
Il campionato di Raiffeisen Super League edizione 2020-2021 è uno dei più equilibrati, se non il più equilibrato, degli ultimi anni. Eccezion fatta per lo Young Boys, lanciato verso il quarto titolo nazionale consecutivo, le altre nove formazioni si giocano le restanti posizioni, con continui alti e bassi dovuti a vittorie, pareggi e sconfitte, che fanno volare o cadere nel limbo le squadre che le conquistano o le subiscono
Lo speciale periodo storico che stiamo vivendo, con in particolare l’assenza di pubblico sugli spalti, fa in modo che, in una maniera o nell’altra, tutti soffrono. A partire dai calciatori, i quali possono contare esclusivamente sulle loro capacità di affrontare una sfida. Ma chi conferisce tranquillità ai ragazzi che scendono in campo per giocarsi settimanalmente i tre punti? A Lugano vi è una figura che, con la sua inestimabile «calma olimpica» non mostra mai un comportamento sopra le righe, infondendo lo stesso atout a tutti gli elementi della rosa. Chi osserva ogni singola seduta di allenamento sa già di chi stiamo parlando: è Mattia Croci-Torti, per gli amici semplicemente il «Crus». Il 38enne, ritiratosi dall’attività agonistica nell’estate del 2014 dopo aver vestito le maglie di Chiasso, Lugano, Biasca e Wil, Mendrisio e Malcantone, è tornato a rivestire il ruolo di vice-allenatore sulle sponde bianconere del Ceresio all’inizio di ottobre del 2018 a fianco di Fabio Celestini, dopo un primo stint tra luglio 2017 e giugno 2018 (assistente di Pierluigi Tami prima e Guillermo Abascal poi) e una breve avventura a Mendrisio dal 1° luglio 2018 al 24 settembre dello stesso anno solare.
L’ex-centrocampista, vero e proprio «mastino» delle formazioni di cui ha vestito le maglie, non si è mai risparmiato e, con le dovute proporzioni, può essere paragonato per caratteristiche atletiche, tattiche e tecniche all’infaticabile esterno destro losannese Numa Lavanchy. L’equilibrio che mostra quotidianamente il «Crus» è esemplare. Un atteggiamento che i ragazzi recepiscono come sinonimo di tranquillità interiore. Ovviamente, come giusto che sia, anche lui pretende il massimo impegno da parte di ognuno. La ricompensa personale arriva giornalmente, dopo ogni sessione di allenamento e al termine di ogni partita disputata. Una vittoria importante come quella contro il Basilea non lo ha esaltato più di quel tanto, così come la più brutta sconfitta del campionato (il 28 febbraio scorso a Losanna) non lo ha destabilizzato come invece avrebbe potuto capitare. In una lega in cui le compagini presenti sono solamente dieci è ciò che ci vuole per avere successo. Mai abbattersi quando le cose non funzionano e mai effettuare voli pindarici nei momenti in cui si mettono in ambasce gli avversari: è questo, da qualche tempo a questa parte, il mantra del Lugano, un gruppo unito grazie anche alla presenza di un personaggio importante che fa da «collante» tra mister Maurizio Jacobacci e i giocatori. Mattia Croci-Torti, per gli amici il «Crus», è la figura su cui tutti fanno affidamento e che tutti gli allenatori con cui lavora apprezzano assai. Il successo passa anche e soprattutto da questi piccoli, ma significativi, dettagli.
