Mondiali Qatar 2022, dalla delusione elvetica fino all’apoteosi argentina: quali gli insegnamenti del torneo nel Golfo Persico?

La ventiduesima edizione dei Campionati del Mondo in Qatar è terminata a una settimana esatta dal Natale. Mai un torneo iridato si era tenuto in inverno. E malgrado le contraddizioni di chi non voleva nemmeno disputarlo, non si può non asserire che la manifestazione è stata un successo su tutta la linea

Le quotazioni del Paese che si affaccia sul Golfo Persico si sono notevolmente alzate con il passare del tempo. Gli organizzatori, e simultaneamente anche la FIFA, si sono aggiudicati una scommessa complicata da vincere in sede di presentazione. Dagli stadi pieni in ogni ordine di posto per la maggior parte delle sessantaquattro partite alle discussioni concernenti i maxi-recuperi concessi dai direttori di gara per avvicinarsi al tempo effettivo di gioco, per arrivare alle analisi sulle singole selezioni nazionali. Ecco, in breve, cosa ci ha insegnato il Mondiale del 2022.

Torneo in inverno: si può anche in futuro? – La risposta appare evidente ed è sì. Sì, perché il successo planetario della competizione è tale da poter modificare per una stagione i vari campionati nazionali, i quali hanno ora l’esempio di come ci si potrà comportare in futuro qualora un torneo verrà assegnato a una nazione climaticamente simile al Qatar. L’essere riusciti a catalizzare l’intero interesse del pianeta su di sé è stata una pubblicità stra-positiva per gli Emiri e i suoi abitanti, che da questo momento in poi non saranno più visti come semplice meta turistica per allontanarsi dal freddo locale e vivere qualche giorno al caldo. Per bocca del suo Presidente, l’onnipotente Gianni Infantino, la FIFA starebbe già pianificando qualche altra edizione tra l’undicesimo e il dodicesimo mese di un anno solare. In aggiunta, non possiamo dimenticare la capienza degli impianti climatizzati, la più importante degli ultimi tempi.

I recuperi «fantasiosi» che hanno fatto storcere il naso a tanta gente – Il responsabile dei direttori di gara internazionale Pierluigi Collina era stato chiaro sin dall’inizio: ci si deve avvicinare sempre più al tempo effettivo di gioco di quarantacinque minuti. Il messaggio è stato recepito alla lettera dagli arbitri coinvolti specialmente nel corso delle prime giornate di gara. Partendo dai 27′ complessivi concessi in Inghilterra-Iran fino ad arrivare ai quarto d’ora extra (tra frazione iniziale e secondo periodo) nella finale tra Argentina e Francia, ci si può sbizzarrire spulciando le varie statistiche riguardanti i recuperi decretati dai vari fischietti. Ora, terminato il torneo, basta che non si trasporti questa sciocchezza (ci scuseranno le persone che la pensano diversamente, ma noi proprio non concepiamo una regola simile) alle partite di campionato.

La delusione rossocrociata e l’apoteosi argentina – Partita con molte ambizioni nonostante un «girone di ferro» che comprendeva il Brasile, la Serbia e il Camerun, la Svizzera ha deluso le aspettative, inchinandosi al Portogallo e vedendo svanire il sogno iridato allo stadio degli ottavi di finale, che sembrano essere il punto più alto a cui può ambire la Nati. Peccato, perché il potenziale del gruppo c’è. «Bucare» un incontro capita a tutti, ma farlo nel modo in cui si è scesi in campo all’interno dei novanta minuti assolti contro i lusitani assolutamente no. Indossare la maglia della propria nazionale dev’essere un orgoglio. E ben vengano allora le scuse al popolo elvetico di tutti i protagonisti che, ne siamo certi, sapranno rifarsi già a partire dalla prossima occasione. Una chance sfruttata appieno dalla talentuosa Argentina, tornata sul tetto del mondo dopo 36 anni dall’ultima volta grazie a una favolosa e superlativa prova di squadra, che si è meritata il trofeo al termine di un torneo iniziato con il clamoroso e inaspettato kappaò in rimonta contro l’Arabia Saudita.

Leggi anche questi...

error: Ciao, non è possibile copiare il testo. I testo che leggi è creato da giornalisti che impiegano tempo per farlo. Se lo fai anche tu ci saranno più testi diversi che i lettori potranno leggere. Ciao!?
Chalcio.com
Info Privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza possibile ai nostri utenti. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

È possibile regolare tutte le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.