La squadra ticinese chiude la stagione 2026 al primo posto e si prende il sesto titolo consecutivo. Un dominio che continua e che conferma ancora una volta il valore di un gruppo capace di restare in alto anno dopo anno.
WOHLEN – Alla fine, quando contava davvero, lo United DC ha risposto da grande squadra. Ancora una volta. Il pareggio per 3-3 contro il GSC Aarau nell’ultima e decisiva sfida stagionale è bastato ai ticinesi per laurearsi campioni svizzeri 2026 nel futsal per sordi, mettendo in bacheca il sesto titolo consecutivo e l’ottavo complessivo nelle dodici partecipazioni totali.
Numeri che fanno impressione, ma che da soli non raccontano tutto. Perché dietro questo successo c’è una stagione costruita con continuità, qualità e sangue freddo, soprattutto nei momenti in cui la pressione saliva davvero.
Il cammino dello United DC era partito nel migliore dei modi già l’11 aprile, a Hitzkirch, con un netto 8-1 rifilato al GSC Bern. Un esordio molto convincente, giocato con ritmo, organizzazione e personalità, che aveva subito fatto capire come la squadra ticinese fosse entrata nel campionato con le idee molto chiare.
La seconda tappa, disputata il 3 maggio a Biasca in una giornata organizzata proprio dallo United DC, aveva confermato le ottime sensazioni iniziali. Dopo il successo dell’Aarau sul Berna, i ticinesi avevano superato lo ST Seetal per 4-2, costruendo il match già nel primo tempo e gestendo poi con maturità il vantaggio nella ripresa. Due partite, due vittorie, e la sensazione crescente di una squadra solida, compatta e pienamente dentro il proprio ruolo.
Tutto, però, si è deciso nell’ultimo atto, il 13 giugno a Wohlen, in una giornata che valeva una stagione intera. Dopo il successo del GSC Bern per 9-4 sullo ST Seetal, che ha consegnato ai bernesi il terzo posto finale, tutta l’attenzione si è spostata sulla sfida per il titolo tra GSC Aarau e United DC.
Ed è lì che è uscito il vero spessore dello United.
I ticinesi sono partiti bene, trovando il vantaggio con Ajetaj su calcio d’angolo. L’Aarau ha reagito subito, riportandosi sull’1-1, e da lì la gara è diventata intensa, tirata, aperta, con due squadre consapevoli di giocarsi tutto in pochi minuti. Nel primo tempo si è visto equilibrio: da una parte gli argoviesi con più brillantezza atletica, dall’altra lo United con ordine, letture giuste e una buona tenuta difensiva. I portieri hanno fatto il resto, tenendo la partita in bilico fino all’intervallo.
Nella ripresa, però, il vento sembrava cambiare. Il GSC Aarau è scappato via sul 2-1 e poi sul 3-1, mettendo seriamente alle corde i ticinesi. In quel momento, per molti, la partita poteva essere girata definitivamente. E invece lo United DC non si è scomposto.
Con lucidità e carattere, la squadra ha continuato a stare dentro la partita. Sadikovic, decisivo anche tra i pali, ha lanciato lungo con precisione e ha innescato l’azione che ha portato Krasnici al gol del 3-2. Da lì lo United ha ritrovato energia e convinzione, fino ad arrivare al meritato 3-3 firmato da Müllhaupt a una decina di minuti dalla fine.
Gli ultimi minuti sono stati di sofferenza vera, con l’Aarau che ha provato a spingere con tutto quello che aveva ancora addosso. Ma lo United DC ha resistito con ordine, compattezza e maturità, portando a casa il risultato che serviva per confermarsi campione svizzero.
La classifica finale vede lo United DC chiudere al primo posto con 7 punti, davanti a GSC Aarau con 4, GSC Bern con 3 e ST Seetal anch’esso con 3. Un successo che pesa, e tanto, anche perché arriva dopo una finale vera, tirata, nervosa e giocata sul filo dei dettagli.
A rendere ancora più bella la stagione dello United ci sono poi anche i premi individuali. Haris Sadikovic è stato nominato miglior portiere del campionato, mentre Alberto Ajetaj ha ottenuto il doppio riconoscimento di miglior giocatore e capocannoniere, a quota 5 reti ex aequo con Dekhalan dell’Aarau. Entrambi, inoltre, sono stati inseriti nell’All Star Team.
La rosa campione svizzera 2026 era formata da Sadikovic Haris, Krasnici Arton (capitano), Milojevic Robert, Sciuchetti Roberto, Brägger Ryan, Rohrer Calvin, Thomann Jan, Ajetaj Alberto e Müllhaupt Philip. In panchina, a guidare il gruppo, l’allenatore Fabio Devito con il viceallenatore Sven Thomann.
A questo punto non si può più parlare di exploit. Lo United DC è una realtà fortissima, consolidata, abituata a vincere ma soprattutto capace di restare lucida e compatta quando le partite diventano pesanti. E forse è proprio questo che colpisce di più: il fatto che continui a vincere, sì, ma senza perdere fame, ordine e qualità.
Un altro titolo. Un’altra stagione al vertice. E la sensazione, ormai, è che questa squadra abbia davvero scritto un pezzo importante della storia del futsal svizzero per sordi.














