
L’ennesimo «giorno della verità» per lo sport svizzero è arrivato. Questo pomeriggio, il Consiglio Federale illuminerà il mondo professionistico e definirà le linee guida da seguire nel futuro prossimo
Mercoledì 2 settembre 2020. Può sembrare una data qualsiasi sul calendario. E invece, quest’anno è diverso dal solito. Complice la situazione sanitaria che, stando agli esperti esige prudenza assoluta, e di riflesso una certa, e assai giustificata, fretta da parte degli attori protagonisti, le parole che verranno espresse dai vari governatori della Patria dovranno essere ponderate in tutte le loro sfaccettature.
Il calcio e l’hockey su ghiaccio in particolare, ma anche la pallacanestro, la pallavolo e tutti gli altri sport «minori» attendono con impazienza come si potrà tornare a disputare un incontro con la presenza di pubblico e in quale maniera ci si dovrà premunire qualora la situazione dovesse aggravarsi. In qualsiasi caso, le orecchie e i volti di tutto il mondo sportivo professionistico elvetico sarà votato alla sala stampa del Parlamento di Berna.
Per far sopravvivere lo sport, che rappresenta un settore importante per l’economia del Paese, un aumento del numero minimo di partecipanti a un evento è assolutamente necessario. Oltre all’esistenza stessa delle società, non bisogna dimenticarsi, e anzi sottolineare, che in gioco ci sono diverse migliaia di posti di lavoro che rischiano di andare persi e mai più recuperati. Per questo, il Consiglio Federale è chiamato a meditare profondamente per non far retrocedere (volendo utilizzare un termine sportivo) un ramo essenziale della nostra società.
L’ennesima e spasmodica attesa sta per concludersi. Orecchie, occhi, taccuini, penne e quant’altro sono tutte rivolte verso la Capitale federale. Ancora poche ore e sapremo se riusciremo a sopravvivere oppure dovremo rassegnarci e sprofondare senza possibilità di risalire.
