
Mattia Croci- Torti alla sua 200esima panchina con il Lugano
Il tecnico ex Balerna e Mendrisio dichiara il suo amore per la città e per la squadra e ha un sogno ben definito: portare il Lugano a vincere il suo quarto titolo.
Miglior modo per festeggiare il traguardo delle duecento panchine con il Lugano, per lui, non ci sarebbe potuto essere. Mattia Croci-Torti è lieto che il giorno del raggiungimento di questa meta prestigiosa sia coinciso con il ritorno alla vittoria dei suoi. Il festeggiamento, per lui, è quindi duplice. E diventa anche l’occasione per ribadire che ritiene il Lugano ben di più della squadra di cui è a libro paga, ma una famiglia a cui si sente legato da un granitico affetto. Tanto da avere rifiutato in passato altre offerte e da continuare a coccolarsi il sogno di riuscire a portare al Cornaredo uno scudetto assente ormai dalla stagione 1948-49. E che, per inciso, sarebbe il quarto della storia.
Il tecnico bianconero sa perfettamente che il momento non è dei più felici come è dimostrato dalla classifica. Ma sulle potenzialità del collettivo che allena ci metterebbe dieci volte la mano sul fuoco. “Fare duecento partite sulla panchina del Lugano – dichiara al sito della società- è un sogno che mi riempie d’orgoglio, ringrazio i tifosi che mi hanno sempre sostenuto anche nei momenti difficili e tutti i giocatori che hanno creduto nelle mie idee. Oggi sono felice per me, ma soprattutto per la squadra, lavorare senza raccogliere nulla faceva male, questa vittoria invece ci dà forza”.
Al Lugano, del resto, ha legato gran parte della sua vita calcistica, prima sul rettangolo verde e poi in panchina. Era la stagione 2004-05 quando il difensore cresciuto nelle giovanili di Morbio, Chiasso, Grasshoppers e Malcantone Agno sbarcò nella famiglia bianconera facendo registrare ventisette presenze. Poi le strade tra lui e la società si separarono per un breve tempo con le parentesi con Biaschesi e Wil per reincrociarsi tra 2006 e 2008 con altri sessantotto cartellini timbrati conditi questa volta da due centri.
Terminata la carriera calcistica con il Chiasso, comincia a farsi le ossa sulla panchina proprio con la società rossoblù da vicetecnico. Quell’anno, ad allenare la squadra, vi furono prima Gianluca Zambrotta e poi Marco Schallibaum e Riszard Komornicki. Dal 2015 al 2017 arriva la sua prima esperienza da mister principale con il Balerna poi, per quel processo di circolarità che il destino sa spesso tracciare riportando a vecchi amori di un tempo mai davvero tramontati, si ritrova a essere vice del Lugano di Pierluigi Tami prima e Guillermo Abascal poi. Ancora una parentesi al Mendrisio e poi la sua vita torna a vestire bianconero, sempre come viceallenatore con Fabio Celestini prima e Maurizio Jacobacci poi. Nel 2021, dopo l’esonero di Abel Braga alla panchina bianconera, sale di grado e assume le redini della prima squadra detenute tuttora. Nel 2021-22 conduce la squadra alla conquista del primo alloro sotto la sua gestione ovvero la quarta Helvetia Cup grazie al 4-1 rifilato in finale al San Gallo.
Oggi, felice più che mai di continuare a percorrere il suo cammino calcistico con il sentiero del Lugano, Croci-Torti guarda al futuro all’insegna dello splendere del sole. Con la consapevolezza di avere la città e la squadra ben piantate nel cuore e nella mente e il desiderio di condurla ai traguardi più nobili.
Amante dello sport a tutto tondo, Croci-Torti ha spesso dichiarato di avere passioni granitiche anche per tennis e basket. Ma il richiamo del mondo della sfera di cuoio resta sempre il più forte.
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