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Anche il secondo ottavo di giornata – curiosamente un altro derby europeo – termina all’appendice dei calci di rigore. Ad aggiudicarsi un match in cui è accaduto tutto nei 4 minuti iniziali è, al termine di una sfida infinita, la Croazia, che si impone 3-2 dopo i tiri dal dischetto
La seconda sfida tutta europea della giornata non poteva iniziare meglio. Appena un giro d’orologio sul cronometro e i biancorossi danesi passano in vantaggio con un piatto di Mathias Jørgensen su assist di Thomas Delaney dopo una rimessa laterale lunghissima. Il tocco del centrale beffa Danijel Šubašić, non proprio reattivo nell’occasione. Nemmeno tre minuti più tardi un flipper tra due difensori nordici permette a Mario Mandžukić di pareggiare.
I biancorossi a scacchi, stasera vestiti di scuro, fanno la partita, ma devono stare attenti ai veloci contropiedi dei danesi. Su uno di questi, al 27′, Martin Braithwaite riceve palla all’interno dell’area e tira di prima sull’uscita di Šubašić. Immediata reazione croata con un tiro dalla distanza di Ivan Perišić respinto con i pugni, con un po’ di difficoltà, da Kasper Schmeichel.
Il difensore balcanico Dejan Lovren va a un passo dal ribaltare il punteggio con una spizzata di testa su punizione di Luka Modrić che termina a lato di poco. È sempre la Croazia padrona del gioco, senza riuscire però a scardinare la rocciosa retroguardia danese. L’ultima chance della prima frazione capita sul destro del calciatore più talentuoso presente nel roster nordico. Christian Eriksen mette i brividi a Šubašić colpendo la parte alta della traversa.
La paura di scoprirsi è talmente alta che nella seconda parte il gioco latita. Entrambe le selezioni non vogliono lasciare l’iniziativa all’avversario. Lo schieramento difensivo risulta così decisivo per le poche azioni mostrate. Si giunge così, stancamente, ai tempi supplementari, nel corso del quale l’unico tiro di una certa pericolosità viene scagliato dal neo-entrato Pione Sisto al minuto numero 108 (!).
A sei dalla fine, Modrić inventa un passaggio illuminante in profondità per Ante Rebić, il quale viene abbattuto da Mathias Jørgensen – che avrebbe dovuto essere espulso -, non lasciando all’arbitro altra decisione se non quella di decretare la massima punizione. Sul dischetto si presenta lo stesso numero 10, che si fa parare la battuta (brutta e debole) da Schmeichel. In tribuna anche papà Peter esulta per la parata del figlio.
A questo punto, la logica conseguenza di una sfida diventata sempre più fiacca è l’appendice dei tiri dagli undici metri, la cui sequenza è la seguente: Eriksen (palo), Badelj (parato), Kjær (0-1), Kramarić (1-1), Krohn-Dehli (1-2), Modrić (2-2), Schöne (parato), Pivarić (parato), N. Jørgensen (parato), Rakitić (3-2). A qualificarsi è dunque la Croazia, dopo una serie di penalty non di certo esaltante dal punto di vista tecnico, ma emozionante fino all’ultimo. Il prossimo ostacolo saranno i padroni di casa russi.
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