La conferma è arrivata alla nostra redazione. I motivi della decisione saranno spiegati prossimamente dalla società in un comunicato ufficiale. E a cascata potrebbero cambiare anche gli equilibri delle categorie regionali.
Castel San Pietro – Il Castello, dalla prossima stagione, non ripartirà, in ogni caso, dalla Seconda Lega Interregionale. A confermarlo alla nostra redazione è stato il presidente Enrico Brumana, spiegando che la società biancorossa riprenderà il proprio cammino dalla Seconda Lega regionale.
Per il momento non sono ancora stati resi pubblici i motivi dettagliati della scelta. Lo stesso presidente Brumana ha però fatto sapere che la società li illustrerà prossimamente in un comunicato destinato alle testate giornalistiche.
È una decisione che pesa, perché arriva dopo una stagione vissuta in Seconda Inter e perché riguarda una realtà che, negli ultimi anni, aveva saputo ritagliarsi uno spazio importante nel calcio regionale ticinese. Proprio per questo il passo indietro del Castello non è una notizia banale: tocca la società, certo, ma rischia di avere riflessi anche ben oltre i confini del proprio campo di gioco.
Dal punto di vista regolamentare, infatti, il tema non riguarda solo dove giocherà il Castello, ma anche l’effetto che una rinuncia può produrre sulla piramide regionale. Il Regolamento di gioco ASF prevede che, se un club rinuncia entro il 15 giugno alla partecipazione del proprio team a una determinata categoria della stagione successiva, quella squadra venga inserita una categoria più in basso rispetto a quella per cui era sportivamente qualificata.
Tradotto sul piano ticinese: se una squadra in più scende dalla Seconda Inter alla Seconda regionale, cambiano i calcoli dei posti in salita e in discesa nelle categorie sotto. Le Disposizioni attivi FTC 2025/26 spiegano infatti che promozioni e retrocessioni di Seconda regionale, Terza e Quarta Lega dipendono dal numero di squadre che scendono dalla Seconda Inter. Più squadre rientrano dall’Interregionale, meno spazio resta per chi spera di salire dalla Terza, e in alcuni scenari aumentano anche le retrocessioni dalla Terza alla Quarta.
Questo significa che la scelta del Castello, in linea di principio, può produrre conseguenze a catena su più livelli del calcio regionale ticinese. Non è ancora possibile quantificare con precisione ogni effetto sul quadro 2026/27 senza il futuro comunicato societario e senza i conteggi ufficiali finali delle leghe, ma il principio regolamentare è chiaro: una rinuncia a questo livello non resta confinata a una sola squadra.
Resta quindi il rammarico per una decisione che, con ogni probabilità, nasce da valutazioni interne e societarie che il club chiarirà a breve. Ma resta anche la certezza che la notizia avrà un impatto importante sul prossimo assetto dei campionati regionali. Per il Castello si aprirà una nuova partenza dalla Seconda regionale; per molte altre società ticinesi, invece, cambieranno probabilmente i margini di promozione o di salvezza.


1 commento
Bah… con tutto il rispetto per il Castello, che ha scelto di non fare il salto più lungo della gamba, ma che colpe hanno le quarte e le terze leghe? Non è giusto che questa scelta abbia delle ripercussioni sulle leghe minori. Non poterti permettere la categoria dovrebbe equivalere ad un fallimento e, quindi ripartire dalla lega più bassa. Altrimenti iscriviamoci tutti dove ci pare e in barba alle classifiche. Dovrebbe liberarsi un posto in più, non togliersi!!!
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