Il Taverne alza l’asticella e si regala un nome pesante del calcio svizzero: Kubilay Turkylmaz è il nuovo brand ambassador giallonero e figura di riferimento per l’area sportiva della società.
L’ex attaccante della nazionale svizzera – 34 reti in 62 presenze con la maglia elvetica, uno dei bomber simbolo degli anni ’90 – non arriva “solo” come volto mediatico, ma entra nel cuore del progetto sportivo del Taverne.
Un ambasciatore, ma anche uomo-chiave nel management
Nel comunicato, il Taverne spiega che Turkylmaz sarà la persona di riferimento nel management sportivo, lavorando a stretto contatto con il Direttore generale. Due le aree principali di competenza:
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Scouting e recruitment: osservazione, selezione e inserimento di nuovi profili, con lo sguardo puntato su tutto il panorama nazionale.
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Mercato in uscita: gestione dei giocatori che possono spiccare il salto verso categorie superiori o nuove esperienze, accompagnando atleta e club nelle scelte.
Tradotto: non solo immagine, ma una figura che mette sul tavolo contatti, credibilità e lettura del gioco… stavolta fuori dal campo.
Un mentore per i giovani del Taverne
Il club sottolinea anche la dimensione umana del suo arrivo: grazie al carisma e alla carriera vissuta ai massimi livelli, Turkylmaz sarà un punto di riferimento per i giovani in rosa durante il loro percorso di crescita.
L’idea è chiara: usare il suo vissuto – successi, errori, pressioni, gol pesanti – per dare ai ragazzi strumenti concreti, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. I valori umani e sportivi di Turkylmaz vengono descritti dal Taverne come perfettamente allineati con la propria idea di calcio.
Un curriculum da bomber
Nel comunicato il Taverne ripercorre le tappe principali della sua carriera:
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In Svizzera veste le maglie di Bellinzona e Servette, mettendosi in luce al punto da guadagnarsi la chiamata dall’Italia.
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In Serie A, con il Bologna, segna il suo terzo gol nel massimo campionato proprio al Milan di Sacchi, Gullit e Van Basten, chiudendo la prima stagione con una media di una rete ogni due partite.
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Nella stagione 1991/92 firma la sua prima tripletta italiana, contro l’Udinese.
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Nel 1993/94 si trasferisce al Galatasaray, con cui gioca la Champions League da protagonista: 7 presenze e 4 gol, tra cui una doppietta storica in casa del Manchester United. L’anno successivo va a segno anche al Camp Nou contro il Barcellona, nella Champions 1994/95. In totale, chiude con 13 gol e 4 assist in 23 presenze nella massima competizione europea.
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Nel 1995 rientra in Svizzera e chiude la carriera con 108 gol in 198 partite di Super League, con un’ultima parentesi in Italia nel Brescia di Roberto Baggio nella stagione 2000/01.
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Con la nazionale svizzera totalizza 62 presenze e 34 reti, numeri che lo hanno reso a lungo il miglior marcatore della storia della Nati, poi superato solo da Frei.
Cosa significa per il Taverne
Per un club di Prima Lega, inserire nel proprio organigramma una figura del genere è un segnale forte:
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verso l’ambiente interno (spogliatoio, staff, settore giovanile),
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verso il territorio ticinese,
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e verso il resto della Svizzera, a livello di credibilità del progetto.
Il Taverne si lega così a un nome che ha calcato San Siro, Camp Nou, Old Trafford e i palcoscenici di Mondiali ed Europei.
Ora la palla passa al campo – e all’ufficio del Boss – per trasformare questo colpo di immagine in crescita sportiva concreta.

