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di Flavio Ferraria
La Zurigo, città sportiva, catalizzerà tra non molto l’interesse dell’atletica leggera del continente, ma al momento in città si parla di “fussball”. FC Zurigo in testa al campionato: tre partite, tre vittorie: nove punti. Attenzione una partenza sprint non è sinonimo di successo. Solo per rimanere alle ultime due stagioni, ne YB (5 su 5), ne il Sion (3 su 3) sono poi riuscite a arrivare a traguardi vincenti.
Dalla parte opposta della Limatt il GCZ soffre, ma stasera ha l’occasione del riscatto. Gioca per la Coppa: la Champions ospiterà il Lille. Skibbe ha parlato di sfortuna in questo inizio di stagione, di sfiga, ma c’è da domandarsi da dove viene la sfiga, se non da una morbida e arrendevole disposizione della vita? Dopo aver restituito la centralità ai suoi giocatori, Skibbe o chi per lui gli deve restituire le palle. Che non sarebbero poi gergalmente altro che quella necessaria brutalità di uomini chiamati a dare un senso alle proprie azioni e una risposta responsabile a chi, causa loro, gioisce, patisce e si guasta il sangue e l’umore. Costruire il futuro partendo dal presente. La sfida contro il Lille rappresenta, allo stesso tempo, un punto di arrivo e di partenza. A questo appuntamento il GC ci arriva in condizioni peggiori, la sconfitta sarebbe il punto di arrivo di una stagione appena iniziata; la vittoria, avrebbe i caratteri della certezza di riprendere in mano la situazione e ripartire. Skibbe sa bene che non è in ballo semplicemente una collocazione in Europa (importante non solo per i biancocelesti ma per il calcio elvetico, visto quello che ha combinato il Lucerna), ma il futuro, non solo quello suo, ma anche quello delle “cavallette” nel senso generale del termine. Il campionato come obiettivo, la qualificazione nel girone finale il sogno da cullare. Skibbe però è stato chiaro conosce il calcio e non ama spacciare illusioni. Stasera o tutto o niente. In bocca a lupo GCZ.

