Dal dischetto, Celar sale a quota dieci centri personali, spiazzando Frick e portando in vantaggio i suoi al tramonto della prima delle nove decadi di gioco. La risposta, pericolosa, dei granata risiede nel preciso cross di Clichy per il colpo di testa di Stevanović, che si spegne alto anche grazie al decisivo contrasto di Yuri. Quando il cronometro marca il ventiquattresimo, Lavanchy recupera una grande palla e lancia in profondità con il contagiri Celar, il quale dribbla Frick in uscita e con la porta completamente sguarnita fallisce letteralmente l’appuntamento con il raddoppio trovando solamente l’esterno della porta… Solamente tre giri d’orologio più tardi, un’azione da urlo dei ticinesi, iniziata con una magia di Haile-Selassie, che si libera di due avversari, e proseguita con un cross di Bottani consente a Celar di appoggiare di testa all’accorrente Belhadj. Il centrocampista offensivo tunisino si esibisce nell’unico modo che può in quello specifico momento, ossia la semi-rovesciata, che s’infrange su una traversa che sta tremando ancora adesso! Dopodiché, l’ampiezza dell’impianto ginevrino mette entrambe le formazioni nelle condizioni di agire con veloci azioni offensive, che tuttavia non portano alcun brivido alle due retroguardie, molto attente a non concedere granché agli avversari. Sino però al quarantaquattresimo, quando Stevanović appoggia per Diallo, che di testa impegna Osigwe, il quale esce con i tempi giusti e respinge il pericolo, l’ultimo prima della pausa di metà partita.
Al terzo della ripresa una ripartenza «araba» tra Amoura e Belhadj permette poi a Celar di calciare un diagonale mancino, che si spegne abbondantemente a lato. Sull’immediato capovolgimento di fronte, Cibelli viene richiamato nuovamente al VAR (questa volta in maniera errata) e concede il rigore ai padroni di casa per un intervento di mano di Durrer, il quale rinvia un pallone proprio contro l’arto. La domanda che ci facciamo è: deve amputarsi magicamente il braccio? Il conseguente tiro dagli undici metri viene trasformato da Bedia, oggettivamente invisibile sin qui. Davanti a pochissimi intimi (3’462 i presenti), i locali provano a prendere in mano la situazione e a mettere alle corde gli avversari. Poco dopo l’ora di gioco, i sottocenerini ristabiliscono l’ordine grazie a un’azione da manuale. Sabbatini appoggia al lato per Lavanchy, che dal canto suo suggerisce all’indietro per l’accorrente Lovrić. Lo sloveno non ci pensa su due volte e con un destro sotto l’asta trafigge Frick per il nuovo vantaggio ospite. In seguito, mister Croci-Torti dà giustamente spazio ai vari Muci, Cinquini e Josipović, portati con sé a Ginevra in modo da far respirare i titolari. Il forcing finale degli uomini di Geiger porta al pazzesco assolo di Rodelin, che culmina con il montante colpito dal centravanti francese, e al secondo rigore (questa volta giusto) concesso dopo visionamente delle immagini al VAR per un ingenuo tocco di Amoura sul piede di Rouiller. Si chiude così una la calda serata ginevrina, positiva sotto diversi aspetti, ma agrodolce per il fatto di essersi visti rifilare due tiri dal dischetto (di cui il primo assurdo)…
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Credit Suisse Super League 2021-2022, 34a giornata – Stade de Genève, Ginevra – 3’462 spettatori
Servette FC vs FC Lugano 2-2 (0-1)
Reti – 10′ Žan Celar 0-1 (rigore), 52′ Chris Bedia 1-1 (rigore), 63′ Sandi Lovrić 1-2, 90′ +1′ Dimitri Oberlin 2-2 (rigore).
Ammoniti – 9′ Nicolas Vouilloz, 21′ Mattia Bottani, 25′ Mohamed Belhadj, 45′ Jonathan Sabbatini.
Espulsi – nessuno.
Servette FC (4-1-2-3) – Jérémy Frick; Moussa Diallo (67′ Moritz Bauer), Nicolas Vouilloz, Steve Rouiller, Gaël Clichy; Boris Cespedes; Timothé Cognat, Théo Valls (80′ Ricardo Alves); Miroslav Stevanović, Chris Bedia (67′ Ronny Rodelin), Alexis Antunes (67′ Dimitri Oberlin). Allenatore: Alain Geiger.
FC Lugano (4-2-3-1) – Sebastian Osigwe; Numa Lavanchy, Kreshnik Hajrizi, Adrian Durrer, Yuri Silva (74′ Mattia Cinquini); Mohamed Belhadj (81′ Zoran Josipović), Jonathan Sabbatini; Mohamed El Amine Amoura, Mattia Bottani (46′ Sandi Lovrić), Maren Haile-Selassie (46′ Milton Valenzuela); Žan Celar (68′ Nikolas Muci). Allenatore: Mattia Croci-Torti.
Arbitro – Luca Cibelli / Assistenti – Vital Jobin e Guillaume Maire / Quarto ufficiale – Marijan Drmić / VAR – Alain Bieri / AVAR – Alessandro Dudić.
Note – Servette FC senza Kastriot Imeri e Vincent Sasso (squalificati), Boubacar Fofana, Papu Mendes, Nils Pédat e Malik Sawadogo (infortunati); FC Lugano privo di Olivier Custodio e Amir Saipi (squalificati), Ignacio Aliseda, Noam Baumann, Fabio Daprelà, Mickaël Facchinetti, Stefano Guidotti, Mijat Marić, Alexander Muci, Kevin Rüegg e Reto Ziegler (infortunati).
