
L’allenatore della Pro Daro: «Con la Pro Daro, così come con lo Gnosca, non ci diremo mai realmente addio». Un bomber spietato: «In 17 anni di calcio attivi, sono sempre andato in doppia cifra». E ancora: «Spero un giorno di vedere in prima squadra i miei ragazzi che allenavo nel settore giovanile».
BELLINZONA – Con la nostra serie di mini interviste MISTER X vi accompagneremo alla scoperta degli allenatori (e non solo) del calcio regionale, tratteggiandone un ritratto più intimo attraverso le loro stesse parole. Buona lettura, se vi va. Capitolo 41: Gianluca Raffa allenatore della Pro Daro (Terza lega, gruppo 2).
Mister raccontaci, che giocatore eri e il tuo ricordo più bello? «Ero il classico numero 9 con il vizio del gol: in 17 anni giocati nel calcio attivi sono sempre andato in doppia cifra come gol realizzati. Ero bravo a smarcarmi in area, avevo sia un buon tiro che capacità di dribbling, ed infine un certa forza fisica che mi permetteva di prendere bene la posizione. Ripensando alla mia carriera calcistica, ho due momenti che mi resteranno per sempre nel cuore. Il primo è stata la mia stagione di esordio nel calcio attivi agli ordini di mister Kiko Lucchini, che ringrazierò sempre per l’energia e il sorriso che sapeva portare nello spogliatoio e che io personalmente non dimenticherò mai. Fu davvero una stagione incredibile, non tanto a livello sportivo (perché non vincemmo nulla), ma a livello umano sì, perché ebbi la fortuna di conoscere persone stupende. La maggior parte di loro sono diventate miei amici e fanno ancora parte della mia vita. Il secondo ricordo indimenticabile è invece quando sono andato a giocare allo Gnosca in Quarta lega, dove ho avuto la fortuna di conoscere Alberto Gianetta, uno dei presidenti più focosi di tutto il calcio regionale. Uno di quei presidenti che amava il calcio e soprattutto la sua squadra, e ti portava di conseguenza a riscoprire l’amore per il calcio di come quando eri bambino: è così che ho amato lo Gnosca».
Il tuo rituale scaramantico (da allenatore)? «Confesso di essere molto scaramantico, soprattutto quando si parla di calcio. Tuttavia, essendo quella di quest’anno la mia prima stagione come allenatore nel calcio attivi, non ho ancora individuato un qualche gesto propiziatorio che mi possa aiutare durante le partite. Spero di trovarlo presto».
Squadra bestia nera (da allenatore)? «Anche qui, avendo appena iniziato negli attivi, non posso ancora dire quale sia la mia squadra bestia nera, però in questo caso rispetto alla domanda precedente spero di non trovarne mai una».
Sarebbe bello allenare di nuovo… «Un giocatore singolo non c’è, ma un gruppo sì. Venendo dal settore giovanile della Pro Daro spero un giorno di riuscire ad allenare qualche mio ragazzo del passato, anche perché se dovesse succedere, significherebbe che a livello giovanile è stato fatto un ottimo lavoro. Ma soprattutto perché sarei curioso di vedere se avevo ragione quando dicevo ai miei ragazzi che un giorno sarebbero arrivati in prima squadra, che spero sia per loro un trampolino di lancio oppure il top della loro carriera calcistica, se questo è quello che desiderano».
Forse non sarà PRO DARO a vita, ma… «…per me la Pro Daro resterà sempre nella mia vita. Così come ho lasciato un pezzo di cuore allo Gnosca. Per queste due società provo sentimenti molto simili, ed e per questo che il giorno in cui le nostre strade si separeranno non sarà mai realmente un vero e proprio addio».
To be continued…
