Nazionale Svizzera femminile, l’analisi sugli Europei della capitana Lia Wälti: «C’è delusione, ma anche molto orgoglio»

scritto da Claudio Paronitti

La Nazionale Svizzera femminile ha cullato il sogno di ottenere il biglietto per i quarti di finale dei Campionati Europei sino all’84’ della terza e ultima sfida del Gruppo C contro l’Olanda. Da quel momento in poi, le Oranje hanno dilagato, qualificandosi dal canto loro per la fase a eliminazione diretta a scapito proprio delle rossocrociate

L’amara conclusione del torneo continentale è ancora viva nelle menti delle calciatrici elvetiche, che avranno ora poco tempo a disposizione per digerire il tutto e concentrarsi sui prossimi obiettivi.

Alla conclusione della fase a gironi, i corrispondenti del Blick in terra britannica si sono intrattenuti con la capitana Lia Wälti, la quale ha analizzato in maniera dettagliata quanto accaduto negli ultimi diieci giorni. Ecco le considerazioni della 29enne centrocampista bernese che milita nell’Arsenal:

«Abbiamo perso una grande opportunità. Ecco perché siamo rimaste tutte delusi dopo la partita con l’Olanda. Ci mancava davvero poco per qualificarci. Avremmo avuto l’opportunità di progredire in un gruppo complicato, ma se guardo alle nostre prestazioni contro la Svezia e l’Olanda, vista la qualità delle avversarie, allora abbiamo proposto grandi cose. Questo mi rende incredibilmente fiduciosa per il futuro. Oltre alla delusione, c’è anche però molto orgoglio.

Il fatto che le squadre citate possano portare dalla panchina giocatrici di qualità simile non ha certo facilitato le cose. Non importa se sei nelle migliori condizioni o meno, gli ultimi minuti ti avrebbero comunque fatto male. Ma forse è qualcosa di cui faremo tesoro e ci servirà da lezione per il prossimo torneo: forse dobbiamo prepararci meglio in maniera individuale…

Le nazionali che giocano per il titolo sono molto più attrezzate di noi. Ecco perché tutto deve combaciare al 100% per fare in modo da poter sopravvivere in un torneo come questo. In questa nostra avventura, pochissimi punti non si adattavano del tutto. Penso che a volte potevamo far girare meglio la palla. Ogni tanto, siamo ancora troppo impazienti nel proporre il gioco. E poi manca la precisione, così con l’efficienza sotto porta. Gli errori individuali fanno tuttavia parte del calcio. Siamo esseri umani e non macchine. Ma ovviamente dobbiamo cercare di minimizzarli.

Il commissario tecnico Nils NIelsen è una persona molto piacevole, con abilità sociali davvero elevate. È bello lavorare con lui. Ha qualcosa che è un misto tra l’arguzia e l’ironia. Noi calciatrici possiamo forse giudicarlo un po’ meglio che gli altri da fuori. È una persona che vuole trovare con noi una soluzione che porti al traguardo. Possiamo avere voce in capitolo e lui ascolta il nostro feedback. Lo apprezzo molto. Nei momenti decisivi, però, sa già quando dovrà prendere in mano lo scettro.

Il fatto che siamo riuscite a tenere il passo così bene nelle partite contro due delle migliori squadre del mondo ci dà un buon segnale in vista dei prossimi appuntamenti. Penso che ne avessimo bisogno tutte. Ci siamo rese conto, di nuovo, che c’è del potenziale in noi. E questo ci dà sicuramente coraggio. Personalmente, sono incredibilmente felice del riscontro che siamo riuscite a innescare. La sensazione è diversa rispetto al Mondiale del 2015 e all’Europeo del 2017. Negli ultimi giorni, il calcio femminile è stato più che mai al centro dell’attenzione in Svizzera. Abbiamo avuto una grande presenza mediatica, un numero record di spettatori in Svizzera e un numero estremamente elevato di tifosi che si sono recati in Inghilterra. È stato davvero bello. È fantastico che siamo state in grado di raggiungere e ispirare le persone con le nostre prestazioni».

(nella foto: Lia Wälti – © FreshFocus/blick.ch)

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