
Un’altra delusione è quella che la Nazionale Svizzera ha fatto vivere ai propri sostenitori
La Nazionale Svizzera si è imposta nel recupero contro Israele nella cittadina ungherese di Felcsút, aggiudicandosi con due giornate d’anticipo il biglietto per i Campionati Europei del prossimo anno in Germania
Qualche istante dopo la conclusione della sfida in terra magiara, i vari protagonisti vengono intercettati da telecamere e microfoni dei presenti, analizzando «a caldo» la prestazione appena fornita. Ecco, di seguito, le sensazioni di alcuni di loro rilasciate alla RSI.
Murat Yakin (allenatore) – «Il primo tempo abbiamo giocato come volevamo, creandoci diverse chance e risultando dominanti. Non abbiamo segnato il secondo gol e nella ripresa ci è mancata l’organizzazione difensiva. Alla fine è un risultato positivo che ci portiamo a casa, anche perché al rientro dagli spogliatoi c’è stato un avversario che ha portato molta pressione alla nostra difesa. La preparazione per la sfida con il Kosovo passa dall’analisi di una seconda parte negativa. I leader del gruppo? In fondo, giochiamo come gruppo e non come singoli. Manuel Akanji e Granit Xhaka si prendono le responsabilità come di consueto. Xherdan Shaqiri? È stata una mia decisione, sabato contro il Kosovo ci sarà sicuramente dal primo minuto».
Yann Sommer (portiere) – «È difficile da dire, dovevamo assolutamente segnare il secondo gol già nel primo tempo. Nella ripresa ci sono mancati ordine e pazienza. Loro pressavano alto, e nonostante abbiamo lasciato poche chance, si sono creati due-tre occasioni pericolose sfruttando quella più importante. Adesso, è la terza volta di fila che subiamo reti alla fine. Tutto ciò è complicato da spiegare. In alcune circostanze ci è semplicemente mancata la concentrazione. Ora, abbiamo due finali e faremo di tutto per qualificarci agli Europei».
