MISTER X – Capitolo 69, Antonello Ciaccio “Ahimè, la mia bestia nera sono i cugini del Semine”

Antonello Ciaccio, allenatore del Riviera (Quinta lega)

L’allenatore del Riviera: «Davide Morici è un giocatore fuori dal comune. Con il Riviera voglio raggiungere risultati importanti. La storica promozione (2009) del Ravecchia in Seconda lega è in assoluto il mio ricordo calcistico più bello. Non è scaramanzia ma una passeggiata prima della partita mi fa sempre bene».

CRESCIANO – Con la nostra serie di mini interviste MISTER X vi accompagneremo alla scoperta degli allenatori (e non solo) del calcio regionale, tratteggiandone un ritratto più intimo attraverso le loro stesse parole. Buona lettura, se vi va. Capitolo 69: Antonello Ciaccio allenatore del Riviera (Quinta lega), con il quale però non ha ancora disputato nessuna partita, nonché presidente del Ravecchia (Terza lega).

Mister raccontaci, che giocatore eri e il tuo ricordo più bello? «Ero un portiere, mi piaceva giocare alto e partecipare al gioco della squadra, facevo spesso l’ultimo uomo di movimento, avevo una buona tecnica di base e mi piaceva cercare il dribbling, anche in area di rigore. Non mi piaceva buttare la palla lunga, mi piaceva invece giocarla sempre, mentre in porta me la cavavo abbastanza bene tra i pali ed ero bravo nelle uscite, avevo un buon tempismo. Ho giocato in diverse squadre, non moltissime a dire la verità, ma quella in cui ho trascorso la maggior parte della mia carriera calcistica è stato il Ravecchia, di conseguenza anche i miei ricordi più belli sono legati a questa società. Il migliore di tutti è stata la storica promozione in Seconda lega nel 2009: fu la prima volta in assoluto che il Ravecchia riuscì a raggiungere quella categoria, eravamo un gruppo fantastico».

Il tuo rituale scaramantico (da allenatore)? «Diciamo che non ho un rito scaramantico vero e proprio. Oggi da allenatore (e presidente) devo però ammettere che sento molto di più la partita rispetto a quando giocavo, perciò prima di andare al ritrovo con la squadra faccio quasi sempre una bella passeggiata per rilassarmi e arrivare così al campo un po’ più tranquillo».

Squadra bestia nera (da allenatore)? «Ahimè, qui mi viene difficile rispondere (risata): la mia bestia nera sono i nostri cugini del Semine. A parte il primo derby giocato da allenatore contro di loro, che ho vinto, tutti gli altri li ho persi oppure solo pareggiati. Non sono più riuscito a vincerne un altro. Però sono stati tutti bei derby, con tanto pubblico, come lo sono anche oggi».

Sarebbe bello allenare di nuovo… «A questa domanda posso rispondere con certezza che ho allenato tanti bravi giocatori, e farei fatica a fare solo un nome. Posso però dire che cinque miei ex giocatori li ho ritrovati qui a Riviera e sono contento di poterli allenare di nuovo: Francesco Trunzo, Aleksander Bajic, Nikola Bilandzija, Bekim Kerellaj e Dane Introini. Ed inoltre vorrei anche menzionare un giocatore che secondo me ha uno spirito fuori dal comune. Non importa che si tratti di allenamento o gara ufficiale, lui non si tira mai indietro: Davide Morici. Di Davide mi piace moltissimo il suo temperamento, è un combattente puro, non si arrende mai».

Forse non sarà RIVIERA a vita, ma… «…farò tutto il possibile perché il Riviera possa raggiungere risultati importanti».

To be continued…

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