
Il direttore sportivo (e non solo) del Camorino: «Due giocatori che vorrei al Camorino? Tamagni e Minorini. Non sono scaramantico. Vincere o perdere dipende da come hai lavorato in settimana, se capita sempre con la stessa squadra è pura casualità.
CAMORINO – Con la nostra nuova serie di mini interviste MISTER X vi accompagneremo alla scoperta degli allenatori (e non solo) del calcio regionale, tratteggiandone un ritratto più intimo attraverso le loro stesse parole. Buona lettura, se vi va. Capitolo 17: Franco Garic direttore sportivo, attaccante e preparatore dei portieri del Camorino (Quarta lega, gruppo 2).
Ds raccontaci, che giocatore eri e il tuo ricordo più bello? «Diciamo che “sono” perché non ho ancora chiuso con il calcio. Gioco nella Seniori del Camorino e qualche volta, quando c’è bisogno, anche in prima squadra. Poi, oltre a fare il direttore sportivo, alleno anche i portieri della Quarta lega e degli Allievi A: insomma qui al Camorino faccio tutto (risata). Adesso gioco in attacco, ma la mia carriera da giocatore l’ho fatta tutta come portiere: personalmente amo la tecnica di base ed ero piuttosto bravo con i piedi. Ho deciso di avventurarmi in un altro ruolo (quello di attaccante) sono negli ultimi anni, complice anche un infortunio. Ho tanti ricordi belli. Tra quelli indimenticabili c’è la promozione dalla Terza alla Seconda lega con la Pro Daro; poi anche l’esperienza fatta all’Arbedo con cui arrivammo secondi in Seconda lega e perdemmo una finale di coppa Ticino; e molto belli sono stati anche i tre anni in Prima lega con i Biaschesi dove ho conosciuto Ramon Consoli, rivali in campo (perché entrambi portieri) ma tutt’ora grandi amici».
Il tuo rituale scaramantico (da direttore sportivo)? «Non sono scaramantico, non ho nessun gesto particolare».
Squadra bestia nera (da direttore sportivo)? «Sinceramente nessuna bestia nera. Secondo me dipende tutto da come ci si allena in settimana. Poi se capita di perdere o vincere sempre contro la stessa squadra, credo che sia pura casualità, fortuna o sfortuna».
Scegli un giocatore, sarebbe bello portare al Camorino… «Ce ne sarebbero davvero tanti, ragazzi con cui ho giocato in passato e che conosco bene personalmente. Tuttavia, se potessi scegliere, visto che al Camorino mi piace avere giocatori che giocano con impegno e dedizione, direi Nicolò Tamagni del Taverne. Conosco Nicolò da tanti anni e darebbe un grande aiuto al nostro reparto difensivo, soprattutto per la crescita dei nostri giovani. Poi a livello umano è una persona eccezionale. Se potessi fare anche un secondo nome, direi Joel Minorini dell’Arbedo: è di Camorino e sarebbe bello riportarlo a casa, ha grande esperienza nonostante sia ancora giovane».
Forse non sarà CAMORINO a vita, ma… «…penso che sia normale per tutti valutare eventuali chiamate, soprattutto se si è ambiziosi e se queste dovessero essere davvero interessanti. Ma da parte mia spero di rimanere al Camorino a vita, perché qui ci sono cresciuto e vorrei continuare a portare avanti quanto stiamo facendo con i nostri ragazzi. Quando ero giovane, qui a Camorino, ci sono state tante persone che con passione hanno lavorato per me. Oggi io voglio fare lo stesso per loro: dare ai giovani l’opportunità che ho avuto io, cioè quella di lavorare in modo serio e attento per costruirne il futuro».
To be continued…
