Intervista a Simone Belometti, attuale giocatore del FC Schaffausen.

Simone Belometti, ticinese classe 1996, da ottobre sei allo Sciaffusa, da poche settimane hai rinnovato il contratto sino al termine della stagione, come ti stai trovando nella nuova realtà?

Qui a Sciaffusa mi sto trovando davvero molto bene, in questi mesi mi sono ben integrato nella squadra. Devo dire che è bel gruppo e siamo molto uniti, per adesso, sono molto contento della scelta fatta. Era proprio quello che cercavo, grazie alla fiducia del mister che mi sta facendo giocare con continuità, mi ha facilitato nell’integrarmi nel gruppo.

Quest’anno la Challenge League è molto equilibrata e con tante squadre blasonate, qual è il vostro obiettivo di squadra?

È vero la Challenge League ogni anno diventa un campionato sempre più equilibrato, con formazioni di buon livello e con giovani in prospettiva. Noi siamo una squadra giovane, con diversi giocatori che sono al primo anno di Challenge League ma questo non deve essere una scusa, dobbiamo fare del nostro meglio per cercare di raggiungere la salvezza il più presto possibile.

Sei stato capitano a Chiasso, e lo scorso anno hai segnato il goal salvezza all’ultima giornata. Che emozioni hai vissuto?

Devo dire che nei due anni e mezzo passati a Chiasso ho vissuto delle emozioni fortissime, mi sono trovato davvero molto bene, sono stato contento della scelta di andare a Chiasso anche se ci sono stati dei momenti difficili da sopportare, che però grazie al gruppo e alla famiglia sono riuscito a superare. L’ultima stagione l’abbiamo vissuta sempre da ultimi in classifica, sempre sul filo del rasoio, ed era difficile allenarsi sereni, ma la salvezza all’ultima giornata, in rimonta e con un mio goal mi ha fatto vivere emozioni indescrivibili che mai avrei pensato di vivere. Insomma è stata una liberazione, da Ticinese e capitano mi sarebbe veramente dispiaciuto retrocedere con il Chiasso.

E nel frattempo sei riuscito conciliare il tutto con lo studio (studente dell’USI), allora è possibile?

Esatto, sono riuscito a conciliare studio e sport. Ritengo sia importante avere altre strade e altri sbocchi oltre al calcio. La conferma l’ho avuta nel periodo in cui ero senza squadra. Un percorso scolastico è importante ed è fattibile grazie a una buona organizzazione e con la giusta motivazione. Ovviamente è stato impegnativo, perché quando finivo la stagione calcistica iniziava quella degli esami, finita quella degli esami iniziava la preparazione. Diciamo che è da un po’ che non vado in vacanza… ma sono dei sacrifici che ho fatto volentieri, per il mio futuro.

Che ricordi hai del tuo percorso formativo al Team Ticino?

Sicuramente ho dei bei ricordi del Team Ticino, sono entrato nella under 16 per poi continuare il percorso formativo nella U17, U18 e U21 e in questi quattro anni mi sono davvero trovato bene, ho conosciuto delle persone fantastiche, ho avuto dei buoni allenatori che mi hanno aiutato durante questo percorso; insomma sono stati 4 anni che mi sono serviti per crescere sia come giocatore che come persona. In questo periodo studiavo, andavo al Liceo e anche in questo caso era difficile conciliare studio e calcio, però meno male ci sono riuscito. Devo dire che sono stato molto contento e felice di aver fatto parte del Team Ticino, poi ho avuto anche la possibilità di disputare due tornei Pasquali di Bellinzona, che mi sono serviti per conoscere e confrortami con il calcio internazionale, giocando contro squadre importanti, ad esempio l’Inter, Atletico di Madrid o il Tottenham. Serbo veramente un buon ricordo del Team Ticino.

Quali sono i tuoi obiettivi nei prossimi anni di carriera, la Super League è uno di questi?

A corto termine la salvezza con lo Sciaffusa, cercando personalmente di giocare il più possibile, crescere e migliorare i miei punti deboli, cercando di seguire i consigli di Mister Yakin. Non nego che giocare in Super League è un mio sogno, e cercherò di fare di tutto il possibile per realizzare questo obiettivo.

Davide Di Giulio

Simone Belometti – © FC Schaffhausen