
Il vice allenatore del Basso Ceresio: «Cercavo di entrare in partita nel momento stesso in cui mi svegliavo la mattina il giorno della gara. Mi piacerebbe che tanti ragazzi del nostro settore giovanile riuscissero ad arrivare sino in prima squadra»
AROGNO – Con la nostra nuova serie di mini interviste MISTER X vi accompagneremo alla scoperta degli allenatori (e non solo) del calcio regionale, tratteggiandone un ritratto più intimo attraverso le loro stesse parole. Buona lettura, se vi va. Capitolo 19: Jonathan Ribeiro da Costa, vice allenatore del Basso Ceresio (Quarta lega, gruppo 1) e fondamentale nella gestione della squadra come ci ha confessato il “primo” allenatore bianconero Andrea Lombardi: «[…] in fondo sono ancora un po’ giocatore, corro e mi diverto mentre Jonathan sbraita e prende rabbia in panchina, sia in allenamento che in partita, spesso a causa delle mie giocate (risata)».
Mister raccontaci, che giocatore eri e il tuo ricordo più bello? «È da poco che ho smesso di giocare, saranno un paio di anni, e ho finito da difensore centrale. Una delle qualità che mi sono sempre state riconosciute era quella di saper saltare (non nel senso di dribblare l’uomo) e, per un giocatore non altissimo come me, è sempre stato un gran complimento che mi riempiva di orgoglio. Ho tanti ricordi belli, non soltanto legati alle vittorie, ma anche alle partite perse perché in un modo o nell’altro anche quest’ultime sono state importanti. Tuttavia, se proprio dovessi scegliere una nostra partita che mi è rimasta nel cuore, direi quella vinta contro l’Agno nella stagione 2018/19 (Quarta lega): loro erano uno squadrone (vinsero il campionato a mani basse), ma noi in casa nostra riuscimmo a batterli 3-2 e a fine anno ci salvammo. Una partita che dimostrò che il nostro gruppo poteva lottare alla pari contro qualsiasi avversario, senza sentirsi inferiore a nessuno».
Il tuo rituale scaramantico (da allenatore)? «In generale non ho mai avuto dei rituali o comportamenti scaramantici, nemmeno quando ero giocatore. Però, e questo è anche un suggerimento, cercavo sempre di entrare in partita dal momento in cui mi svegliavo la mattina del giorno stesso del match».
Squadra bestia nera (da allenatore)? «È da troppo poco tempo che alleno la prima squadra del Basso Ceresio, non posso ancora dire quale sia la mia squadra bestia nera».
Sarebbe bello allenare di nuovo… «Anche per questa domanda faccio fatica a dire un nome preciso perché è da poco che sono passato da fare il secondo nel settore giovanile del Basso Ceresio ad aiutare mister Lombardi negli attivi. Il mio desiderio è riuscire vedere arrivare fino in prima squadra il più alto numero possibile di ragazzi che ho allenato in passato: questo sì, mi renderebbe molto felice».
Forse non sarà BASSO CERESIO a vita, ma… «…e chi lo sa cosa con ci riserva il futuro. Voglio solo pensare all’oggi e concentrarmi su quello che è il mio presente, facendo del mio meglio per portare in alto il nome del Basso Ceresio».
To be continued…
