Seconda Lega: Rapid Lugano, mister Schiavon “Non siamo finiti. Questi arbitri ti fanno pensare male”

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Mister Nathan Schiavon, alla sua quarta stagione consecutiva sulla panchina del Rapid Lugano, nelle tre precedenti ha sempre centrato la salvezza

L’allenatore del Rapid Lugano: «La squadra va rinforzata e lo faremo. La salvezza è assolutamente possibile: deve arrivare gente che abbia la fame per fare un’impresa. Chi non ce l’ha stia a casa. Gli allenamenti sono fondamentali, in Seconda lega non s’improvvisa più nulla e la tecnica non basta più»

LUGANO – Intervista a Nathan Schiavon, allenatore del Rapid Lugano, alla sua quarta stagione sulla panchina dei biancoblu. Ultimo in classifica con appena tre punti, insieme a mister Schiavon abbiamo provato a capire cosa non è andato nel Rapid Lugano di quest’anno e cosa potrebbe aiutare la squadra a compiere una rimonta che oggi appare molto complicata. 

CHALCIO – Ciao Nathan. Brutto, bruttissimo girone di andata. Rapid Lugano mai così male da quando sei tu alla guida. Anche l’anno scorso avevate finito l’andata in zona retrocessione, al penultimo posto, ma allora i punti erano 11. Poi nel ritorno avevate fatto benissimo, totalizzando 23 punti e salvandovi in anticipo con ben 34 punti. La quota salvezza dovrebbe essere più o meno a 23/24 punti, oggi ne avete soltanto 3, e il terzultimo posto è molto lontano (10 punti): missione quasi impossibile. Cos’è successo?

Nathan Schiavon: «È chiaro che non è stata una buona andata. I motivi sono diversi. Nessuno pensava di ritrovarsi in questa situazione. Abbiamo pagato alcune partenze importanti come per esempio quella di Alessio Bottani oppure di Reda Eddarraj, che probabilmente non sono state tamponate in modo adeguato, ma ci è anche andato tutto, ma proprio tutto, storto. Non mi piace lamentarmi e mi assumo le mie responsabilità, tuttavia episodi sfavorevoli così continui come li abbiamo avuti quest’anno non mi erano mai capitati in tutta la carriera. E non mi riferisco soltanto ad alcuni torti arbitrali, ma anche ad alcune situazioni paradossali: ad esempio contro il Balerma, dopo essere passati in vantaggio 1-0, abbiamo perso 3-1 complici tre autoreti; oppure alla penultima contro il Morbio a venti minuti dalla fine vincevamo 2-0 e poi abbiamo perso 3-2 con gli avversari che hanno segnato due gol nei minuti finali del recupero. Inoltre, per motivi di lavoro alcuni giocatori chiave si sono allenati poco, e questo si è tradotto in modo negativo sulle partite. Negli ultimi anni il calcio regionale è cresciuto di livello. Non puoi più improvvisare, o meglio, non puoi solo essere bravo tecnicamente. Se non si sta bene fisicamente fai fatica. La tecnica non basta più».

CHALCIO – Hai toccato il discorso arbitri che so essere un argomento che ti sta molto a cuore. Gli arbitri non possono essere un alibi, però mi dicevi che alcune cos’è non ti sono piaciute?

Nathan Schiavon: «Non è mai bello lamentarsi degli arbitri. Però nel calcio regionale un problema arbitri c’è, e anche da diversi anni. E purtroppo riguardo a questo argomento non ho mai visto le cose migliorare. Anzi, il contrario. A noi quest’anno in 13 partite ci hanno fischiato contro sette rigori, forse otto, e alcuni totalmente inesistenti, che ti fanno pensare male: l’ultimo contro il Morbio, ad esempio, se vai a rivederti anche i video, è stato clamoroso. Ed è stato determinante in quella partita, perché ha permesso al Morbio di iniziare la sua rimonta. Poi mi vengono in mente episodi arbitrali a nostro svantaggio anche contro Cadenazzo (era la prima giornata) e Novazzano. E mi fermo, ma ce ne sarebbero altri. Ti fanno pensare male perché ho quasi la certezza che nei miei confronti certi arbitri siano prevenuti: non va bene, non è corretto, non deve essere una cosa personale. Io ho il mio carattere. Va bene. Ma non si può mai dire nulla. Sembra che non aspettino altro per ammonirti: quest’anno ho già avuto due squalifiche, una per somma di ammonizioni e una per espulsione diretta per proteste. Che poi sono anche tanti soldi, con ammonizioni ed espulsioni arrivano multe molto pesanti, anche fino a 600 CHF (come ci è capitato l’anno scorso): dove vanno a finire questi soldi? Sicuramente non vengono reinvestiti per migliorare il sistema arbitrale, infatti ogni anno sento sempre che ci sono sempre meno arbitri e sempre più società che si lamentano di come sono dirette le partite. Investiamo i soldi delle multe in modo positivo, per migliorare ed allargare la classe arbitrale, non potrebbe essere una soluzione?».

CHALCIO – Però è anche vero che se a tirare la carretta del Rapid Lugano è ancora Yohan Kely Viola, giocatore fortissimo, ma che ha appena compiuto 41 anni e che con 5 gol è il vostro miglior marcatore, qualcosa non torna? Ad esempio mi ha sorpreso che un giocatore come Juvenal Agnero sia quasi sparito dai radar, ha segnato solo 2 gol quest’anno, mentre lo scorso campionato è stato il secondo miglior marcatore della Seconda lega?

Nathan Schiavon: «Come ho provato a spiegare prima questo succede perché oggi in Seconda lega non puoi più permetterti di non essere al 100%. Agnero è un ottimo giocatore, ma quest’anno per motivi di lavoro spesso è stato costretto a fere turni la sera e quindi si è allenato poco. Allenandosi poco ha reso meno: ottimi primi tempi, poi quando finiva la benzina faceva fatica. Non è stata colpa sua, però questa cosa l’abbiamo pagata. Viola invece è di un altro livello, un esempio per tutti, tanto per i giovani quanto per i “vecchi”. È il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene. Per noi è ancora fondamentale. Anche a 41 anni. Qualche volta avrei voluto concedergli anche un po’ di riposo, ma non ho mai potuto, non ho mai avuto alternative».

CHALCIO – Chiudiamo con la lista dei desideri. Puoi chiedere quello che vuoi al presidente Rusconi: che giocatori ti servirebbero, dove e perché? Ah, scusami, sono un po’ indiscreto ma te lo chiedo: Rapid Lugano sempre avanti con mister Schiavon vero?

Nathan Schiavon: ««Sì sì sempre io alla guida del Rapid, anche per il ritorno. Io di certo non mollo. Non abbandono la nave. Anche perché credo fortemente nella salvezza. E penso che anche il presidente pensi la stessa cosa: c’è stima reciproca, è qualcosa che va oltre ai risultati del campo. In società abbiamo iniziato a parlare e sappiamo che la squadra deve essere rinforzata. In ogni reparto. Mi piacerebbe arrivasse qualche giocatore di categoria, ma soprattutto con la testa giusta. Che crede nella salvezza, proprio come ci credo io. Anzi penso che sia più bello andare a giocare in una squadra dove si possa lottare per qualcosa. Dove si ha la possibilità di mettersi in gioco ed essere protagonisti di un’impresa che oggi appare complicata. Voglio gente che abbia fame e che sia disposta a lottare in un certo modo fino alla fine. Viceversa, possiamo fare a meno di chi non la pensa in questo modo. Non possiamo più aspettare nessuno».


LA CLASSIFICA (SECONDA LEGA)

Locarno 31 pt (13), Agno 23 (13), Sementina 23 (13), Malcantone 22 (13), Arbedo 20 (13), Morbio 20 (13), Vedeggio 20 (13), Balerna 19 (13), Melide 16 (13), Castello 16 (13), Cadenazzo 16 (13), Vallemaggia 13 (13), Novazzano 13 (13), Rapid Lugano 3 (13).


CASO 1 – Nessuna squadra ticinese retrocessa dalla Seconda interregionale:

  • Promozione in Seconda interregionale della squadra vincente del campionato e dopo spareggio (andata e ritorno 17/18 giugno e 24/25 giugno) con la vincente della Seconda lega del canton Soletta.
  • Due retrocessioni in Terza lega: ultima e penultima squadra classificata del campionato.

CASO 2 – Una squadra ticinese retrocessa dalla Seconda interregionale:

  • Promozione in Seconda interregionale della squadra vincente del campionato e dopo spareggio (andata e ritorno 17/18 giugno e 24/25 giugno) con la vincente della Seconda lega del canton Soletta.
  • Due retrocessioni in Terza lega: ultima e penultima squadra classificata del campionato.
  • Eventuali tre retrocessioni in Terza lega (ultima, penultima e terzultima classificata) nel caso in cui la vincente della Seconda lega del Ticino perda lo spareggio promozione contro la vincente della Seconda lega del canton Soletta.

CASO 3 – Due squadre ticinesi retrocesse dalla Seconda interregionale:

  • Promozione in Seconda interregionale della squadra vincente del campionato e dopo spareggio (andata e ritorno 17/18 giugno e 24/25 giugno) con la vincente della Seconda lega del canton Soletta.
  • Tre retrocessioni in Terza lega: ultima, penultima e terzultima squadra classificata del campionato.
  • Eventuali quattro retrocessioni in Terza lega (ultima, penultima, terzultima e quartultima classificata) nel caso in cui la vincente della Seconda lega del Ticino perda lo spareggio promozione contro la vincente della Seconda lega del canton Soletta.

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