Seconda Lega: Semine, parla il presidente Marotta “Sono arrabbiato, ma qui non molla nessuno”

scritto da Roberto Colombo
Luigi Marotta (Semine)

Luigi Marotta (Semine)

Intervista al presidente del Semine Luigi Marotta: «Da Simunac e Rossini mi aspettavo più gol. Di Zenzo la persona giusta, con lui in panchina sono tranquillo. Credo ancora in questa squadra, abbiamo l’opportunità di dimostrare chi siamo»

BELLINZONA – Inutile girarci intorno: quella del Semine del presidente Marotta – che abbiamo intervistato – non è stata una buona prima metà di stagione. I gialloneri infatti hanno chiuso il girone di andata del campionato di Seconda Lega con uno striminzito 7° posto (-11 dalla capolista Chiasso), decisamente troppo lontano dagli ambiziosi obiettivi fissati la scorsa estate, e anche in coppa Ticino le cose non sono andate meglio: eliminazione dalla competizione ai sedicesimi di finale per mano del Tenero Contra (Terza Lega).

CHALCIO – Ciao Pres, prima parte di stagione da dimenticare per il tuo Semine. Cosa non ha funzionato?

Luigi Marotta: «La prima cosa che mi viene in mente, davvero, sono i tanti infortuni. So che può sembrare una giustificazione debole e che anche tante altre squadre hanno avuto problemi simili, ma se per oltre un mese giochi senza giocatori come Simunac, Rossini, Pesenti, Mele, Facchin, Decristophoris, Maruccia, Anselmi, per forza di cose ti manca qualcosa. Qualcosa di importante. A parte questo, non posso però nemmeno nascondere che dai miei due attaccanti, quando sono stati a disposizione, mi aspettavo di più. Più gol. Sto parlando sia di Simunac che di Rossini, due grandi giocatori, ma che in questa andata hanno reso molto al di sotto delle loro potenzialità. Non è possibile che i miei marcatori migliori siano stati La Teano e Mele che sono stati decisivi in più di un’occasione schierati in campo da difensori, oppure Sergi che è stato decisivo nei successi contro Sementina e Cadenazzo. Da Simunac e Rossini mi aspettavo di più, sono loro che devono fare la differenza. In questo girone di andata non è successo».

CHALCIO – Hai parlato alla squadra?

Luigi Marotta: «No no, loro sanno che cosa voglio. Li ho sempre sostenuti e lo farò sempre. Ma con la squadra parla Di Zenzo, non io. Io non mi voglio intromettere in queste cose. Ho visto tanti ragazzi che hanno dato l’anima in una situazione di emergenza, a loro cosa mai dovrei dire. Alla squadra non posso dire nulla. Quello che è mancato sono stati i gol degli attaccanti».

CHALCIO – Rifaresti la scelta di esonerare mister Berriche dopo appena tre giornate?

Luigi Marotta: «Si la rifarei. Sono convinto sia stata la scelta giusta. Però, se potessi cambiare una cosa, sarebbe stato meglio affidare subito la panchina adEmanuele (Di Zenzo, ndr), come è poi accaduto nelle ultime cinque/sei partite prima del girone di andata. Con Di Zenzo ho un ottimo rapporto, ci capiamo, quando è in panchina sono tranquillo perché sa leggere bene le partite. Credo che sarà ancora lui il nostro allenatore nella seconda parte del campionato. Gli ho chiesto di rimanere, e lui mi ha dato la sua disponibilità anche perché vuole dimostrare che i giocatori che ha scelto questa estate, e che abbiamo portato al Semine, sono quelli giusti. Il suo è un atto di grande responsabilità».

CHALCIO – Adesso cosa succede? Proverete a recuperare?

Luigi Marotta: «Non abbiamo alternative. Dobbiamo andare avanti e provare a vincere più partite possibili delle tredici che mancano alla fine del campionato. Pensare una domenica per volta, sapendo che quella singola partita che giocheremo dovrà essere vinta. Mi piacerebbe chiudere in alto, magari sul podio. Vedremo. Qui non molla, non deve mollare, nessuno».

CHALCIO – Mercato? Sarà rivoluzione?

Luigi Marotta: «In queste settimane ho sentito tante voci di smobilitazione. In tanti hanno detto che adesso qui al Semine ci sarebbe stato un fuggi fuggi. Smentisco. Non sarà così. Io non lascio a casa nessuno. Ho invece confermato tutti, poi se qualcuno vorrà andarsene valuteremo. Io personalmente credo ancora in questa squadra. Nel girone di ritorno abbiamo il compito, anzi la responsabilità, di dimostrare il nostro vero valore. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. Sono certo che lo faranno tutti. Io credo in questi ragazzi».


LA CLASSIFICA (SECONDA LEGA)

Chiasso 30 pt (13), Vedeggio 29 (13), Vallemaggia 28 (13), Melide 27 (13), Sementina 25 (13), Morbio 20 (13), Semine 19 (13), Rapid Lugano 16 (13), Balerna 14 (13), Novazzano 11 (13), Moderna 11 (13), Cadenazzo 11 (13), Ascona 9 (13), Monteceneri 5 (13), *Tra parentesi le partite disputate


SECONDA LEGA – REGOLAMENTO: PROMOZIONI / RETROCESSIONI

CASO 1 Nessuna squadra ticinese retrocessa dalla Seconda interregionale:

  • Promozione diretta in Seconda interregionale della squadra vincente del campionato.
  • Due retrocessioni in Terza lega: tredicesima (penultima) e quattordicesima (ultima) squadra classificata.

CASO 2 Una squadra ticinese retrocessa dalla Seconda interregionale:

  • Promozione diretta in Seconda interregionale della squadra vincente del campionato.
  • Due retrocessioni in Terza lega: tredicesima (penultima) e quattordicesima (ultima) squadra classificata.

CASO 3 Due squadre ticinesi retrocesse dalla Seconda interregionale:

  • Promozione diretta in Seconda interregionale della squadra vincente del campionato.
  • Tre retrocessioni in Terza lega: dodicesima (terzultima), tredicesima (penultima) e quattordicesima (ultima) squadra classificata.

 

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