L’allenatore del Vedeggio: «Mele è partito troppo forte, così quasi ha fatto più male che bene alla squadra (sorriso, ndr) perché ci siamo “nascosti” dietro alla sua bravura. Poi però è uscito il carattere di tutti e secondo me, nonostante i risultati possano far pensare il contrario, abbiamo chiuso in crescendo»
CADEMPINO – Intervista a Giuseppe Barlotti, allenatore del Vedeggio, primo in classifica del gruppo 1 di Quarta lega. Mister Barlotti si è formato come allenatore nel settore giovanile del Lugano, per poi allenare nel calcio attivi prima il Porza (2016/17) e poi il Villa Luganese (2017/18). Successivamente è stato per due anni tecnico della squadra femminile U17 del Team Ticino, ed infine l’anno scorso è tornato nel calcio attivi con il Rorè fino alla chiamata la scorsa estate da parte dell’ambizioso Vedeggio neopromosso in Quarta lega.
CHALCIO – Ciao Giuseppe iniziamo con qualcosa di molto generale: buonissimo girone di andata per il tuo Vedeggio, come lo hai vissuto?
Giuseppe Barlotti: «È stato un girone di andata difficile perché credo che il livello generale di questo campionato sia piuttosto alto. Ci sono diverse squadre molto forti. È un girone competitivo ed equilibrato. Inoltre, essere considerati da tutti la squadra da battere non ci ha favorito perché ogni squadra contro di noi ha sempre dato il 110% per provare a metterci in difficoltà, alle volte spingendo molto sull’agonismo, e questo in alcuni casi lo abbiamo sofferto. Tuttavia, io resto molto contento di quello che abbiamo fatto, del clima che c’è in squadra, dell’armonia e della voglia di crescere. Siamo una squadra ancora relativamente giovane, nata appena l’anno scorso, il percorso di formazione è ancora in divenire, ma da quando sono qui ho visto grandi progressi. Insomma, sono contento, siamo in crescita».
CHALCIO – Personalmente ho avuto questa sensazione: tutte le volte (o quasi) si è acceso Daniel Mele il Vedeggio non ha incontrato problemi, diversamente avete fatto fatica: mi sto sbagliando? Non è pericolosa questa cosa?
Giuseppe Barlotti: «Hai ragione. Lo ammetto perché è una cosa di cui abbiamo parlato anche all’interno dello spogliatoio. Daniel (Mele, ndr) è un giocatore fortissimo, e a inizio campionato è partito a mille segnando un sacco di gol che ci hanno permesso di vincere bene le prime partite. E questo, paradossalmente, non è stato un bene a livello di squadra perché forse, anche solo a livello inconscio, ci siamo un po’ nascosti dietro a Daniel, pensando che lui potesse risolvere sempre tutto. Ed è stato sbagliato, perché viceversa c’era bisogno di prendersi maggiori responsabilità da parte di tutti. Tuttavia, bisogna però anche ammettere, che la squadra ha saputo capire questo “errore” e ha subito provato a correggerlo, infatti anche nel mese in cui abbiamo dovuto rinunciare a Daniel, i risultati e le vittorie sono sempre arrivati. Veder crescere così la mia squadra è stato molto positivo. I ragazzi sono stati bravi».
CHALCIO – Nonostante queste sbavature, resto però dell’idea che siate comunque voi ancora la favorita numero uno per la vittoria del campionato, mentre alle vostre spalle mi sembra esserci tanto equilibrio: aiutami a capire quali squadre a tuo avviso sono le principali candidate per salire in Terza lega insieme al Vedeggio?
Giuseppe Barlotti: «A mio modo di vedere il Rancate è la squadra più pericolosa, quella che ha la miglior organizzazione di gioco, in entrambe le fasi. Il tutto poi è impreziosito dall’avere anche alcune individualità importanti, che sanno farti fare la differenza. Inoltre, il mio amico Simone (Bordogna, ndr), che ha fatto un gran lavoro, è un allenatore molto preparato, e in campo si vede. Poi credo che anche il Canobbio sia assolutamente da tenere in considerazione. Sono davvero molto forti. L’unica cosa che un po’ pagano è l’avere alcuni giocatori che studiano fuori Lugano e che quindi non sempre si possono allenare con la squadra quanto vorrebbero. I fratelli Tomaselli sono davvero forti, e poi hanno un zoccolo duro, di ragazzi cresciuti insieme sin dai tempi degli allievi al San Bernardo, che può fare la differenza: sono un gran gruppo. Così come un gran gruppo lo è anche il Lema, altra squadra da tenere assolutamente in considerazione tra le migliori del campionato. Il Lema ha diversi giocatori con trascorsi nelle giovanili del Lugano, e uno spirito particolare: sono tanto uniti. Andare a giocare a Banco e tornare con dei punti è molto complicato».
CHALCIO – Giuseppe vorrei infine sentire anche da te un’opinione sulla riforma (molto probabilmente effettiva a partire dalla prossima stagione) sui campionati di Quarta e Quinta lega con tre giorni di Quarta e un girone unico di Quinta. Cosa ne pensi?
Giuseppe Barlotti: «Confesso che non mi sono ancora fatto un’idea precisa. Tuttavia, sembra anche a me che questa riforma porti a una maggiore esclusività dei campionati di Terza e Seconda lega lasciando, per così dire, un po’ ai margini Quarta e Quinta lega. Non mi sembra che in questo modo si possa aumentare la competitività generale nel calcio regionale. Aggiungo però che non credo siano delle riforme imposte dall’alto a poter migliorare il livello del nostro calcio dilettantistico. Il valore nel nostro calcio dipende (e può aumentare) dal clima e dall’organizzazione che ci sono all’interno delle singole società. E in questo le società andrebbero forse aiutate di più. Siamo noi (mi ci metto anch’io) e le società, vale a dire chi vive in prima persona il calcio, che con i nostri comportamenti possiamo far crescere il sistema: i ragazzi si spostano dove si sentono bene, dove c’è organizzazione, dove pensano che potranno divertirsi, crescere e lottare, per provare a vincere, oppure dove sanno che potranno riprovarci più volte (a vincere) se non ci sono riusciti subito. Vale a dire in ambienti positivi e ben strutturati».
LA CLASSIFICA (QUARTA LEGA 1)
Vedeggio 23 pt (11), Lema 20 (11), Pura 19 (11), Canobbio 18 (11), Rancate 18 (11), Bioggio 16 (11), Melide 16 (11), Riva 15 (11), Stella Capriasca 14 (11), Savosa Massagno 13 (11), Arzo 12 (11), Rapid Lugano 2 (11).
REGOLAMENTO: PROMOZIONI / RETROCESSIONI
CASO 1 – Nessuna squadra ticinese retrocessa dalla Seconda interregionale:
- Promozione in Terza lega delle due vincitrici e delle due seconde classificate dei due gruppi.
- Promozione in Terza lega della miglior terza classificata dei due gruppi in base ai seguenti criteri: 1) Miglior coefficiente tra i punti acquisiti e le gare disputate; 2) Miglior coefficiente classifica fair play; 3) Miglior coefficiente tra le reti segnate e le reti subite. Nessuna promozione della miglior terza classificata nel caso in cui la vincente della Seconda lega non ottenga la promozione in Seconda interregionale.
- Quattro retrocessioni in Quinta lega: ultima e penultima squadra classificata dei due gruppi.
CASO 2 – Una squadra ticinese retrocessa dalla Seconda interregionale:
- Promozione in Terza lega delle due vincitrici e delle due seconde classificate dei due gruppi. Nel caso in cui la vincente della Seconda lega non ottenga la promozione in Seconda interregionale, la promozione sarà solo della miglior seconda classificata in base ai seguenti criteri: 1) Miglior coefficiente tra i punti acquisiti e le gare disputate; 2) Miglior coefficiente classifica fair play; 3) Miglior coefficiente tra le reti segnate e le reti subite.
- Quattro retrocessioni in Quinta lega: ultima e penultima squadra classificata dei due gruppi.
CASO 3 – Due squadre ticinesi retrocesse dalla Seconda interregionale:
- Promozione in Terza lega delle due vincitrici dei due gruppi.
- Promozione in Terza lega della miglior seconda classificata dei due gruppi in base ai seguenti criteri: 1) Miglior coefficiente tra i punti acquisiti e le gare disputate; 2) Miglior coefficiente classifica fair play; 3) Miglior coefficiente tra le reti segnate e le reti subite. Nessuna promozione della miglior seconda classificata nel caso in cui la vincente della Seconda lega non ottenga la promozione in Seconda interregionale.
- Quattro retrocessioni in Quinta lega: ultima e penultima squadra classificata dei due gruppi.
