di Pietro Filippini
Si ride e si scherza, a giusta ragione. Ambiente euforico quello dello stadio Lido nonostante la pioggia battente che ha… bagnato l’ultima vittoria delle bianche casacche. Sabato sera tre punti si esigevano e tre punti sono stati contro il modesto e pericolante Delémont, arrivato in Ticino con troppi pochi argomenti per poter seriamente impensierire un Locarno ormai conscio delle proprie (sostanziose) capacità. «Possiamo dirlo: è quasi fatta», ci ha detto raggiante a fine gara il tecnico dei verbanesi Davide Morandi. E come dargli
torto: a cinque partite dalla fine sono ben 14 le lunghezze di vantaggio sul Wohlen (anche se gli argoviesi giocheranno solo stasera), piazzato appena sotto la riga, e con Stade nyonnais e Bienne pure alle spalle.
Partita, quella con i giurassiani, amministrata senza troppi patemi d’animo per il Locarno cha ha sofferto solamente un momento a inizio partita – a precedere l’1-0 di Sadiku, quando in un alcune circostanze
i ticinesi si sono fatti prendere fra le linee da un ottimo Bouziane, che ha cantato e portato la croce – e prima del definitivo 3-0, sebbene il Delémont fosse in dieci per l’espulsione combinata a Szlykowicz nel giro di pochi secondi attorno al 58’ (fallo e poi pallone buttato via).
«È vero – ha proseguito Morandi – abbiamo concesso qualcosina sul 2-0 e con la grossa occasione di Rodriguez (solo, sebbene un po’ defilato, davanti a Lucic, ma impreciso nella conclusione, ndr) potevano
segnare, tuttavia ci siamo costruiti un buon margine per poterci permettere qualche fase interlocutoria durante la partita. E sono convito che se avessimo subito il 2-1 non avremmo comunque accusato il colpo, anzi, avremmo fatto ancora un paio di reti. È stato un continuo giocare come il gatto con il topo: ci siamo semplicemente dimostrati più forti». Detto dell’implacabile Sadiku – sabato in rete di rapina, da rapace d’area e su rigore per la 18ª perla in stagione che lo issa al comando della classifica dei marcatori del campionato
– una nota di merito va sicuramente data a Milosevic, fautore del secondo gol delle bianche casacche con una discesa irresistibile e protagonista di un incontro fatto di tanta corsa, grinta e puntate ficcanti. Ma è il gruppo tutto che ancora una volta ha ben impressionato: i ragazzi di Morandi sono ormai una solida realtà, in crescita
per qualità di gioco e personalità, a dispetto della pur sempre bassa età media della rosa. E il prossimo weekend ci sarà il derby di Cornaredo, sfida alla quale il Locarno si presenterà senza Spini (ingenuamente
ammonito a inizio ripresa, episodio che ha fatto arrabbiare Morandi), ma con Carrara e Polli nuovamente arruolabili dopo il turno di stop, mentre fra i bianconeri mancheranno all’appello per squalifica Sarni, Grippo e Preisig. «Sarà un bellissima partita, una da 4-5mila spettatori – ha concluso l’allenatore dei bianchi – Non scenderemo in campo perché vogliamo frenare il Lugano, ma per fare la nostra partita. Avremo la mente libera e ci teniamo a vincere, ma non mi aspetto un Lugano sotto pressione, perché se stanno andando così
bene è anche conseguenza del fatto che la mente sgombra l’hanno pure loro».
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