SFL, il boss Heinrich Schifferle lancia l’allarme: «In assenza di soluzioni alternative, possiamo chiudere baracca e burattini»

scritto da Claudio Paronitti

L’attuale situazione di (quasi) totale incertezza non consente di effettuare voli pindarici. Guardare al futuro con ottimismo è però consentito. E il boss della Swiss Football League, Heinrich Schifferle, lo fa, con una buona dose di speranza, attraverso un’intervista rilasciata al Blick

«La nostra speranza è che, a partire dal mese di settembre, potremmo di nuovo vivere una certa normalità. Ciò che chiediamo è una soluzione uniforme e nazionale. Non può essere che tali aspetti siano regolati dai Cantoni. Sarebbe una distorsione della concorrenza senza pari. E la restrizione a 1’000 spettatori non è un’opzione che prendiamo in considerazione. Altrimenti, nel giro di un anno non ci saranno più venti club professionistici. Sono necessarie le mascherine protettive all’interno degli impianti e nessun tifo nel settore ospiti. A nostro avviso, insieme alle misure di protezione che abbiamo conosciuto in questi mesi, si potrebbero riempire gli stadi fino al 50% della loro capienza. Noi proponiamo un tale concetto. Questa soluzione è esistenziale. Senza delle soluzioni alternative, possiamo chiudere baracca e burattini».

Finora, i 100 milioni di franchi, sotto forma di prestito, concessi dal Governo Federale sono tuttora «fermi», e non si sa ancora in quale modo potranno venir elargiti: «Noi abbiamo bisogno di questi soldi. Non vogliamo regali, i club necessitano questi prestiti. Ma a condizioni che possono essere soddisfatte. Ancora una volta, dobbiamo trovare una soluzione molto rapidamente. A partire da ora, questi 100 milioni non sono disponibili. Ripeto, non vogliamo regali, bensì prestiti rimborsabili a condizioni fattibili. In altri settori, l’aiuto è stato meno complicato. Io rappresento gli interessi degli sport professionistici. Stiamo parlando di un grande ramo dell’industria, di 3’000 posti di lavoro. Lo sport è ancora sottovalutato. Noi mettiamo sul tavolo concetti e suggerimenti. Se non si trova presto un vaccino, bisognerà continuare a giocare con 1’000 spettatori e se non si riuscirà a trovare una soluzione per i prestiti, gli sport professionistici non avranno prospettive. Se lo stato ordina e stacca la spina, deve anche dare una mano».

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