
Rafidine Abdullah e Yanis Lahiouel – © Servette FC
La società granata ha emesso una corposa nota di condanna dei disordini che si sono verificati a opera di alcuni facinorosi e ha annunciato provvedimenti concreti per cercare di arginarli.
La delusione per il brutto avvio di campionato da una parte, quella per l’estromissione dalla Champions League a opera del Vitoria Plzen dall’altra. In casa Servette non regna proprio un’atmosfera di giubilo. Ma se la delusione per il mancato decollo temporaneo della squadra ha tutti i diritti di avere cittadinanza, il manifestarla con comportamenti violenti ed estranei a ogni regola sportiva proprio no. E così la dirigenza della società ha preso carta e penna e diramato un lungo comunicato nel quale non solo condanna tali episodi ma annuncia anche misure concrete per cercare di contrastarli efficacemente.
“Il club – si legge nell’esordio del comunicato- è sconcertato e costernato da questa ondata di violenza che va contro i suoi valori sportivi e ha sconvolto la stragrande maggioranza dei tifosi dei Grenats. La priorità dell’SFC rimane, e sarà sempre, la sicurezza e il comfort di tutti gli spettatori affinché ogni partita rimanga una festa per tutto il pubblico”. Lungi dal limitarsi all’indignazione, la società annuncia i primi provvedimenti che è intenzionata a introdurre: “un gruppo di tifosi – si legge- verrà trasferito in un’altra area dello stadio per le prossime due partite casalinghe. Questa misura mira a creare tempo di riflessione e dialogo, in modo che entrambi i gruppi possano lavorare insieme per trovare soluzioni durature per risolvere questa crisi. Saranno intensificate le perquisizioni a tutti gli ingressi dello stadio. I viaggi in treno speciale sono cancellati fino a nuovo avviso. Pur consapevoli del disagio che questa decisione potrebbe causare ai tifosi abituati a viaggiare con questo mezzo di trasporto, riteniamo comunque necessario garantire la sicurezza di tutti”.
La terza strada adottata dai Grenats riguarda la promozione di un prossimo incontro con i gruppi di tifosi “per proseguire– si legge – le discussioni e individuare insieme soluzioni volte a ripristinare un’atmosfera positiva e rispettosa allo Stade de Geneve e all’esterno“. Il Servette si è confermato disponibile a collaborare con le Forze dell’Ordine “per porre fine a queste tensioni” in quanto “il club, come la Swiss Football League, desidera evitare il più possibile sanzioni collettive, in quanto intrinsecamente ingiuste nei confronti della stragrande maggioranza degli spettatori“. La società sceglie quindi la linea dura promuovendo “l’applicazione di sanzioni individuali, mirate a fomentatori di disordini e rivolte”. E conclude sottolineando “l’impegno nel preservare lo spirito di festa che deve regnare durante le sue partite e nel preservare la passione per il gioco nel rispetto di tutti”.
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