Lugano: Mattia Bottani, separazione della società ma un amore che resta

scritto da Cristiano Comelli
Mattia Bottani - © FC Lugano

Mattia Bottani separa la sua strada dal Lugano ma l’amore per i colori bianconeri resterà per sempre

L’ex capitano del Lugano ha reso noto da tempo di non avere accettato le proposte per la Prima Squadra e per l’Under 21 a lui fatte dalla società bianconera. Ma dalle sue parole si evince che, pur separandosi le strade, l’amore per il Lugano con cui è calcisticamente nato e cresciuto resterà per sempre.

Il suo congedo dal Lugano è di quelli che fanno rumore. Mattia Bottani, infatti, non solo nella città ticinese ci è nato ma le ha praticamente dedicato una vita da calciatore. L’amore tra lui e colori bianconeri è scoppiato sin dagli anni Novanta quando fece parte delle giovanili. Il suo talento non passò inosservato, tanto che nel 2011 fece il tanto sospirato approdo in Prima Squadra nel derby contro il Bellinzona. E lo fece pure in grande stile, segnando il gol del 2-0. Era il 30 novembre di quell’anno. E Bottani, quella data, dal suo calendario, non la cancellerà più. Nè potrà rimuovere dall’archivio della sua memoria le oltre duecento partite disputate con la maglia bianconera con 59 reti segnate e 43 assist. La sua presenza in bianconero fu legata a più vite ma se ne separò soltanto nella stagione 2016-17 per andare a indossare un’altra casacca bianconera, quella del Wil con cui scese in campo 25 volte realizzando tre reti. Insomma, una vita da…Lugano. A mostrare la sua capacità di visione della manovra e di dribbling, la sua duttilità di centrocampista che però, all’occorrenza, sapeva dare man forte anche al reparto offensivo pungendo non di rado le porte avversarie. A Lugano, insomma, un’istituzione. Ed è per questo che il separarsi della sua strada da quella dei ticinesi è qualcosa di più di un semplice esodo ma è, in qualche modo, la conclusione di un capitolo storico. Per lui, a Lugano, si erano aperti due scenari in una veste differente, o come collaboratore della Prima Squadra o come referente dell’Under 21. Gli incontri tra lui e la dirigenza, però, non avevano consentito di arrivare a un accordo e da qui la decisione di Bottani di lasciare. Decisione che, come è agevole immaginare, non è giunta a cuor leggero.

Il tecnico Mattia Croci-Torti ne ha riconosciuto soprattutto tre aspetti: il grande attaccamento ai colori bianconeri, la capacità di farsi sempre trovare pronto e quella di saper esercitare in modo ottimale il suo ruolo di capitano della squadra. E, se ne ve ne fosse stato bisogno, il diretto interessato ha voluto specificare che “Lugano per me è tutto ed è qualcosa che comunque viene prima di Bottani”. E il fatto che i suoi progetti per il futuro non si siano intercettati con quanto la società aveva pensato per lui non incrinerà naturalmente di un grammo questo idillio. La bandiera del Lugano ha voluto mettere le cose in chiaro per quanto concerne il suo futuro: “Sicuramente non è un momento facile – ha dichiarato tempo fa – sono stati mesi difficili, io e Sebastian Pelzer abbiamo sempre avuto un buon dialogo; sulle due opzioni firmate un anno fa, Mi è stato chiesto come mai non abbia accettato le offerte: ho una certa età, ho responsabilità familiari, ringrazio il Lugano ma la mia scelta di non andare con l’Under 21 e non andare a giocare con la Prima Squadra viene da un rispetto verso me stesso, dal Bottani bambino e che si è sempre sacrificato per giocare tutte le partite con il Lugano, per un rispetto verso me stesso per un infortunio gravissimo all’adduttore nonostante il quale mi alleno ancora al cento per cento; lo staff tecnico e la società hanno avuto una visione diversa, ho passato trent’anni qui, quindi saranno mesi difficilissimi, non accettare è stato difficilissimo ma penso che, per essere contento di me, non potevo accettare; parlo del presente, per quello che do e vivo, la nostra storia sia con questa proprietà con la precedente merita di finire in modo educato e rispettoso”. La dirigenza luganese, dal canto suo, ha ribadito che comunque le porte per Bottani saranno sempre aperte.

Fresco del compimento dei 35 anni di età, Bottani ha ricevuto un’ulteriore riprova della stima di cui gode anche da parte della tifoseria che, sul profilo social, non ha mancato di tributargli auguri e ringraziamenti a pioggia. No, anche se le strade si separano, l’amore tra il Lugano e Bottani non è finito. E non finirà.

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