QUARANTENA – Capitolo 46, Maurizio Natiello: “Martinoli superiore. Bontognali e Peschera che allenatori”

scritto da Roberto Colombo

Conosciamo meglio i protagonisti del calcio regionale. Piano piano stiamo tornando alla normalità, ma la nostra particolare quarantena prosegue con Maurizio Natiello.

GAMBAROGNO – Nuova puntata della nostra quarantena per conoscere meglio il calcio regionale attraverso la voce diretta dei suoi protagonisti e le loro preferenze. Capitolo 46: Maurizio Natiello, difensore ex Gambarogno Contone da poco trasferitosi al Taverne (2LI).

Film e serie tv? «Devo dire che non sono un amante della televisione, ma come tutti ho alcuni film e serie tv preferite. Un film che mi piace spesso riguardare è Miracle. Racconta la storia della squadra USA di hockey che vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali del 1980, sconfiggendo la squadra sovietica (la favorita). È un film per tutti quelli che ancora credono nel gioco di squadra e sono disposti a farlo per vincere. Invece, per la serie tv, dico The Last Dance. Ti rendi conto quanto Michael Jordan abbia inciso non solo nel basket, ma anche nello sport in generale. Per mentalità, leadership e talento non credo sia esistita una persona tanto influente in uno sport di squadra come MJ».

Giocatore calcio regionale? «Un giocatore, o meglio portiere, con cui ho avuto la fortuna di giocare e che reputo davvero fortissimo è Federico Martinoli (Gambarogno Contone). Non solo è una persona splendida, ma posso anche assicurare (essendo stato mio compagno di squadra e vedendolo in allenamento) quanto è forte nel suo ruolo e quanto meriterebbe leghe ben superiori a una Seconda Interregionale».

Allenatore calcio regionale? «Qui devo fare due nomi: Gianfranco Bontognali e Tazio Peschera. Il Bonto l’ho avuto prima a Giubiasco (quando avevo 19 anni) e poi al Gambarogno. È stato capace di darmi importanza e responsabilità all’interno della squadra. Aveva grande fiducia in me. Tazio invece è stato bravissimo nel farmi migliorare dove ancora avevo delle carenze. Nel mio piccolo, mi ha fatto fare un salto di qualità. Con entrambi, al di là del lato puramente calcistico, ho poi anche instaurato un bellissimo rapporto umano. Per me sono i migliori del calcio regionale».

Giocatore professionista? «Vado sul sicuro, Dani Alves e Marcelo. Giocano nel mio stesso ruolo (terzino) e hanno un modo innovativo e spregiudicato di interpretarlo. Li ammiro per la tecnica e per come riescono a svolgere le due fasi di gioco creando (quasi) sempre quella superiorità numerica che aiuta la squadra. Per quel che posso cerco di prendere spunto da loro».

Il ricordo più bello? «Il primo ricordo che mi viene in mente, e anche il più fresco, è la vittoria del triplete dell’anno scorso con il Gambarogno Contone. È stato il classico anno perfetto. In campionato non eravamo i favoriti, ma anche quando eravamo lontani dalla vetta, non ci siamo mai persi d’animo, ci siamo sempre rimboccati le maniche e alla fine abbiamo ottenuto qualcosa di fantastico. Un altro ricordo che porto nel cuore sono i trentaduesimi di finale di Coppa Svizzera contro il San Gallo (Serie A), nel 2009, quando ero a Giubiasco di Bontognali. Abbiamo fatto una grandissima partita, perdendo solo ai supplementari: stavamo per fare un’impresa».

To be continued…Chi sarà il nostro prossimo ospite?

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