La scelta di Angelo Renzetti di sollevare dall’incarico Andrea Manzo ha creato attorno a sé un interessamento mediatico non indifferente. Il popolo, quello bianconero, ha difeso a spada tratta l’ormai ex allenatore. Un atto di riconoscenza verso chi è stato trattato da ‘usa e getta’, verso chi ci ha sempre messo il cuore. Un attaccamento inaspettato, iniziato con le lacrime di gioia per la prima vittoria in Super League a Berna. Amore vero.
Nello spietato mondo del calcio, si sa, paga l’allenatore. Giusto o sbagliato che sia, una squadra che non vince da tre mesi qualcosa deve cambiare. La classifica al momento emette una sentenza che non sa a tutti di verità. Zeman ha fatto meglio di Manzo e questo non era l’obiettivo, si presume. Questione di un punto, questione di fortune alternate.
Il boemo al giro di boa ci arrivò con 5 vittorie, Manzo con quattro successi, due pareggi e una sconfitta in meno rispetto al suo precessore.
IL CONFRONTO
I conti di Zeman e Manzo faccia a faccia. Contro San Galo, YB e Sion il raccolto è lo stesso per entrambi. Coi biancoverdi 3 punti, con i bernesi 4 e tutte e due hanno vinto la sfida casalinga contro i vallesani. Manzo ha fatto meglio di Zeman con Thun (2 punti contro gli 0 zero del boemo), GC (4 contro 3), Basilea (1 a 0). Pesante, anche dal punto di vista della decisione del patron bianconero, la doppia sconfitta maturata nello scontro diretto contro il Vaduz, quando Zeman raccolse invece quattro punti. L’altra squadra con la quale Manzo non è riuscito nel intento di strappare punti è il Lucerna.
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