
I fumogeni accesi dalla curva riservata ai tifosi dello Young Boys prima del calcio d’avvio della sfida del Letzigrund con il Grasshopper. La festa, momentanea, è però un’esclusiva delle Cavallette
Il primo dei sette «match point» a favore dello Young Boys non è stato sfruttato a dovere. A causa della sconfitta patìta con il Grasshopper, impostosi per 4:1 (2:1), gli uomini di Raphael Wicky devono ancora attenere prima di tornare ufficialmente sul tetto nazionale dopo aver lasciato lo scettro lo scorso maggio allo Zurigo
Al Letzigrund, davanti a 8’704 spettatori, la squadra di Giorgio Contini rovina così il primo «match point» che si è meritato lo Young Boys: la festa giallonera è dunque rinviata di qualche giorno.
Conquistare l’ultimo decisivo successo non è mai scontato. I gialloneri, pur contollando la scena sin dalle prime battute, ne sono coscienti, tanto che al ventitreesimo – al termine di un breve periodo in cui le Cavallette intensificano la loro presenza nella metà campo offensiva – Cédric Zesiger assiste involontariamente Shkëlqim Demhasaj, il quale non perdona e apre sorprendentemente le marcature. Prima di procurarsi una reale occasione, i bernesi devono dunque attendere un po’ più del dovuto.
Si giunge così al ventisettesimo e a una sfortunata autorete di Ttomás Ribeiro su cross di Christian Fassnacht. Il tutto viene però giustamente annullato dal VAR, in quanto all’inizio dell’azione Joël Monteiro si trovava in fuorigioco. È però l’anteprima di ciò che accade al trentunesimo. Questa volta la combinazione sulla fascia tra Kastriot Imeri e Ulisses Garcia è regolare, il cross del terzino sinistro verso Fassnacht è superbo (non il posizionamento della difesa zurighese), così come il colpo di testa del nazionale rossocrociato.
Al quarantaduesimo, quando nulla fa presagire a un’offensiva biancoblù, ecco osservarsi un lancio di Giotto Morandi (non contrastato a dovere da un passivo Filip Ugrinić) per Demhasaj, partito rapidamente dalla propria metà campo. Il centravanti scatta verso i sedici metri, sterza lasciando sul posto Zesiger e crossa al centro per l’accorrente Petar Pušić, che di testa non lascia scampo a un incolpevole Anthony Racioppi.
L’incubo di non riuscire a sfruttare la prima opportunità per tornare campioni è presente nelle menti degli ospiti. Al quarto della ripresa, Hayao Kawabe ha una visione in profondità per Bendegúz Bolla, il quale viene murato da Racioppi proprio prima che la sfera sbatta sul corpo di Fabian Lustenberger, autore di un autogol che aumenta clamorosamente il divario tra le due contendenti. Il doppio vantaggio è poi mantenuto tale da André Moreira, il quale respinge con la mano di richiamo una conclusione dal limite di Cheikh Niasse.
Una volta giunti al settantaseiesimo, Mirel Turkes decreta un calcio di rigore parecchio dubbio a favore dei padroni di casa (furbizia di Tomás Ribeiro, che va contro il ginocchio, fermo, di Lustenberger…). Sul dischetto, dopo una breve lite con Renat Dadashov, Pušić cala il poker, rendendo amara la trasferta dei numerosi sostenitori dell’YB. La festa per il titolo è dunque rimandata di qualche giorno.
