Il Football Club Lugano necessita che i lavori per la costruzione del nuovo Polo Sportivo e degli Eventi inizino al più presto, pena la concessione della licenza di gioco per le stagioni a venire
A tal proposito, è intervenuto con forza Roberto Badaracco, municipale della Città di Lugano, il quale ha spiegato la situazione attraverso Ticinonews. L’avvocato si augura «che la popolazione, ma soprattutto la politca e in particolare il Consiglio Comunale, si renda conto cosa c’è dietro. A Lugano, le associazioni sportive attive sono ben 150!».
La nuova struttura cittadina non sembra tuttavia fare l’unanimità: «C’è qualcuno che purtroppo, e lo capiamo ancor meglio da alcune discussioni nella Commissione della Gestione, frena al massimo e cerca di mettere il bastone fra le ruote. Per me è un peccato, questo è un progetto che dovrebbe essere sentito da tutti. La realtà oggi è che, a livello di strutture, la città di Lugano è rimasta fanalino di coda in Svizzera. E non stiamo parlando di un progetto fuori di testa bensì di una struttura normale per il Canton Ticino».
Ma qual è il reale problema (o intoppo) che si riscontra? «È chiaro che il progetto tocca anche tasti dolenti, con lo spostamento dell’amministrazione pubblica nel nuovo quartiere e la costruzione delle due torri su tutti. Sostenere che ciò non va bene equivale però a bloccare tutto. Credo che alcuni la usino solo come scusa. Dobbiamo trovare un accordo, ma a me suona tutto molto strano. Le ragioni non le comprendo anche perché di facciata sono tutti d’accordo. A inizio giugno, il Consiglio Comunale tornerà a riunirsi. Si affronterà un voto importante e spero vivamente che venga lanciato un chiaro segnale. È fondamentale per la riuscita del progetto».
Un ultimo pensiero va al Presidente dell’FCL Angelo Renzetti, il quale chiede a ragione e con insistenza la costruzione del nuovo stadio: «Capisco molto bene Angelo e condivido la sua rabbia e la sua stizza. Lui è coinvolto in prima persona, è lui che deve far stare in piedi il club. Sopra la sua testa pende inoltre la spada di Damocle della SFL. Intravvede un rischio per la sua società e lo fa presente. Con Renzetti ho parlato e gli ho garantito che vogliamo rispettare i tempi. Sin qui l’amministrazione ha lavorato in maniera pazzesca, curando ogni dettaglio. Adesso occorre solo far partire la macchina».
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