
Il direttore sportivo dei Verzaschesi: «Soffriamo i Biaschesi, soprattutto quando dobbiamo giocare da loro. Non sono scaramantico, ma arrivare presto al campo mi aiuta a scaricare la tensione».
BRIONE VERZASCA – Con la nostra nuova serie di mini interviste MISTER X vi accompagneremo alla scoperta degli allenatori (e non solo) del calcio regionale, tratteggiandone un ritratto più intimo attraverso le loro stesse parole. Buona lettura, se vi va. Capitolo 13: Diego Torroni direttore sportivo dei Verzaschesi (Quarta lega, gruppo 2).
Ds raccontaci, che giocatore eri e il tuo ricordo più bello? «Giocavo dietro, terzino oppure marcatore nella difesa a tre. Ammetto che i piedi erano quello che erano, però avevo una gran corsa e mi piaceva salire per cercare la sovrapposizione. Il ricordo più bello di tutti è legato a una promozione (dalla Quinta alla Quarta lega), fatta con i Verzascheai, ma non ricordo di preciso l’anno. Ricordo invece che in quella stessa stagione vincemmo anche il torneo di Leggia e perdemmo in finale quello di Tenero. Eravamo una squadra molto affiatata. Tutto il calcio che ho giocato negli Attivi è sempre e solo stato con la maglia dei Verzaschesi, per me una vera e propria seconda pelle».
Il tuo rituale scaramantico (da direttore sportivo)? «Non sono scaramantico. Non ho un gesto preciso o un rituale. Tuttavia, mi piace arrivare al campo un bel po’ prima che inizi la partita, questo sì, perché mi aiuta a scaricare meglio la tensione».
Squadra bestia nera (da direttore sportivo)? «La nostra bestia nera sono sicuramente i Biaschesi. Sul loro campo abbiamo sempre fatto fatica, forse l’ultima volta che siamo riusciti a vincere da loro è stato tre anni fa. Invece da giocatore ricordo grandi battaglie quando affrontavamo l’Onsernone: contro di loro le partite non erano mai semplici, però era proprio bello giocarle».
Scegli un giocatore, sarebbe bello portare ai Verzaschesi… «Un giocatore che mi piacerebbe avere? Direi che sono fortunato, ce l’ho già in squadra e si chiama Joel Galli: attaccante veloce e tecnico, quando si arrabbia diventa imprendibile. Quest’anno ha anche rifiutato un’offerta molto attraente per restare con noi. Un grande».
Forse non sarà VERZASCHESI a vita, ma… «…cia dai, mo v’üna e nem!».
To be continued…
