Ramaglia e Vinatzer: il Mendrisio punta alle finali !



di Paola Bernasconi

Storie di calcio, che portano due ragazzi a conoscersi, a diventare amici, a decidere di dividere l’appartamento e un segmento di vita. Erano compagni nel Biasca, loro scherzano dicendo di essersi conosciuti in vacanza, fra Ibiza e Barcellona. Lui è timido, si apre solo quando qualcuno lo conosce, è tranquillo, ordinato, cucina, un coinquilino perfetto, dice Mario Ramaglia di Martin Vinatzer. È disponibile, ci aiutiamo a vicenda, dice Martin Vinatzer di Mario Ramaglia. Attaccante il primo, esterno il secondo, esuberante e chiacchierone il primo, più silenzioso il secondo, seduti ad un tavolino davanti ad un caffè si raccontano. Ramaglia viene da Napoli, Vinatzer dalla Val Gardena, e gli strani scherzi della carriera li hanno fatti riunire a Mendrisio. “Ho svolto tutte le giovanili nell’Alto Adige, ho esordito in Prima squadra in C2 contro l’Olbia, l’anno dopo sono stato ceduto in via definitiva al Mantova, dove ho vinto il campionato di D, poi ho giocato al Savona in C2. Durante il ritiro ho avuto una micro frattura al piede per cui sono rimasto senza squadra, ho siglato a settembre 2012 un contratto col Parma e sono arrivato a Biasca”, è il percorso di Martin.

“Io invece ho fatto tutto il settore giovanile a Napoli, ho debuttato in campionato a Lanciano giocando poi anche a Teramo, dopo per vari motivi sono ripartito dalla Scafatese in C2, ove in tre anni ho collezionato una settantina di presenze e 15 gol, poi sono passato alla Cavese, con la Nocerina ho vinto il torneo di C1, una volta in B mi hanno messo fuori rosa e mi hanno fatto rescindere il contratto. Ero senza squadra e stavo addirittura per firmare a Malta, anche se non era calcio, infine ho firmato due anni col Parma e sono arrivato al Biasca, tramite Alessandro Grigoletto, un fratello maggiore per me”. 
A Biasca hanno trovato qualcosa di diverso da quello che aspettavano: una squadra in crisi e una società ormai allo sbando, in una stagione terminata con la retrocessione. “Nel primo periodo in cui siamo arrivati, dopo gennaio, le cose andavano abbastanza bene, ma poi sono stati cacciati tutti gli svizzeri per prendere degli stranieri”, racconta Ramaglia, che filosoficamente la prende come un’esperienza di vita. Col mondo del calcio, soprattutto italiano, si sente in credito. “Un giorno vorrei tornarci, più che altro per una mia soddisfazione di vita, ho qualche sassolino dalla scarpa da togliermi. Non ho giocato non per demeriti miei ma per altre cose, e spero di poter tornare ed avere la fortuna che mi è mancata”. Con amarezza, spiega di come trovare le persone giuste al momento giusto talvolta conta più dei gol, che le regole restrittive in Lega Pro penalizzano i calciatori che non sono più giovanissimi. Il mio percorso vorrei che finisse in Italia. Vinazter, dal canto suo, sarebbe contento anche di rimanere in Svizzera, in Italia è sempre bello giocare ma andrebbe benissimo anche un contratto di Challenge League.
I due giocano ora nel Mendrisio, che descrivono come una squadra giovane con qualche anziano a portare esperienza. “Abbiamo avuto tanti infortuni, non siamo mai riusciti a giocare tre partite di fila con la stessa formazione, anche per problemi di tesseramenti. Alla penultima con lo Zugo dovevamo vincere”. I momò erano avanti 2-0 a fine primo tempo, con la rete di apertura d Vinatzer. Per lui però neppure il tempo di gioire del gol. “Ho preso un colpo che mi ha procurato una micro frattura al quinto metatarso, dopo la partita dal dolore non potevo appoggiare il piede. Dovrò stare fermo un mese. Ho giocato poco sinora quest’anno, ho firmato tardi, la prima sfida in cui sono stato impiegato l’ho fatta male e mi sono stirato, sono rientrato dopo due settimane per un quarto d’ora col Wettswil e sabato ho segnato. Le mie caratteristiche? Adesso direi sfortuna e infortuni (sorride amaro indicando le stampelle appoggiate alla sedia). Sono un esterno alto, so giocare sia a destra che a sinistra, come pregio metterei l’uno contro uno”. 
Meglio è andata per il momento a Mario. “Potevo fare di più, però in sette partite ho fatto quattro reti. Alla squadra in generale manca sempre il saper fare il salto di qualità, lì veniamo meno. Siamo stati anche sfortunati, perdendo 3-4 punti per strada, si potrebbe parlare degli arbitri, ma artefici del nostro destini siamo noi. Obiettivo? Fasi finali”. Provocazione: Mendrisio che punta alla promozione? I due ridono, e per scaramanzia tacciono. Del campionato svizzero hanno avuto un’impressione positiva. “È un torneo fisico, di più rispetto all’Italia, e c’è più intensità. La cosa bella è che è imprevedibile, tutte possono vincere e perdere contro qualsiasi avversaria”. Vinatzer aggiunge che a suo avviso ci vorrebbero più squadre. “Nella Prima Lega Promotion allargherei il numero di partecipanti ai playoff. Rispetto alla Penisola, c’è più rispetto ed anche regole meno rigide”. Ramaglia parla di meno pressioni. Entrambi sono stati visti spesso al Comunale di Chiasso, e fra il loro torneo e la Challenge League notano una differenza soprattutto di ritmo, e di velocità. In Svizzera si trovano bene, e il discorso scivola sulle loro regioni d’origine, di cui riflettono perfettamente gli stereotipi. La qualità di vita è eccezionale, si sta e si vive bene, c’è rispetto alle persone. E si lancia in un affresco della sua Napoli, parlando dei quartieri popolari, della tranquilla Pozzuoli dove vive la sua famiglia, delle difficoltà che ti danno la laurea della vita. Lui il pezzo di carta ce l’ha sul serio, in ingegneria. “Mio padre, che è a sua volta ingegnere, mi svegliava presto per studiare, quante volte mi sono arrabbiato! Però ora lo ringrazio. Un domani, una volta smesso di giocare, tornerò”. Martin lo ascolta in silenzio. L’Alto Adige vive una realtà certamente diversa, il tenore di vita è simile alla Svizzera, la crisi c’è ma si sente meno, forse è l’eccezione in Italia. “Mia madre ha un bar, un domani forse lavorerò lì”.
Del futuro, però, non è ancora tempo di preoccuparsi. Avere alternative è sempre ideale nel mondo d’oggi, ma per adesso Ramaglia festeggia una splendida doppietta contro il Gossau che ha portato i suoi alla vittoria, Vinatzer lavora per rientrare al più presto. Per loro stessi, e per portare il Mendrisio in alto. 

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