
L’allenatore rossonero: «Sono fortunato ad avere la rosa che ho. Non ho paura che qualcuno voglia intraprendere nuove strade. In ogni avversario ho visto la voglia di lottare per la maglia che indossava»
ARZO – Intervista a Massimo Carrozza, allenatore del neopromosso Arzo (Quarta lega, gruppo 1) che, dopo un brutto avvio di stagione con un solo punto raccolto in cinque partite, ha iniziato a correre risalendo la classifica e chiudendo il girone di andata con un buonissimo +7 dalla zona retrocessione.
CHALCIO – Arzo a due velocità, male nelle prime 5 giornate, stupendo nelle ultime 6. Io direi: promosso a pieni voti. Cosa non andava all’inizio e cosa invece è scattato dopo?
Massimo Carrozza: «A inizio stagione direi che non andava la quantità di giocatori. Eravamo troppi. Erroneamente pensavamo di essere fortunati ad avere una rosa di 32 elementi. Ma sin da subito ci siamo accorti che così il lavoro settimanale era troppo dispersivo. Più o meno fino a fine settembre agli allenamenti abbiamo sempre avuto un buon numero di giocatori, ma gli interpreti continuavano a cambiare. Non eravamo mai gli stessi a causa delle vacanze, degli impegni di lavoro, dei weekend fuori porta e così via. Questo ci penalizzava. Una volta individuato il problema ed apportate alcune modifiche le cose sono via via migliorate: la qualità degli allenamenti si è alzata e di conseguenza sono arrivati i risultati».
CHALCIO – Emanuele Lavagetti vero trascinatore (a suon di gol) della squadra. Che ragazzo è? Dove può e deve ancora migliorare? Hai paura che il mercato invernale te lo possa portare via?
Massimo Carrozza: «Sì confermo. Lavagetti è per noi un valore aggiunto. Ma vorrei sottolineare che è stata tutta la squadra a migliorare. Ed in questo ci terrei a citare soprattutto chi ha giocato meno ma si è sempre impegnato negli allenamenti. Questi comportamenti positivi ci hanno permesso di dare tutti quel qualcosa in più, che ci ha portato a fare punti. Per tornare a Lavagetti è un ragazzo maturo, che credo sappia cosa sia meglio per il suo futuro. Mi ritengo fortunato ad avere la rosa che ho, e non devo avere paura che qualche ragazzo voglia intraprendere nuove avventure».
CHALCIO – Tra le squadre che avete affrontato qual è stata quella che ti ha sorpreso di più in positivo? E in negativo?
Massimo Carrozza: «Non ce n’è stata una sola: più di una squadra mi ha colpito favorevolmente, alcune per qualità tecniche e gioco espresso, altre per voglia di lottare e di vincere ogni duello su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Viceversa non ci sono state squadre che mi hanno sorpreso in negativo, ognuna a modo suo ha cercato di esprimere il proprio credo calcistico. In tutte le nostre avversarie ho visto passione e in ogni ragazzo la voglia di lottare per la maglia che indossava».
CHALCIO – In classifica siete al 6° posto, +7 dalla zona retrocessione e -8 da quella promozione: in primavera con il girone di ritorno, l’Arzo verso dove guarderà?
Massimo Carrozza: «Il nostro obiettivo prioritario sarà quello di cercare di acquisire la salvezza il prima possibile. Siamo una neopromossa e quindi credo che sia fondamentale cercare di mantenere la categoria, per gettare basi future solide».
LA CLASSIFICA
Basso Ceresio 28 pt (11), Stabio 22 (11), Pura 22 (11), Bioggio Lusiadas 21 (11), Agno 20 (11), Arzo 14 (11), Stella Capriasca 14 (11), Lema 13 (11), Rapid Lugano 10 (11), Canobbio 8 (11), Origlio Ponte Capriasca 7 (11), Sant’Antonino 6 (11).
