MISTER X – Capitolo 2, Danilo Russo “Per il calcio sono quasi morto. Che scoppole contro il Baden”

Danilo Russo, allenatore dello Stabio (Quarta lega)

L’attuale allenatore dello Stabio: «Grazie a Baldo Raineri, allenatore speciale che ami oppure odi, a me ha dato tanto. Come sarebbe bello poter allenare i miei vecchi compagni Admir Batlack, Marchesano e Padalino. Lascio tutto a Sergio Volpi, è lui la persona giusta per sostituirmi quando smetterò di allenare»

S.PIETRO DI STABIO – Con la nostra nuova serie di mini interviste MISTER X vi accompagneremo alla scoperta degli allenatori (e non solo) del calcio regionale, tratteggiandone un ritratto più intimo attraverso le loro stesse parole. Buona lettura, se vi va. Capitolo 2: Danilo Russo allenatore dello Stabio (Quarta lega, gruppo 1).

Mister raccontaci, che giocatore eri e il tuo ricordo più bello? «Bella domanda. Ho ricoperto diversi ruoli, sia a centrocampo che in attacco. Ho iniziato a giocare come punta, ma poi nella U17 del Lugano mi hanno spostato a centrocampo (in mezzo) dove ho mangiato pane e tattica, e imparato definitivamente quelle basi calcistiche che credo si debbano avere per poter stare in campo. Ho anche fatto l’esterno di centrocampo e di attacco, ma anche la seconda punta e il trequartista, tutto per cercare di sfruttare sempre al meglio le mie caratteristiche: velocità, piedi buoni, conoscenza tattica e visione nell’ultimo passaggio. Ho concluso la mia “carriera” come esterno di centrocampo ai Biaschesi (Prima lega) e dopo otto anni di stop ho ripreso a giocare nello Stabio (Quinta lega) ritornando alle origini, vale a dire centrocampista centrale».

«Il mio ricordo più bello – prosegue Russo – è anche quello più brutto. Avevo appena 16 anni e giocavo nel Barengo Sparta (Eccellenza piemontese), in una delle ultime partite della stagione segnai il gol decisivo grazie al quale vincemmo il campionato e fummo promossi in serie D, ma il giorno dopo fui ricoverato in ospedale in fin di vita per aver contratto un virus a causa di un anestetico che avevo preso nell’intervallo di quella partita per un dolore al piede. Da quel giorno non potei più giocare in Italia, per un soffio al cuore che non mi ha più permesso di superare le visite mediche italiane. Dopo un anno di cure (soffrivo anche di pubalgia), ho iniziato a giocare in Svizzera, prima in Seconda interregionale con lo Stabio con cui vincemmo il campionato, e successivamente due anni sotto la guida di mister Baldassare Baldo Raineri (che ringrazio tanto) prima al Mendrisio-Stabio e poi ai Biaschesi in Prima lega. Come si può vedere sono stato fortunato e ho tanti ricordi belli legati al calcio, però sicuramente anche qualche rammarico: prima di giocare in Eccellenza al Barengo ero stato due anni all’Inter, diciamo che ero visto come una promessa, poi quel maledetto virus, peccato».

Il tuo rituale scaramantico (da allenatore)? «Non ho rituali scaramantici. Credo che la fortuna si compensi, in alcune occasioni può assisterti, in altre invece ti gira le spalle. È una ruota che gira insomma».

Squadra bestia nera (da allenatore)? «Alleno da troppo poco tempo (due anni) per avere una squadra bestia nera da allenatore, ma da calciatore direi sicuramente il Baden: nonostante belle prestazioni abbiamo sempre preso scoppole non indifferenti».

Sarebbe bello allenare di nuovo… «Anche in questo caso allenando da soli due anni non posso risponderti, però se si potesse mi piacerebbe allenare alcuni miei ex compagni di avventura come Admir Batlack, Marchesano e Padalino su tutti».

Forse non sarà STABIO a vita, ma… «considerando il lavoro, tre splendidi figli e il pochissimo tempo a disposizione, penso che oltre allo Stabio non allenerò nessun’altra squadra. Anzi, non credo che andrò ancora avanti ad allenare per molto. Quando ho iniziato è stata una sorta di sfida, riuscire a raggiungere la Quarta lega, e ce l’abbiamo fatta. Per i miei obiettivi personali questa situazione Covid non aiuta. Mi piacerebbe fare ancora un anno con gli otto Allievi che saliranno in prima squadra, e poi lasciare magari il mio posto a Sergio Volpi che secondo me è la persona giusta per portare avanti il progetto Stabio».

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