SFL, il CEO Claudius Schäfer: «Resto convinto che gli stadi torneranno a riempirsi di tifosi. Con la mascherina? È possibile!»

scritto da Claudio Paronitti

La Svizzera è ufficialmente entrata in una fase in cui le restrizioni sono davvero minime. La situazione epidemiologica è stata valutata positivamente dal Consiglio Federale, che ha accelerato l’uscita dalla crisi sanitaria, non senza creare qualche polemica e suscitare qualche malumore

A partire dalla giornata di ieri è possibile organizzare eventi e manifestazioni con un limite di partecipanti che si attesta a 1’000. Ciò varrà sino alla conclusione del mese di agosto, quando, stando alle previsioni del Governo, tutto tornerà alla normalità «pre-COVID». Per un’analisi del particolare momento, il Blick si è rivolto a Claudius Schäfer, amministratore delegato della Swiss Football League, il quale ha fornito la sua versione:

«I nostri club danno un grande contributo alla società, ad esempio con la costosa formazione di migliaia di giovani giocatori. Ci è stato detto fin dall’inizio che non potevamo fare domanda per questo e che queste sovvenzioni “a fondo perso” sarebbero andate solo agli sport amatoriali. Ad esempio, una squadra di spicco di Promotion League può richiedere sussidi per le sue attività giovanili, che sosteniamo fortemente. Tuttavia, una società di Brack.ch Challenge League non ne ha la facoltà. E questo solo perché la sua etichetta è di club professionistico. È difficile da capire.

Per superare la crisi che abbiamo vissuto in questo periodo, tutto dipenderà molto dallo sviluppo del numero di casi e da come i club riusciranno a colmare i mesi senza entrate provenienti dal pubblico. Io rimango ottimista e sono convinto che presto saremo in grado di giocare di nuovo con gli spettatori. Questo è di capitale importanza. Il pubblico rappresenta dal 30 al 40% delle entrate. A questo si aggiungono le voci di reddito colpite dalla pandemia, che riguardano in particolare le attività di trasferimento. Secondo studi scientifici, questo sarà severamente limitato almeno quest’anno. Ecco perché è così importante che possiamo tornare a giocare presto con i tifosi. Ma ciò di cui sono davvero felice è la solidarietà dei tifosi, i quali stanno acquistando migliaia di abbonamenti, pur non sapendo con certezza se potranno andare allo stadio.

Noi vogliamo che le decisioni vengano prese sul campo, il che corrisponde anche all’equità sportiva. Ma è chiaro che ci sono anche considerazioni economiche alla base della scelta di ripartire. Abbiamo elaborato entrambi gli scenari e li abbiamo presentati in modo trasparente a tutti i club prima del voto. Ora, guardiamo ciò che di positivo ci riserva il futuro rallegriamoci a rivedere la gente negli stadi! Se poi un impianto sarà pieno, si potrà valutare la possibilità di far indossare a ciascun spettatore una mascherina protettiva».

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